Un venerdì (quasi) libero. Con l'arrivo dell'estate, alle uscite degli uffici di New York è facile imbattersi tra le cinque e le sei del pomeriggio in centinaia di persone che - sacca a tracolla o trolley - si avviano di corsa verso le stazioni (metropolitane e treni) per prendere al volo un convoglio che li porti lontano dalla City per un meritato weekend di riposo.
Sabina Gault, titolare di un'agenzia di pubbliche relazioni nella Grande Mela e a Los Angeles, ha deciso che è inutile tenere al guinzaglio in ufficio dipendenti che già all'ora di pranzo hanno la testa concentrata al weekend (con una ovvia bassa resa lavorativa) e per risolvere la questione ha fissato l'ora di uscita del venerdì alle due del pomeriggio. Solo per l'estate però. "Tutti vogliono scappare il prima possibile. L'inverno per chi lavora nelle grandi metropoli è un bell'incubo, quando arriva la bella stagione siamo tutti felici di poter uscire, fare una passeggiata, goderci un buon gelato. E, per chi può, arrivare nel primo pomeriggio nella casa al mare o in campagna. Non è che ti cambia la vita, ma non è certo male essere già fuori dai luoghi di lavoro allora di pranzo", ha spiegato Sabina.
Quella della Gault non è una novità assoluta, ma segnala un trend che sta prendendo piede a grande velocità da una costa all'altra degli States. Il "Summer Friday", come viene ormai comunemente chiamato nelle aziende Usa, iniziato in alcune aziende californiane nel 2015, è cresciuto del 42 per cento rispetto all'estate dello scorso anno. Le società che lasciano mezza giornata libera in più durante le giornate estive - una ricerca che è sul tavolo di tutti i manager che hanno a cuore il miglior funzionamento della propria azienda lo spiega bene - hanno un immediato ritorno in termini di produttività.
Con il mercato dei colletti bianchi che si restringe, le società Usa più che sugli aumenti salariali stanno puntando sulla politica di maggiori incentivi: offrendo sempre più spesso giorni di vacanza pagati, pacchetti per assenza dovute a motivi familiari, una maggiore flessibilità negli orari di lavoro. In questo quadro il Summer Friday è la strada più semplice (e soprattutto la meno costosa) per tenersi stretti i migliori dipendenti e per offrire ai giovani talenti che escono dalle università uno stile di vita (e di riposo) più interessante.
Sabina Gault, titolare di un'agenzia di pubbliche relazioni nella Grande Mela e a Los Angeles, ha deciso che è inutile tenere al guinzaglio in ufficio dipendenti che già all'ora di pranzo hanno la testa concentrata al weekend (con una ovvia bassa resa lavorativa) e per risolvere la questione ha fissato l'ora di uscita del venerdì alle due del pomeriggio. Solo per l'estate però. "Tutti vogliono scappare il prima possibile. L'inverno per chi lavora nelle grandi metropoli è un bell'incubo, quando arriva la bella stagione siamo tutti felici di poter uscire, fare una passeggiata, goderci un buon gelato. E, per chi può, arrivare nel primo pomeriggio nella casa al mare o in campagna. Non è che ti cambia la vita, ma non è certo male essere già fuori dai luoghi di lavoro allora di pranzo", ha spiegato Sabina.
Quella della Gault non è una novità assoluta, ma segnala un trend che sta prendendo piede a grande velocità da una costa all'altra degli States. Il "Summer Friday", come viene ormai comunemente chiamato nelle aziende Usa, iniziato in alcune aziende californiane nel 2015, è cresciuto del 42 per cento rispetto all'estate dello scorso anno. Le società che lasciano mezza giornata libera in più durante le giornate estive - una ricerca che è sul tavolo di tutti i manager che hanno a cuore il miglior funzionamento della propria azienda lo spiega bene - hanno un immediato ritorno in termini di produttività.
Con il mercato dei colletti bianchi che si restringe, le società Usa più che sugli aumenti salariali stanno puntando sulla politica di maggiori incentivi: offrendo sempre più spesso giorni di vacanza pagati, pacchetti per assenza dovute a motivi familiari, una maggiore flessibilità negli orari di lavoro. In questo quadro il Summer Friday è la strada più semplice (e soprattutto la meno costosa) per tenersi stretti i migliori dipendenti e per offrire ai giovani talenti che escono dalle università uno stile di vita (e di riposo) più interessante.