Economia

Unicredit, la Bce e la nomina al ralenti

1 minuti di lettura
A cinque settimane dalla decisione di sostituire l'amministratore delegato Federico Ghizzoni, i soci di Unicredit hanno infine sciolto le riserve: il nuovo capo-azienda sarà Jean Pierre Mustier. Profilo internazionale, conosce la banca avendoci già lavorato in passato. Un francese quindi a piazza Gae Aulenti, l'unico istituto italiano a valenza sistemica. Un manager transalpino, a conferma della crescente preponderanza d'oltralpe nelle aziende leader in Italia: Generali, Edf, Parmalat, Telecom, Mediobanca, presto forse anche l'Ilva.

In Italia la globalizzazione dei manager e degli azionisti di riferimento è evidentemente più avanzata che altrove. Indipendentemente dalle tonalità cromatiche del tricolore che ha sulle spalle, Mustier avrà comunque davanti un compito impegnativo. Ha già fatto filtrare che si occuperà di riorganizzare la struttura della banca, un passo urgente visto la non edificante vicenda del collocamento mancato della Popolare Vicenza e il lungo tempo necessario per trovare il sostituto di Ghizzoni. Cinque settimane senza trovare il nuovo amministratore delegato, nel pieno della bufera dei mercati, sono sembrate molto lunghe al governo, che ha esercitato una moral suasion nei confronti degli azionisti impegnati a litigare sul nome da incoronare, e persino alla concorrente Banca Intesa, il cui ad Carlo Messina non ha potuto trattenersi dal commentare la lunga attesa con un graffiante: "È singolare, un'azienda non può sfiduciare un ceo senza avere un capo pronto".

E' presumibile pensare però che la maggiore irritazione l'abbiano provata a Francoforte, nelle stanze della vigilanza della Bce. Al termine di una indagine sulla governance degli istituti europei compiuta nel 2015 e resa pubblica qualche giorno fa, la Bce lamentava che in alcune banche i piani per la successione al vertice non erano stati definiti o che abbisognavano di ampi miglioramenti. Col rischio, avvertiva Francoforte "di mettere a repentaglio la continuità nell'azione dell'intero board". La Bce aveva rilevato che solo in qualche caso virtuoso era stato tracciato il profilo del futuro capo-azienda, e che in altri era stata compilata invece una lista di potenziali candidati.

A quale delle due categorie apparteneva Unicredit? Forse a nessuna, oppure l'eventuale piano di emergenza c'era ma è stato rapidamente accantonato come conseguenza dell'incidente Popolare di Vicenza. Di fatto i cacciatori di teste di Egon Zehnder hanno dovuto ricominciare daccapo. Ora tocca a Mustier. Che non dovrà scordare l'altro avvertimento lanciato dalla vigilanza europea: i cda dovranno sorvegliare con più attenzione l'attività dei manager che riguardano obiettivi strategici e governance, riunirsi più spesso e più a lungo, documentarsi in anticipo. Insomma lavorare di più. E magari pensare di meno a spartirsi fette di influenza.