Economia

FAR WEST

Cervelli, vade rero. La politica di Trump contro gli stranieri dall'high profile

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Sempre più difficile ottenere un visto di lavoro per gli Stati Uniti. La Casa Bianca di Donald Trump ha varato una politica di controlli via via più stretti per gli stranieri che richiedono l'H-1B, il permesso di soggiorno (e lavoro) per gli "high-skilled workers" (la manodopera più qualificata) rendendo sempre più complicato il reclutamento all'estero delle grandi aziende, ad iniziare da quelle hi-tech (ma non sono le sole) della Silicon Valley. Tra il gennaio e l'agosto di quest'anno (cioè da quando The Donald ha fatto il suo ingresso alla Casa Bianca) il 25 per cento delle richieste di visto che viene sponsorizzato dalla stesse aziende del made in Usa - sono state respinte al mittente. In teoria non si tratta di una bocciatura definitiva, ma la richiesta di "ulteriori prove", spesso non specificate chiaramente, viene utilizzata insieme ai tempi lunghi della burocrazia - per scoraggiare (con successo) chi vuole venire a lavorare negli Stati Uniti e fa perdere alle società americane quote importanti di personale altamente qualificato tutto a vantaggio delle nuove realtà economiche dell'Asia (Cina in primis) e delle più innovative aziende dell'Europa. Che Trump fosse un nemico giurato dell'immigrazione clandestina era noto, come era chiaro fin dalla campagna elettorale (con la promessa di difendere i posti di lavoro negli Usa e lo slogan America First) che avrebbe cercato di limitare anche quella legale. Nonostante le pressioni della Casa Bianca il Congresso non ha (per ora) varato nuove leggi più restrittive e la stessa amministrazione non ha cambiato le linee di politica generale per i visti di lavoro, evitando uno scontro diretto con le grandi società degli Stati Uniti. Il metodo usato è più subdolo, ma di fronte ai crescenti numeri di richieste di visto rimandate a data da destinarsi, gli studi legali delle aziende, quelli delle organizzazioni pro-immigrati e un numero crescente di singoli avvocati ha deciso di reagire. Le cause in corso sono già migliaia e non sarà facile per i legali della Casa Bianca dimostrare, ad esempio, che un ingegnere programmatore di computer non sia un lavoro "altamente qualificato". Decideranno i tribunali locali, poi quelli federali. E forse prima o poi dei visti H-1B se ne dovrà occupare la Corte Suprema.