Il pianeta e il business della Green Economy
Fabio Bogo, di FABIO BOGO
La conferenza sul clima di Parigi sta registrando l'unanimità: il riscaldamento del pianeta deve essere fermato per evitare inondazioni, siccità, carestie. Meno carbone, meno emissioni, più energia pulita è il messaggio che esce da Cop21. Inquinamento e effetto serra hanno un impatto socio-economico pesantissimo. Negli ultimi 30 anni, secondo la Banca mondiale, i disastri naturali hanno provocato 2,5 milioni di morti e provocato danni per 4 trilioni di dollari. Le perdite per il sistema economico nell'ultimo decennio - ha calcolato la Munich Re - sono ammontate a 200 miliardi di dollari l'anno. Enormi anche le conseguenze finanziarie. L'università di Cambridge ha stimato che da qui al 2020 il valore del capitale investito possa deprezzarsi del 45 per cento a causa di cambiamenti nella politica ambientale, novità tecnologiche ed eventi meteorologici; l'Economist Intelligence Unit prevede addirittura che i rendimenti medi ann…
La conferenza sul clima di Parigi sta registrando l'unanimità: il riscaldamento del pianeta deve essere fermato per evitare inondazioni, siccità, carestie. Meno carbone, meno emissioni, più energia pulita è il messaggio che esce da Cop21. Inquinamento e effetto serra hanno un impatto socio-economico pesantissimo. Negli ultimi 30 anni, secondo la Banca mondiale, i disastri naturali hanno provocato 2,5 milioni di morti e provocato danni per 4 trilioni di dollari. Le perdite per il sistema economico nell'ultimo decennio - ha calcolato la Munich Re - sono ammontate a 200 miliardi di dollari l'anno. Enormi anche le conseguenze finanziarie. L'università di Cambridge ha stimato che da qui al 2020 il valore del capitale investito possa deprezzarsi del 45 per cento a causa di cambiamenti nella politica ambientale, novità tecnologiche ed eventi meteorologici; l'Economist Intelligence Unit prevede addirittura che i rendimenti medi annui dell'industria interessata da problemi legati al clima possano venire tagliati tra il 26 e il 138 per cento.
Lo scenario, insomma, è catastrofico, e senza azioni concrete che contrastino la deriva ambientale il costo del cambiamento climatico in atto può essere equivalente ogni anno al 5% del Pil mondiale (la stima è di Stern Review). L'emergenza ambientale è anche emergenza economica. Ma proprio nell'economia l'ambiente può trovare un solido aiuto. Gli investimenti mondiali in una maggiore efficienza energetica negli anni recenti hanno oscillato tra i 130 e i 300 miliardi di dollari l'anno. Entro il 2035, stima la Iea, possono salire a 8-15 trilioni di dollari, con una media di 550 miliardi di dollari l'anno. Se vorrà raggiungere gli obiettivi prefissati la sola Cina dovrà fare investimenti per 2,7 trilioni di dollari entro il 2030.
La transizione all'energia pulita in sostanza è un business, sul quale si sono già lanciate le corporation che hanno infatti aumentato esponenzialmente le emissioni di Green Bond. Sono otto i grandi settori di intervento: le auto, gli edifici, l'industria, l'internet delle cose, l'information technology (inclusi i cloud e i data center), l'illuminazione, l'immagazzinaggio di energia, e i trasporti aerei, su gomma e rotaia. Nel solo settore immobiliare, ad esempio, la spesa per migliorare l'efficienza energetica degli edifici residenziali può salire a 160 miliardi di dollari l'anno entro il 2035, e quella relativa a edifici pubblici e centri commerciali a 127 miliardi l'anno entro il 2023 (Iea e Navigant Reserarch). Ridurre l'uso di emissioni fermando le macchine industriali e usando i robot può far crescere il volume d'affari del settore a 153 miliardi di dollari entro il 2020, mentre rendere "verde" l'energia usata per i data center e risparmiare l'88 per cento di emissioni vale almeno 76 miliardi di dollari (Precourt Istitute di Stanford). Insomma pulire il pianeta è un business. E forse saranno gli affari, più che gli atolli in pericolo, a far cambiare il corso alle cose.
Lo scenario, insomma, è catastrofico, e senza azioni concrete che contrastino la deriva ambientale il costo del cambiamento climatico in atto può essere equivalente ogni anno al 5% del Pil mondiale (la stima è di Stern Review). L'emergenza ambientale è anche emergenza economica. Ma proprio nell'economia l'ambiente può trovare un solido aiuto. Gli investimenti mondiali in una maggiore efficienza energetica negli anni recenti hanno oscillato tra i 130 e i 300 miliardi di dollari l'anno. Entro il 2035, stima la Iea, possono salire a 8-15 trilioni di dollari, con una media di 550 miliardi di dollari l'anno. Se vorrà raggiungere gli obiettivi prefissati la sola Cina dovrà fare investimenti per 2,7 trilioni di dollari entro il 2030.
La transizione all'energia pulita in sostanza è un business, sul quale si sono già lanciate le corporation che hanno infatti aumentato esponenzialmente le emissioni di Green Bond. Sono otto i grandi settori di intervento: le auto, gli edifici, l'industria, l'internet delle cose, l'information technology (inclusi i cloud e i data center), l'illuminazione, l'immagazzinaggio di energia, e i trasporti aerei, su gomma e rotaia. Nel solo settore immobiliare, ad esempio, la spesa per migliorare l'efficienza energetica degli edifici residenziali può salire a 160 miliardi di dollari l'anno entro il 2035, e quella relativa a edifici pubblici e centri commerciali a 127 miliardi l'anno entro il 2023 (Iea e Navigant Reserarch). Ridurre l'uso di emissioni fermando le macchine industriali e usando i robot può far crescere il volume d'affari del settore a 153 miliardi di dollari entro il 2020, mentre rendere "verde" l'energia usata per i data center e risparmiare l'88 per cento di emissioni vale almeno 76 miliardi di dollari (Precourt Istitute di Stanford). Insomma pulire il pianeta è un business. E forse saranno gli affari, più che gli atolli in pericolo, a far cambiare il corso alle cose.