Economia

L’OPERAZION

Mediolanum all’attacco così l’unione fa il business

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<p>L’unione rafforza il business. Mediolanum e Banca Mediolanum hanno varato il progetto di fusione cosiddetta “inversa” di Mediolanum in Banca Mediolanum, società il cui capitale sociale è interamente detenuto da Mediolanum. La fusione prelude alla quotazione delle azioni di Banca Mediolanum e, per effetto della fusione, i soci di Mediolanum diverranno soci di Banca Mediolanum. Il progetto di fusione prevede l’assegnazione agli azionisti di Mediolanum di 1 azione ordinaria Banca Mediolanum per ogni azione Mediolanum detenuta. Mediolanum ha chiuso il 2014 conquistando il primo posto nella classifica di Assoreti con afflussi netti di 4,1 miliardi. La società, guidata da Massimo Doris, è tallonata da Generali, con una raccolta di 4 miliardi. L’operazione di fusione ha l’obiettivo di snellire la struttura del gruppo, accorciare la catena di controllo, come si dice, eliminando il disallineamento temporale tra la fase di realizzazione degli utili e il pagamento dei dividendi. Secondo gli esperti si prospettano benefici a livello fiscale, perché in questo modo si evita la tassazione dei dividendi infragruppo, una voce che pesa circa 5 milioni di euro l’anno. Tra le dichiarazioni di Doris in merito all’operazione una riguarda Banca Esperia, controllata di gruppo, considerata non più strategica. Non ci sono contatti in corso per venderla, ha detto Doris. Per il momento, ovvio. Si vedrà dopo la quotazione. (p.jad.) </p>