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La Cina è sempre più l'epicentro nella battaglia degli smartphone

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Si chiamerà anche Boe ma c'è da giurare che sarà mica tanto pio se ha intenzione, come ha intenzione, di andare alla guerra con il brand tecnologico che in cinque ha raddoppiato il suo valore insidiando Apple sul trono di impresa più profittevole: cioè Samsung. E indovinate dove nasce l'ultima sfida ai coreani che si ritrovano così in alto, 51 miliardi di dollari di brand-value, nel loro momento storico più basso, il presidente-padrone da tre anni immobilizzato in un letto d'ospedale e il vicepresidente erede da nove mesi in prigione? Ma che domande: dalla solita Cina.

L'annuncio che arriva da Chengdu, nel Sichuan, l'iperattivo Far West di qui, è una dichiarazione di guerra vera e propria: 7 miliardi di dollari investiti nella nuovissima fabbrica che sfornerà i display Amoled, l'ultima o giù di lì diavoleria di schermo che rende così sexy i nostri telefonini. Finora i produttor…
Si chiamerà anche Boe ma c'è da giurare che sarà mica tanto pio se ha intenzione, come ha intenzione, di andare alla guerra con il brand tecnologico che in cinque ha raddoppiato il suo valore insidiando Apple sul trono di impresa più profittevole: cioè Samsung. E indovinate dove nasce l'ultima sfida ai coreani che si ritrovano così in alto, 51 miliardi di dollari di brand-value, nel loro momento storico più basso, il presidente-padrone da tre anni immobilizzato in un letto d'ospedale e il vicepresidente erede da nove mesi in prigione? Ma che domande: dalla solita Cina.

L'annuncio che arriva da Chengdu, nel Sichuan, l'iperattivo Far West di qui, è una dichiarazione di guerra vera e propria: 7 miliardi di dollari investiti nella nuovissima fabbrica che sfornerà i display Amoled, l'ultima o giù di lì diavoleria di schermo che rende così sexy i nostri telefonini. Finora i produttori leader e quasi incontrastati sono stati appunto i coreani che tra display e microchip venduti anche ai rivali hanno fatto volare i loro utili. Il 90% degli schermi del genere per gli smartphone di tutto il mondo arrivano appunto da Seul che così continua a festeggiare anche se a festeggiare sono i concorrenti: basti pensare che il nuovo attesissimo iPhone X, che va in vendita a un prezzo base record di 999 dollari, il supertelefonino più caro di sempre, frutterà alla Samsung 110 dollari a pezzo, più del 10%. In soldoni, tantissimi soldoni, è come se per ogni telefono di lusso venduto dalla Mela i coreani ne vendessero uno super-economico: ma senza muovere un dito.

E qui entrano appunto in campo i cinesi: che, a differenza di troppe aziende in tante altre parti del mondo, si sa che sono capaci di fare sistema. La megafabbrica di Chengdu è dunque pronta a fornire schermi a tutti quei brand che nel Dragone e non solo stanno rubando quote di mercato al duopolio Applesung: da Huawei che si è appena mangiata la Mela nelle vendite, ma non ovviamente negli utili visti i margini di ricavi diversi, fino a Oppo e Vivo che oggi sono i brand più distribuiti in Cina, e poi quei piccoli miracoli di innovazione che sono Xiaomi e Zte. Si chiamerà insomma anche Boe ma sarà mica tanto pio quest'ultimo arrivato che per ora dice t'amo solo in cinese e gli basta: tanto è il mercato più grande del mondo.