<p>S enza smartphone la Nokia non solo cammina, ma torna a correre. La casa, dopo ave venduto i cellulari a Microsoft dimostra di vivere benissimo al di fuori del settore della telefonia che ne aveva fatto le fortune registrando il primo risultato annuale positivo dalla crisi del 2011. Tre divisioni sono rimaste in Finlandia: Nokia Siemens Networks (infrastrutture di telecomunicazione), Here (mappe e servizi di localizzazione), Nokia Technologies (ricerca e sviluppo). In tutto, i risultati operativi di Nokia tra luglio e settembre sono cresciuti del 32% rispetto al trimestre precedente, fino a 457 milioni di euro, quasi 100 milioni in più dei 359 attesi dagli analisti. «Tutti e tre i nostri segmenti hanno avuto ottimi aumenti, soprattutto l’unità network», dice il Ceo Rajev Suri. In effetti Nokia Siemens Networks, nata nel 2006 da una joint-venture con l’azienda tedesca, ha avuto una crescita del 13,5% dei profitti nel trimestre, superiore al già ottimo 11% dei precedenti tre mesi. Un successo soprattutto dovuto ai servizi di banda larga mobile (57% delle vendite) che beneficiano della tecnologia Lte che sta sostituendo le connessioni 3G. In America le vendite sono cresciute del 53%, in Cina del 38. Ma funzionano anche le alleanze de Here con le case auto: Nokia ha fornito, nel trimestre, sistemi di navigazione integrati per 3,2 milioni di veicoli, contro i 2,9 milioni dello scorso anno. Un risultato che migliorerà ancora grazie a Google, un tempo arcirivale della casa finnica: è infatti iniziata la diffusione del servizio sugli smartphone Android. Rajeev Suri, Ceo della “nuova” Nokia rimasta in Finlandia </p>
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