Economia

Far East

Mani pulite a Seul: sotto accusa il sistema dei "Chaebol"

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Altro che uomo della pace. Moon Jae-in, il nuovo presidente della Corea del Sud, eletto a furor di popolo con la promessa di riaprire il dialogo con la Corea del Nord, ha già deciso di muovere alla guerra. Nel mirino, però, non c'è il temibilissimo regime di Pyongyang, ma un nemico non certo meno potente e pericoloso di Kim Jong-un: quel mostro tutto coreano chiamato "chaebol". La parola, solo a pronunciarla, da quelle parti mette già paura. Chaebol è infatti l'espressione coreana che sta per conglomerato industriale a conduzione familiare: e che noi italiani saremmo così tentati da tradurre con "cupola". Il sistema se non è mafioso ci somiglia: o almeno questo credono i procuratori di quella Mani Pulite alla coreana che hanno già spedito in cella nientedimeno che il boss della Samsung. Sì, il più grande produttore al mondo di telefonini è l'esempio più famoso di chaebol, e in carcere l'attivissimo Jay Y. Lee c'è finito per le presunte mazzette richieste da Park Geun-hye, la presidente in cella anche lei per lo scandalo dell'amica sciamana. Ma non si vive, in Corea, di sola Samsung: e in carcere, ben prima di Lee, hai voglia a contarne di boss dei chaebol nell'ultimo mezzo secolo - che poi è quello che ha visto l'ascesa di questo sistema economico-finanziario che fu congegnato indovinate da chi? Proprio dal padre della signora Park, Park Chung-hee. Fu lui, il generale dittatore, a dare mano libera a questi colossi, permettendone l'espansione che ha trasformato la Corea nell'undicesima potenza economica del mondo: un boom, però, finanziato dalla corruzione. Da Hyundai a SK, quanti marchi famosi sono stati, da allora, macchiati dallo scandalo. È per questo che Moon Jae-in ha deciso di dire basta: nominando a capo dell'authority sul commercio proprio un signore considerato l'acerrimo nemico delle cupole industriali, Kim Sang-jo. Questo prof di economia della Hansung University di Seul gode anzi di tale fama di duro da essere già stato soprannominato "il cecchino dei chaebol". Che, per carità, sarà anche un'espressione colorita: ma sentirla risuonare da quelle parti richiama purtroppo ben altre sparate. Un cecchino per Samsung e le sue sorelle? Altro che pace: laggiù in Corea non fanno altro che giocare alla guerra.