Harry Potter, la magia trasloca a Shangai
di ANGELO AQUARO
Come dite voi Harry Potter in cinese? L’ultima magia di Alì Botè, così recita la traslitterazione, vale 150 milioni di sterline, cioè più o meno 170 milioni di euro: ma addio occhialoni neri, addio effetti speciali, addio soprattutto Inghilterra. Il maghetto trasloca: la sua Framestore si trasferisce, e ti pareva, in Cina. È l’ultimo colpo del Dragone all’Occidente. Dopo aver dato spettacolo comprandosi mezza Hollywood, stringendo accordi dalla Sony a Steven Spielberg, passando per il miliardo di dollari sganciato da Wanda per Dick Clark che produce i Golden Globe, adesso Pechino punta letteralmente agli effetti speciali. L’affare lo fa stavolta una società di Shanghai, la Cultural Investment Holdings, più prosaicamente Cih, che si pappa il 75% di Framestore, la fabbrica appunto di “visual effects” fondata da Sir William Sargent, che continuerà a detenere solo una quota di minoranza. Cer…
Come dite voi Harry Potter in cinese? L’ultima magia di Alì Botè, così recita la traslitterazione, vale 150 milioni di sterline, cioè più o meno 170 milioni di euro: ma addio occhialoni neri, addio effetti speciali, addio soprattutto Inghilterra. Il maghetto trasloca: la sua Framestore si trasferisce, e ti pareva, in Cina. È l’ultimo colpo del Dragone all’Occidente. Dopo aver dato spettacolo comprandosi mezza Hollywood, stringendo accordi dalla Sony a Steven Spielberg, passando per il miliardo di dollari sganciato da Wanda per Dick Clark che produce i Golden Globe, adesso Pechino punta letteralmente agli effetti speciali. L’affare lo fa stavolta una società di Shanghai, la Cultural Investment Holdings, più prosaicamente Cih, che si pappa il 75% di Framestore, la fabbrica appunto di “visual effects” fondata da Sir William Sargent, che continuerà a detenere solo una quota di minoranza. Certo la cifra non tocca i livelli astronomici di tante altre acquisizioni made in China e però – per una volta – più del contenitore brilla il contenuto. Nei computer di Framestore è custodita infatti la magia del grande schermo: il suo squadrone di 1400 persone è sceso in campo in una serie di competizioni da Oscar e adesso è al lavoro sul sequel dell’attesissimo Paddington campione di incassi in tutto il modo. Oltre ai trucchi di Harry Potter, è qui che sono stati concepiti i trucchi del Ritorno di Superman e dell’ultimo Batman: per non parlare della statuetta portata a casa per quel capolavoro di fantascienza chiamato Gravity e firmato Alfonso Cuaron. Gli effetti speciali si sono visti perfino in chiusura dell’affare: con un colpo di bacchetta magica i cinesi hanno beffato un centinaio di competitors sparsi tra Inghilterra, Stati Uniti e Asia. Ha detto al Guardian il fondatore Sir Sargent: «Era venuta l’ora di aprirsi al mercato indiano e cinese. E non potevamo farlo da soli». E certo: meglio emigrare. Ma com’è che sussurra Luna Lovegood al suo maghetto? «Le cose che perdiamo trovano sempre il modo di tornare da noi anche se non sempre come noi ce le aspettiamo». E chissà che effetti speciali quando dalla Cina troverà il modo di tornare da noi, anche se non come ce lo aspettiamo, il nostro vecchio Alì Botè.