I giocatori del Lotto sanno che se puntano a fare una cinquina e investono i loro soldi soltanto su 5 numeri secchi consecutivi hanno una probabilità di vincere su 43,9 milioni. Il dato statistico è stato elaborato per informarli di rischi e opportunità, come correttamente prevede la legge 189 del 2012. Questa, per tutelare chi mette mano al portafogli, impone per tutte le tipologie di scommesse l'obbligo di "riportare, in modo chiaramente visibile, la percentuale di probabilità di vincita che il soggetto ha nel singolo gioco pubblicizzato".
Quello che vale per Lotto, Superenalotto, Win for Life e altre tipologie di scommesse non vale però per coloro che decidono di investire il proprio denaro in obbligazioni subordinate emesse da istituti di credito. O meglio, non vale più. Perché quelli che si definiscono "scenari probabilistici" nel collocamento dei titoli erano state introdotte dalla Consob quando questa era guidata da Luigi Spaventa, negli anni tra il 1998 ed il 2003.
Il meccanismo permetteva, usando una serie di parametri matematici, di comunicare all'investitore che probabilità avesse di guadagnare, di perdere o addirittura di subire un tracollo, con lo scopo di renderlo consapevole della quantità di rischio che si assumeva. Il calcolo, oggetto di valutazioni positive e anche di critiche accese, aveva in qualche caso dimostrato di funzionare, come ad esempio per la Banca Popolare di Milano nel 2009. In quell'anno l'istituto emette un'obbligazione convertibile, approvata dalla Consob, con cedola del 6,75%. Lo scenario probabilistico avverte che chi investiva 100 euro sul bond avrebbe avuto il 68,5 % di probabilità di riportare a casa 59,2 euro.
L'operazione, insomma, appariva altamente speculativa. C'era qualcosa dietro? Sta di fatto che nel 2011 la Popolare di Milano annuncerà svalutazione di avviamenti per oltre 300 milioni e chiuderà in rosso per 614 milioni di euro. Presidente e direttori generali saranno indagati per truffa. Il meccanismo di tutela è stato smontato nel corso degli anni, complice la grave crisi finanziaria mondiale nata negli Usa, che aveva portato gli investitori istituzionali a ritirarsi dagli impieghi più rischiosi, prosciugando così le casse di banche che invece avevano bisogno di forti flussi di denaro.
L'obbligo si traduce prima in una discrezionalità da parte dell'emittente, e nel 2011 verrà del tutto abolito. Così lo giustificherà il presidente della Consob Giuseppe Vegas. "La tutela del risparmio attraverso l'adozione di regole più rigorose possibili è un'illusione in quanto l'apertura globale dei mercati e la disomogeneità delle prassi di vigilanza possono vanificare l'efficacia delle regole e determinare la fuga del risparmio verso piazze finanziarie più amichevoli". "Qualora ciò si avverasse - continuava , verrebbe meno l'oggetto della nostra tutela, cioè il risparmio". Non sembra, con gli occhi di oggi, che la scelta di eliminare quello strumento aggiuntivo sia stata felice e appropriata.
Quello che vale per Lotto, Superenalotto, Win for Life e altre tipologie di scommesse non vale però per coloro che decidono di investire il proprio denaro in obbligazioni subordinate emesse da istituti di credito. O meglio, non vale più. Perché quelli che si definiscono "scenari probabilistici" nel collocamento dei titoli erano state introdotte dalla Consob quando questa era guidata da Luigi Spaventa, negli anni tra il 1998 ed il 2003.
Il meccanismo permetteva, usando una serie di parametri matematici, di comunicare all'investitore che probabilità avesse di guadagnare, di perdere o addirittura di subire un tracollo, con lo scopo di renderlo consapevole della quantità di rischio che si assumeva. Il calcolo, oggetto di valutazioni positive e anche di critiche accese, aveva in qualche caso dimostrato di funzionare, come ad esempio per la Banca Popolare di Milano nel 2009. In quell'anno l'istituto emette un'obbligazione convertibile, approvata dalla Consob, con cedola del 6,75%. Lo scenario probabilistico avverte che chi investiva 100 euro sul bond avrebbe avuto il 68,5 % di probabilità di riportare a casa 59,2 euro.
L'operazione, insomma, appariva altamente speculativa. C'era qualcosa dietro? Sta di fatto che nel 2011 la Popolare di Milano annuncerà svalutazione di avviamenti per oltre 300 milioni e chiuderà in rosso per 614 milioni di euro. Presidente e direttori generali saranno indagati per truffa. Il meccanismo di tutela è stato smontato nel corso degli anni, complice la grave crisi finanziaria mondiale nata negli Usa, che aveva portato gli investitori istituzionali a ritirarsi dagli impieghi più rischiosi, prosciugando così le casse di banche che invece avevano bisogno di forti flussi di denaro.
L'obbligo si traduce prima in una discrezionalità da parte dell'emittente, e nel 2011 verrà del tutto abolito. Così lo giustificherà il presidente della Consob Giuseppe Vegas. "La tutela del risparmio attraverso l'adozione di regole più rigorose possibili è un'illusione in quanto l'apertura globale dei mercati e la disomogeneità delle prassi di vigilanza possono vanificare l'efficacia delle regole e determinare la fuga del risparmio verso piazze finanziarie più amichevoli". "Qualora ciò si avverasse - continuava , verrebbe meno l'oggetto della nostra tutela, cioè il risparmio". Non sembra, con gli occhi di oggi, che la scelta di eliminare quello strumento aggiuntivo sia stata felice e appropriata.