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Medreg, le nuove regole per l’energia mediterranea

DELL’ORGANISMO NE FANNO PARTE TUTTI GLI ENTI DEI 21 PAESI DEL MEDITERRANEO IL VICE PRESIDENTE ITALIANO, CARBONE: “IN QUESTO SETTORE IL NOSTRO PAESE PUÒ METTERE A DISPOSIZIONE DEI PAESI AFRICANI UN KNOW-HOW PER CERCARE DI RENDERE PIÙ EFFICIENTI I LORO CONSUMI”

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<p>Milano L’ ultima ad entrare è stata la Libia. Dallo scorso anno il Medreg riunisce tutti e 21 gli enti regolatori dell’energia appartenenti ai Paesi del bacino del Mediterraneo. E la partita è iniziata ad entrare nel vivo. Non solo, da poco più di un mese il Medreg ha fatto nuovi ed importanti passi avanti. Una svolta, per certi versi storica, perché ha comportato la riforma dello statuto costitutivo e della governance in senso ancora più partecipativo. Nel contempo, si è provveduto a riconoscere giuridicamente il board con al vertice un presidente e due vice presidenti eletti ogni due anni. Infine, è stata consegnata all’Italia la vice presidenza permanente, di cui peraltro era titolare dal 2011, e assegnata ufficialmente la sede del segretariato del Medreg a Milano presso gli uffici dell’Autorità per l’energia e il gas. Ma quello che più conta è che questa associazione, nata nel 2007 come una associazione senza scopo di lucro di diritto privato italiano, è stata da un paio di mesi riconosciuta dall’Unione europea come uno dei principali soggetti in grado di costruire un quadro normativo e regolatorio comune tra i paesi del Mediterraneo. Ruolo confermato da Bruxelles con un rinnovato impegno finanziario di 3 milioni di euro. Soldi che serviranno a dare un decisivo impulso alle attività di Medreg per il triennio 2013-2016. «Il passaggio successivo sarà quello di trasformare l’associazione — prendendo spunto, ad esempio, dal lavoro svolto dall’Ocse — in un modello di riferimento in grado di garantire, attraverso regole certe e condivise, la promozione di investimenti infrastrutturali anche nella prospettiva del consolidamento dei rapporti fra i Paesi di quest’area». Luigi Carbone, commissario dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, parla in veste di neo vice presidente permanente di Medreg. «Abbiamo già un rapporto continuo con la Bers (Banca europea della ricostruzione e dello sviluppo, ndr) — puntualizza — che viene spesso invitata ai nostri lavori e che ci considera a tutti gli effetti un importante interlocutore istituzionale per i suoi investimenti». Sono 21 i Paesi membri del Medreg: Albania, Algeria, Autorità Palestinese, Bosnia-Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Israele, Italia, Libia, Malta, Marocco, Montenegro, Portogallo, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. «Quando sono i tecnici a confrontarsi — sottolinea — i problemi si risolvono sempre. Puntiamo molto sul capacity building, utilizzando le competenze e le esperienze peculiari di ciascuno di noi per consentire la crescita degli altri, magari evitando di commettere gli stessi errori e di migliorare quanto di positivo abbiamo sperimentato». Intanto, fa notare Carbone, un ulteriore passo concreto l’associazione l’ha compiuto con il varo del piano triennale 2013-2015, approvato da tutti gli Stati membri nella 16esima Assemblea generale di Medreg, tenutasi a Grasse il 19 novembre scorso. Piano che assegna a quattro gruppi di lavoro — istituzionale, energia, gas e rinnovabili-efficienza energetica — il compito di mettere a punto una strategia per promuovere investimenti infrastrutturali e per realizzare un mercato allargato nell’area del Mediterraneo. In questa partita, l’Italia gioca un ruolo da protagonista. «Ricordiamoci sempre — sottolinea — che il nostro Paese diventa spesso il punto di transito privilegiato per i collegamenti tra le due sponde del Mediterraneo ». Carbone cita l’esempio del Trans adriatic pipeline (Tap): un’infrastruttura che consentirà di portare le grandi riserve del gas del Caucaso in Europa attraverso l’Italia. «Qui — osserva — proprio la collaborazione tra i regolatori di Grecia, Albania e Italia ha avuto un ruolo fondamentale, a dimostrazione come il Medreg possa contribuire in maniera decisiva a realizzare le necessarie infrastrutture». Dei tanti obiettivi che l’associazione intende perseguire, Carbone si sofferma su due punti in particolare. Entrambi vedono il nostro Paese in prima linea. L’efficienza energetica è il primo: «In questo settore l’Italia può fare tanto, perché abbiamo una filiera produttiva qualificata — dichiara — Possiamo portare nei Paesi africani il nostro know-how per cercare di rendere più efficienti i loro consumi, il cui tasso di crescita è molto alto, intorno al 7% annuo». La protezione del consumatore è il secondo obiettivo: «L’Autorità italiana viene considerata un modello da seguire, grazie alle iniziative che abbiamo messo in campo — conclude — dal Trova offerte allo Sportello del consumatore, all’ascolto continuo delle associazioni dei consumatori con cui intavoliamo discussioni e confronti». Medreg riunisce tutti e 21 gli enti regolatori dell’energia appartenenti ai Paesi del bacino del Mediterraneo. L’ultima entrata è la Libia Qui sopra Luigi Carbone commissario dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, vice presidente di Medreg </p>