Economia

FINANZA

H-Farm, quattro acquisti in poche ore

LA SOCIETÀ D’INVESTIMENTO E PRIMO ACCELERATORE DI STARTUP QUOTATO ALL’AIM DI PIAZZA AFFARI ENTRA NEI SERVIZI E NELLA FORMAZIONE

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<p>Milano P rosegue la campagna acquisti di H-Farm, società d’investimento e primo acceleratore italiano di start up quotato sul segmento Aim di Piazza Affari. A due mesi esatti dal via libera dell’Opa volontaria su 2,5 milioni di azioni proprie e dopo l’ottenimento di nuove linee di credito per 6,6 milioni per finanziare operazioni di merger&acquisition (M&A), il gruppo guidato e fondato da Riccardo Donadon ha messo a segno quattro “colpi” nel giro di poche ore nei settori della formazione e dei servizi alle aziende per un investimento complessivo di oltre 7,6 milioni. Gli accordi riguardano le acquisizioni della English International School di Rosà (2,5 milioni di euro valore complessivo dell’operazione), la BigRock (2,3 milioni) e Little English School di Vicenza (535 mila euro), che entrano a far parte del pacchetto formativo proposto da H-Farm Education, divisione del gruppo dedicata al mondo della formazione. Il quarto, e ultimo accordo, riguarda invece l’acquisizione di Celi – Language Technology – (2,3 milioni), società torinese specializzata nell’intelligenza artificiale, nel machine learning e nell’analisi del linguaggio - che entra nel team di H- Farm Industry, divisione dedicata ai servizi alle imprese. Una strategia, quella di H-Farm, che si muove per linee laterali in vista della partenza ufficiale del progetto immobiliare H-Campus, a Cà Tron (Treviso): la struttura che punta a diventare il più importante polo dedicato all’innovazione a livello europeo. La sua inaugurazione è prevista entro l’autunno del 2018. L’obiettivo dichiarato è quello di ospitare fino a 4 mila persone tra studenti, giovani startupper, docenti, imprenditori e manager. “Le acquisizioni sono finalizzate ad ampliare da una parte il nostro pacchetto formativo, e dall’altra a far crescere l’anima Industry del gruppo che dall’inizio dell’anno ha visto aumentare il suo organico di oltre un centinaio di persone. In sede di Ipo avevamo previsto di investire 6 milioni di euro nel triennio per ciascuna business unit. Cifra che è già stata ampiamente superata”, sottolinea il fondatore di H-Fam, società che ha chiuso il 2016 con un fatturato di 32,6 milioni di euro in crescita di 7,5 milioni rispetto al 2015, superando le aspettative di mercato. Gran parte dei ricavi arriva dalla divisione Industry per 28,1 milioni di euro (+26%), a seguire dalla divisione Education in crescita da 2 a 3,4 milioni e dagli investimenti in start-up per 117 mila euro. “L’obiettivo è arrivare al break even già nel 2017 anticipando di un anno quello che avevamo previsto, in sede di quotazione e da piano industriale, per il 2018. Stimiamo già quest’anno di chiudere con un fatturato di 40 milioni di euro”, puntualizza Donadon. L’espansione di H-Farm passa giocoforza attraverso anche l’asset degli investimenti in start-up, che hanno la possibilità di crescere sfruttando la sua piattaforma innovativa in grado di supportare la creazione di nuovi modelli d’impresa e la trasformazione ed educazione delle aziende italiane in un’ottica digitale. “In 12 anni di attività abbiamo investito 25 milioni di euro in 92 start-up, con 9 ‘exit’: cioè, imprese vendute quando hanno raggiunto l’obiettivo di guadagno desiderato. Nei prossimi 5-6 anni investiremo altri 20 milioni in nuove imprese”, conclude Donadon. Riccardo Donadon fondatore e amministratore delegato di H-Farm </p>