Economia

Shanghai Tang, i qipao in stile italiano

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 La vendita di Shanghai Tang ad Alessandro Bastagli è un segnale due volte positivo per il made in Italy. In primo luogo perché, come sostengono gli analisti, i brand nati entro le mura domestiche non piacciono ai cinesi ultraricchi. In secondo luogo perché il brand, nato cinese, era comunque finito già nel 1998 nel portafoglio di Richemont, una griffe del lusso a prova di ogni critica. Eppure, il passaggio di proprietà testimonia del fatto che Shanghai Tang ha bisogno di una spinta maggiore, quel tocco di italian style che potrebbe conferire più appeal alle collezioni del brand che ha base a Hong Kong. Alessandro Bastagli, imprenditore di Prato a cui fanno capo Lineapiù Italia, Finalba e A.Moda, nella cui orbita ruotano i brand Everlast e Dimensione Danza, ha acquisito il controllo della griffe in cordata con il fondo di private equity Cassia Investments e un fondo di investimenti britannico. Top secret sulla cifra del deal. Prato, famoso distretto tessile dove vive e lavora la comunità cinese più grande d’Italia, ha familiarità con il design della tradizione cinese che Shanghai Tang ha ripensato in chiave moderna. Un qipao di raffinata seta firmato Shanghai Tang costa dai 3.000 euro in su. Il nuovo tocco italiano potrebbe fare breccia nel mercato del lusso dei Millennials cinesi, molto rispettosi delle tradizioni nazionali ma globalizzati in fatto di spesa. Glli analisti di Credit Suisse Credit Suisse Global Prestige Equity fund, stimano che 174 milioni di consumatori si aggiungeranno entro il 2025 al mercato del lusso.