<p>Roma «U n passo audace, verso il futuro e verso la nuova grande fase di trasformazione ». Così, in una lettera ai dipendenti, il Ceo dimissionario di Microsoft Steve Ballmer definisce quello che è insieme il suo regalo d’addio e il primo atto del nuovo corso della compagnia: l’acquisizione per 5,44 miliardi di euro, della divisione Devices and Services - quella che si occupa di cellulari e smartphone di Nokia. Una mossa da tempo attesa, e che sancisce definitivamente lo spostamento verso l’hardware e i cellulari di Microsoft, ora diventato produttore da 200 milioni di telefoni l’anno. «E’ un accordo vantaggioso per tutte le persone coinvolte, dipendenti, azionisti e clienti di entrambe le società: l’unione accelera la crescita delle quote e dei profitti di Microsoft nel mercato mobile», scrive Ballmer. Con l’acquisizione di Nokia si vogliono porre le basi per riscuotere “un maggior successo” negli smartphone, e conseguentemente rinforzare le opportunità di Microsoft di consolidarsi nel mercato dei nuovi dispositivi, tablet inclusi. Un segmento dove Redmond è arrivata tardi ed è ancora debole: nonostante le buone prestazioni dei Lumia, nati nel 2011 da un primo accordo con Nokia, le cui vendite nell’ultimo anno sono cresciute del 78%, gli smartphone Windows sono ancora una piccola percentuale sotto il 4% - del mercato totale. Abbastanza per superare la declinante Blackberry, ma ben lontano dal 75% di Android e dal 17% e oltre di Apple. Una posizione di debolezza evidente, che ha costituito una delle principali ragioni per le dimissioni accelerate di Ballmer, che resterà in carica fino a quando sarà scelto un nuovo amministratore delegato. E poi, abbandonerà, dopo 14 anni da Ceo, il timone della società. La notizia delle sue dimissioni, diffusa attraverso una nota interna significativamente intitolata “Moving forward”, ha soddisfatto gli investitori, che hanno fatto segnare al titolo un deciso rialzo. D’altro canto, è proprio sotto la sua direzione che la Microsoft ha mancato di agganciare la crescita prima dei servizi web 2.0, poi dei nuovi dispositivi, rimanendo più concentrata sul mercato del software dei personal computer, dove peraltro il sistema operativo Windows è tuttora la piattaforma dominante e su quello dei videogiochi, dove ha ottenuto ottimi risultati. Ma il risultato è stato negativo: negli ultimi 13 anni, la capitalizzazione della società si è più che dimezzata, passando da 600 a 270 miliardi di dollari. Il declino dei personal computer tradizionali, materializzatosi nell’ultimo anno, ha mostrato i limiti di questa impostazione. E mentre il mercato di smartphone e tablet ha continuato ad espandersi, la vendite dei pc - core business della compagnia - continuano a contrarsi, in quella che sembra essere una crisi strutturale. Lo scetticismo della direzione Ballmer nei confronti del mobile - in un’intervista del 2007, diventata famosa, prediceva l’insuccesso dell’iPhone di Apple - ha ritardato l’ingresso di Microsoft nel settore. Che si è consolidato organicamente solo nel 2011, proprio in occasione dell’alleanza con Nokia, che sotto la guida del Ceo Stephen Elop, ex Microsoft, ha dato vita a una linea di smartphone - i Lumia che sono diventati il terminale Windows per eccellenza ma non hanno messo in pericolo iPhone e Android. Sul versante dei tablet i risultati di Microsoft non sono stati migliori: le tavolette Surface con Windows 8, che dovevano segnare lo sbarco nel segmento, non hanno riscosso grande successo di pubblico. Si è dimostrata fallimentare, in particolare, la strategia di Microsoft e i suoi partner, tra cui Intel, di puntare su una doppia offerta: da un lato tablet assimilabili, per capacità e potenza, a quelli rivali; dall’altro gli ibridi tablet/pc, come il Surface Pro e i computer convertibili, che tentavano la sintesi tra il mondo della mobilità e quello dei personal computer. Il consumo energetico sostenuto e il costo elevato ne hanno fortemente limitato la diffusione. L’invenduto del Surface si calcola in circa 900 milioni di dollari: un flop che ha fatto maturare sia negli investitori che nel cda il desiderio di una netta sterzata. Le dimissioni di Ballmer e l’acquisto di Nokia sono segnali inequivocabili in questa direzione: finora, l’alleanza con Nokia ha dato a Microsoft un solido piede negli smartphone e infuso vita alla declinante casa finlandese. Ma l’accordo, che tra le altre cose prevedeva sostanziali investimenti nella ricerca da parte di Microsoft, non era riuscito a mettere completamente fuori pericolo finanziario Nokia. E di fronte alla prospettiva di un’acquisizione da parte di Lenovo o Huawei, Redmond, ha preso l’iniziativa, anche per non perdere gli investimenti fatti e per aumentare i margini di ricavo su ogni smartphone venduto. La trattativa per l’acquisizione di Nokia durava da circa 18 mesi, durante i quali si è lavorato soprattutto per raggiungere un accordo economico. Adesso Elop rientrerà in Microsoft, dove già lavorava in passato ed è dato per prossimo Ceo. Per ora è destinato alla guida della divisione “dispositivi”. Quanto ai dipendenti Nokia rimarranno, assicura Ballmer, per la maggior parte nelle loro regioni geografiche. Il prossimo passo sarà il tentativo di consolidare il brand Lumia, che diventerà un marchio Microsoft, anche nei tablet. Passo che probabilmente sarà realizzato a breve: secondo quanto detto alla stampa da fonti vicine alla vicenda, la casa finlandese lancerà sul mercato entro fine settembre il primo tablet Lumia. Sarà un dispositivo da 10,1 pollici basato su sistema operativo Windows RT, la versione di Windows 8 per i tablet puri, e dalle caratteristiche simili a quelle dei tablet concorrenti. E che potrebbe far finalmente breccia nel cuore dei consumatori, anche considerando l’allentamento del dominio di Apple: secondo Idc, nel secondo trimestre dell’anno iPad domina ancora il mercato con il 32% di share, ma è scivolato del 14% rispetto al 2012, soprattutto a causa della crescita di Samsung, arrivato al 18%. Ma anche compagnie minori come Asus, Lenovo e Acer iniziano a guadagnare posizioni, con il 2% circa ognuna: la speranza di Ballmer è che ci sia spazio anche per la nuova Microsoft, che peraltro già oggi equipaggia il 7% di tutti i tablet in circolazione, prodotti da vari costruttori come Lenovo e Acer. Ora la sfida di inserirsi con un proprio hardware nel mercato. Qui sopra le cifre più importanti della Nokia, nell’altra pagina quelle di Microsoft: entrambi i gruppi vivono una fase di profonda riflessione sui rispettivi modelli di business, travolte dal successo e dall’aggressività di Apple e Google Il Ceo di Microsoft Steve Ballmer (al centro): poco dopo aver anticipato le sue dimissioni, ha annunciato il più importante takeover della storia dell’azienda: gli succederà probabilmente Stephen Elop (a sinistra), Ceo della Nokia. In alto a sinistra, Bill Gates </p>
Villaggio Globale
Microsoft, il nuovo inizio targato Nokia
Valerio MaccariL’AZIENDA REGINA DEL SOFTWARE, A QUASI 40 ANNI DALLA FONDAZIONE CAMBIA TOTALMENTE PELLE E SI LANCIA NELL’HARDWARE DEGLI SMARTPHONE, L’UNICO MODO PER TENER TESTA AD APPLE E GOOGLE. È LA SORPRESA FINALE DI BALLMER PRIMA DI LASCIARE IL VERTICE