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Grande fratello in formato cinese: un esercito di tv-vigilantes

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Ci vuole una famiglia grandissima per controllare un Grande Fratello. Ma in Cina, si sa, non c'è problema di personale, almeno sulla carta, e dunque dove sarà mai il problema nel monitorare ventiquattr'ore su ventiquattro il traffico del web? Sì, di fronte all'esplodere dell'incontenibile streaming uno è portato a pensare che serva poco addestrare squadroni di vigilantes, destinati a vigilare appunto su una griglia di monitor fino a 60 show alla volta, come rivela un'inchiesta del Wall Street Journal. Sarà: ma tutto è possibile nel mondo del Dragone. Sembra di assistere a una scena del tanto bistrattato (ai tempi) Wim Wenders, che ne La Fine della Violenza profetizzò appunto un mondo in cui via monitor i guardiani dell'ordine assistevano a tutto, o quasi, quello che di brutto accadeva sulla terra: con il simpatico aiutino delle CCTV, le tv a circuito chiuso che ormai testimoniano ogni singolo avvenimento 24 ore su 24. E certo è solo un caso, anche se un'ironia davvero tragica del destino: ma la televisione nazionale di Pechino non si chiama proprio CCTV, che qui starebbe per China Central Tele Vision? Nome omen, anche per le cose. E quindi non meraviglierà più di tanto scoprire che i censori mess dal governo cinese a guardia della Grande Muraglia del Web sono richiesti adesso di tenere sotto controllo anche le performance delle varie star dei vari YouTube di tutta la Cina. Obiettivo ufficiale, dietro al solito bavaglio su Internet: evitare quella tendenza sempre più diffusa a denudarsi, per esempio, senza preavviso (e motivo), soltanto per attirare l'attenzione e sollevare quindi audience e attenzione: soprattutto ai prodotti che loro stessi passano in vendita. Certo, mettere dei guardiani al web è come tentare di recintare il giardino dei sogni. Ma la trovata di Pechino è geniale: farla pagare ai f ornitori di app. In questo caso chiedendo di rispondere di ogni eventuale illegalità alla solita Apple, che fornisce ai vari piccoli grandi divi di YouTubers le app per esibirsi in rete. Sì, in fondo è un po' come chiedere a Guglielmo Marconi di pagare per tutte le nefandezze che ascoltiamo da sempre per radio. Ma tant'è. Ci vuole una famiglia grandissima per controllare un Grande Fratello. E la Cina, si sa, è grande grande grande. E potente potente potente.