Economia

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Il credito di Jack Ma vola sullo slancio di Alipay

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Pagheremo tutti con la carta di Alibaba: e addio a tutti gli altri ladroni? Dall’America all’Europa i poveri consumatori combattono da una vita per farsi alleviare o levare i balzelli delle credit cart: ritardato rimborso, acquisto all’estero, bollo per la spedizione, accesso al servizio, spesa eccedente – e chi più ne ha più ci rimetta. Ma adesso l’avvento mondiale di Alipay, il braccio finanziario di Alibaba, la piattaforma commerciale online di Jack Ma, rischia davvero di cambiare le carte, e non solo di credito, in tavola. Perché Alipay non è solo un modo di pagare a credito e a debito: è soprattutto un modo nuovo di intendere i pagamenti. Concepita nell’ormai lontano 2004 per facilitare gli acquisti su Internet, inteso naturalmente come il portale di Alibaba, Alipay si è rapidamente sviluppata fino a diventare la piattaforma di pagamento mobile e online più diffusa del mondo, con transazioni valutabili per centinaia di miliardi di dollari. E ormai non serve neppure più avere una carta: sempre più consumatori hanno il sistema di pagamento ormai “embeddato” nel telefonino, avvicini il cellulare alla cassa ed è fatta. Sì, è quello che sta avvenendo ora anche da noi con lo sbarco di funzionalità tipo l’ApplePay della solita Mela. Ma lì è appunto Apple che registra sul telefonino le diverse carte di credito: e permette di pagare con l’applicazione. Qui è l’applicazione stessa (grazie ai miliardi sui cui riposa Alibaba) che è la carta di credito: saltando l’intermediazione delle banche. La cosa ha fatto inquietare non poco gli stessi istituti cinesi, Bank of China in testa: ci rubate il mestiere? Ma Mister Ma va dritto per la sua strada, e non solo in Cina. È deciso infatti a moltiplicare nella bellezza di un milione i 100mila punti di accettazione di Alipay già presenti all’estero, oggi per lo più riservati ai turisti di Pechino. L’obiettivo è di raggiungere 2 miliardi di clienti in dieci anni: e il 60% all’estero. Peccato che per riuscirci stavolta l’alleanza con gli istituti di credito, stranieri, è però vitale. Ed ecco infatti i primi accordi: da Bnp in giù. Così le banche, che sembravano già vedere la porta, adesso rientrano dalla finestra. Riapriti Sesamo, che prima o poi si rispolvera il balzello.