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La Cina non si fida dei suoi preservativi "tarocchi": maxi-investimento per i condom sicuri

Cresce la domanda di "sicurezza" e Pechino punta 600 milioni di dollari per il big mondiale Ansell, che produce il marchio Jissbon già diffuso tra i giovani cinesi. Gli esperti scommettono sul boom del mercato: triplicherà il valore a 5 miliardi in pochi anni
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Per preservare la sua meglio gioventù la Cina ha deciso ancora una volta di investire: 600 milioni di dollari sui preservativi. In giro troppi falsi, anche qui, come da tradizione in questo paese che è il centro mondiale delle patacche e delle contraffazioni. Già quattro anni fa la scoperta di 5 milioni di condom farlocchi aveva fatto crescere l'allarme, rompendo (anche) il rapporto di fiducia tra consumatori e produttori. Del resto perfino i preservativi veri, prodotti quaggiù, lasciavano a desiderare, come dimostrano gli scandali che hanno coinvolti marchi cheap e famosi come Double Butterfly, poco affidabili già nel nome - Farfallina Doppia, appunto.

Così Pechino ha deciso di correre ai ripari e investire su un big mondiale come Ansell, che produce quei preservativi Jissbon che qua pare già vadano per la maggiore, giocandosela con Durex. Giurano gli esperti che il mercato cinese da qui al 2024 triplicherà di valore, raggi…
Per preservare la sua meglio gioventù la Cina ha deciso ancora una volta di investire: 600 milioni di dollari sui preservativi. In giro troppi falsi, anche qui, come da tradizione in questo paese che è il centro mondiale delle patacche e delle contraffazioni. Già quattro anni fa la scoperta di 5 milioni di condom farlocchi aveva fatto crescere l'allarme, rompendo (anche) il rapporto di fiducia tra consumatori e produttori. Del resto perfino i preservativi veri, prodotti quaggiù, lasciavano a desiderare, come dimostrano gli scandali che hanno coinvolti marchi cheap e famosi come Double Butterfly, poco affidabili già nel nome - Farfallina Doppia, appunto.

Così Pechino ha deciso di correre ai ripari e investire su un big mondiale come Ansell, che produce quei preservativi Jissbon che qua pare già vadano per la maggiore, giocandosela con Durex. Giurano gli esperti che il mercato cinese da qui al 2024 triplicherà di valore, raggiungendo i 5 miliardi di dollari. Ed è senza nessuna ironia, e neppure un pizzico di doppio senso, che Shaun Rein del China Market Research Group rassicura il Financial Times: "I volumi non si stanno espandendo ma la richiesta di miglioramento delle prestazioni è massiccia". I giovani, che secondo una ricerca avrebbero abbassato a 17 anni la soglia della prima volta, e sono sempre più consci di rischi e malattie, cercano "più qualità e un feeling superiore".

Finora pare l'avessero trovato in Giappone, visto il boom dei turisti che rientravano con pacchi di preservativi dai più affidabili brand Made in Japan. Con l'acquisto di Ansell, il gigante australiano che nell'industria è presente letteralmente da un secolo, i cinesi di Humanwell Healthcare sperano ora di dotarsi non solo di un marchio glorioso ma anche del necessario know how per poter sviluppare prodotti che possano venire ancora meglio incontro al mercato locale. Non è un caso che dietro ai privati di Shanghai ci sia anche un colosso governativo come Citic Capital China Partners: aiutino di Stato per una volta non biasimabile. Per preservare la sua meglio gioventù la Cina ha deciso davvero di investire senza preservare alcuno sforzo. E se la salute è un bene pubblico che scandalo c'è - anzi - se lo Stato ora voglia mettere il naso persino nei condom?