Con la carta di credito non mangi. Non succede nel più sperduto villaggio dello Shandong, ma a Shanghai, la capitale finanziaria della Cina. Vicino Jing'an Temple, nel cuore della Parioli di questa metropoli, un piccolo tempio gourmet: Jamon Serrano gran riserva, caviale, champagne francesi, riesling tedeschi e australiani. Prodotti di qualità, prezzi accessibili. La sorpresa arriva al momento di pagare: il Pos funziona solo per le carte di credito cinesi. "Abbiamo tagliato tutti i costi", dice il gestore indicando il QrCode in bella mostra, il codice da strisciare con il cellulare per pagare via digitale. Un po' più in là, tra mall giganteschi e sontuose vetrine di Chanel e Michael Kors, un altro ristorante all'occidentale: cuoca spagnola, menù italo-francese. Anche qui lo straniero si deve arrendere: il Pos viaggia solo su carte cinesi, ma tutti pagano con lo smartphone.
La Cina è diventata il numero uno nel fintech, sia nell'investment banking che nell'Internet banking. E' il più grande mercato al mondo dei pagamenti digitali, vale circa la metà di quelli globali. Il QrCode è dappertutto: nei chioschi più periferici, nella metro, in campagna, da McDonald's e Jfk. Addio Abacus, il vecchio pallottoliere, fino a poco tempo fa usato in banca come dal fruttivendolo per ogni calcolo. Clic clac, clic clac: i bancari dovevano superare un esame e gli stranieri, stupiti, sorridevano.
L'Abacus sopravvive solo nelle aree più povere del paese. Risuona nel brand di alcune banche: Abacus Loans, Small Abacus, a testimonianza di quanto sia ancora vicino quel tempo. In poco meno di dieci anni, il grande balzo digitale ha prodotto un paradosso: "Da un lato Alibaba, con Alipay, e Tencent, con WeChat, hanno rivoluzionato i pagamenti consentendo via cellulare di spedire soldi a un amico, o pagare il ristorante attraverso le loro piattaforme", racconta Michael Hirson, Asia Director di Eurasia Group. "Wechat e Alipay sono in cima al Fintech 100 di H2 Venture-Kpmg , mentre le altre infrastrutture sono terribilmente carenti: e inconsueto usare una carta di credito straniera, perché il sistema domestico di carte è gestito da un monopolio statale, China Union Pay. Così c'è una dinamica new economy ad elevata tecnologia, che cammina a fianco di una meno efficiente old-economy pubblica". Tra tanto hi-tech, se non hai un conto cinese mangi solo con il cash.
La Cina è diventata il numero uno nel fintech, sia nell'investment banking che nell'Internet banking. E' il più grande mercato al mondo dei pagamenti digitali, vale circa la metà di quelli globali. Il QrCode è dappertutto: nei chioschi più periferici, nella metro, in campagna, da McDonald's e Jfk. Addio Abacus, il vecchio pallottoliere, fino a poco tempo fa usato in banca come dal fruttivendolo per ogni calcolo. Clic clac, clic clac: i bancari dovevano superare un esame e gli stranieri, stupiti, sorridevano.
L'Abacus sopravvive solo nelle aree più povere del paese. Risuona nel brand di alcune banche: Abacus Loans, Small Abacus, a testimonianza di quanto sia ancora vicino quel tempo. In poco meno di dieci anni, il grande balzo digitale ha prodotto un paradosso: "Da un lato Alibaba, con Alipay, e Tencent, con WeChat, hanno rivoluzionato i pagamenti consentendo via cellulare di spedire soldi a un amico, o pagare il ristorante attraverso le loro piattaforme", racconta Michael Hirson, Asia Director di Eurasia Group. "Wechat e Alipay sono in cima al Fintech 100 di H2 Venture-Kpmg , mentre le altre infrastrutture sono terribilmente carenti: e inconsueto usare una carta di credito straniera, perché il sistema domestico di carte è gestito da un monopolio statale, China Union Pay. Così c'è una dinamica new economy ad elevata tecnologia, che cammina a fianco di una meno efficiente old-economy pubblica". Tra tanto hi-tech, se non hai un conto cinese mangi solo con il cash.