Addio agli spiccoli: la sfida in salita della Corea del Sud
Angelo Aquaro, di ANGELO AQUARO
Salvate gli ultimi spiccioli: la Corea del Sud ha deciso di far fuori anche quelli. Non bastava la crisi istituzionale in cui s'è cacciata la presidente Park Geun-hye che trafficava con la sciamana. Non bastava la crisi finanziaria in cui s'è cacciata la Samsung dopo l'esplosione delle batterie dei telefonini. Adesso è tutto il paese a tuffarsi in un'operazione che rischia di mettere in crisi tanti coreani: la guerra agli spiccioli. Intendiamoci, la Corea del Sud non è l'India, dove la battaglia anti-corruzione contro il contante ha portato la gente in piazza e adesso sta davvero rischiando di strangolare l'economia. Al contrario, Seul è già all'avanguardia nell'uso di carte e monete elettroniche. Giura la Bank of Korea che solo il 20% di tutte le contrattazioni passano attraverso il denaro di carta. E con 1,9 carte di credito a persona la penisola (meglio: la metà della penisola visto il disastro economi…
Salvate gli ultimi spiccioli: la Corea del Sud ha deciso di far fuori anche quelli. Non bastava la crisi istituzionale in cui s'è cacciata la presidente Park Geun-hye che trafficava con la sciamana. Non bastava la crisi finanziaria in cui s'è cacciata la Samsung dopo l'esplosione delle batterie dei telefonini. Adesso è tutto il paese a tuffarsi in un'operazione che rischia di mettere in crisi tanti coreani: la guerra agli spiccioli. Intendiamoci, la Corea del Sud non è l'India, dove la battaglia anti-corruzione contro il contante ha portato la gente in piazza e adesso sta davvero rischiando di strangolare l'economia. Al contrario, Seul è già all'avanguardia nell'uso di carte e monete elettroniche. Giura la Bank of Korea che solo il 20% di tutte le contrattazioni passano attraverso il denaro di carta. E con 1,9 carte di credito a persona la penisola (meglio: la metà della penisola visto il disastro economico e politico al Nord) è ai primi posti nel mondo per l'uso appunto di pagamenti elettronici. Però davvero è possibile centrare il record dell'eliminazione degli spiccioli come da programma entro il 2020? Davvero sarà così facile svuotare completamente le tasche ai propri concittadini ai signori politici di Seul, già accusati di corruzione per quei 70 milioni di dollari circolati illegalmente nello scandalo della presidente e della sciamana? L'impresa è lodevole ma si tratta, appunto, di un'impresa. E non lo nasconde al Financial Times lo stesso Lee Hyo-chan del Credit Finance Institute. Mister Lee è quello che ha fatto due conti scoprendo che il conio di una moneta da 10 won costa alla Zecca di lì ben più di 10 won: rinunciando alle monete l'intero paese risparmierebbe dunque qualcosa come 40 milioni all'anno. "Però se vogliamo riuscirci - ammette - bisogna che prima di tutto la gente cambi mentalità: rinunciando a tirare fuori le monetine che circolano ancora così tanto negli ambienti più tradizionali, nelle chiese, nei mercati, perfino durante le feste di matrimonio". E già: voi vi vedreste ad allungare la carta di credito al momento della questua in chiesa? Noi no, ma gli inarrestabili asiatici magari sì. Salvate gli ultimi spiccioli: la Corea del Sud ha deciso di far fuori anche quelli e vedrete che ci riuscirà.