✕

Wall Street trema: in Usa arriva la class action contro le banche

1 minuti di lettura
Banche, consumatori e governi, un intreccio sempre più complicato. Se in Italia l’ultimo problema è il salvataggio delle banche venete e in Europa la conseguente discussione sul destino del “bail-in”, negli Stati Uniti da giorni si parla di una riforma delle norme e soprattutto dei diritti dei clienti degli istituti di credito. La miccia l’ha accesa Richard Cordray, il direttore del Consumer Financial Protection Bureau (Cfpb), l’agenzia federale del governo degli Stati Uniti che si occupa della protezione del consumatore in campo finanziario. Cordray, scelto dall’ex presidente democratico Barack Obama durante il suo secondo mandato, ha annunciato la settimana scorsa una rivoluzione in terra americana: l’abolizione della clausola “mandatory arbitration”, e cioè le banche e le compagnie fornitrici di carte di credito, nei contratti, non potranno più negare ai clienti il diritto di ricorrere alla class acti…
Banche, consumatori e governi, un intreccio sempre più complicato. Se in Italia l’ultimo problema è il salvataggio delle banche venete e in Europa la conseguente discussione sul destino del “bail-in”, negli Stati Uniti da giorni si parla di una riforma delle norme e soprattutto dei diritti dei clienti degli istituti di credito. La miccia l’ha accesa Richard Cordray, il direttore del Consumer Financial Protection Bureau (Cfpb), l’agenzia federale del governo degli Stati Uniti che si occupa della protezione del consumatore in campo finanziario. Cordray, scelto dall’ex presidente democratico Barack Obama durante il suo secondo mandato, ha annunciato la settimana scorsa una rivoluzione in terra americana: l’abolizione della clausola “mandatory arbitration”, e cioè le banche e le compagnie fornitrici di carte di credito, nei contratti, non potranno più negare ai clienti il diritto di ricorrere alla class action, cioe a ricorsi collettivi, qualora reputassero violati i loro diritti o gli istituti infrangessero le norme. Sinora questo è permesso solo ai militari e ai civili ma esclusivamente per i contratti di mutuo. In tutti gli altri casi, e sono la stragrande maggioranza, il cliente è costretto a denunciare da solo la banca, in arbitrati individuali, accollandosi tutte le spese legali, spesso insostenibili. E così molti, secondo Cordray, rinunciano a far valere i propri diritti.

La mossa di Cordray è stata subito aspramente criticata dai repubblicani, che hanno già annunciato di volerla affossare al Congresso, essendo in maggioranza sia la Camera dei Rappresentanti che il Senato. E anche Keith Noreika, responsabile dell’ufficio di controllo valuta (l’organismo di controllo delle banche americane) nominato da Trump, ha fatto capire che non se ne parla proprio, esprimendo “viva preoccupazione” per il piano di Cordray: “Così si arrichiranno solo gli avvocati delle class action, ai consumatori andranno meno soldi e la qualità dei servizi scenderà”. Il fronte dei contrari è molto ampio: da quello della Camera di Commercio al Wall Street Journal, che in un editoriale ha attaccato duramente Cordray e i “danni finanziari” che potrebbe provocare. Ma i sostenitori della legge non mollano. E alcuni stati, come la California, stanno già pensando di dare più libertà di denuncia ai clienti, con o senza il consenso federale. La battaglia è appena cominciata.