La riforma fiscale americana è talmente complessa, e importante per le sue ricadute internazionali oltre che domestiche, che ho chiesto un parere ad un fiscalista di New York, Sarre Baldassarri. Poiché lavora per una clientela mista, americana e internazionale, ha uno sguardo comparato che è utile. «Finalmente – dice – allinea gli Stati Uniti agli altri paesi industrializzati, passando ad un sistema di tassazione societaria territoriale e quindi rendendo esentasse il rimpatrio di utili (sotto forma di dividendi) prodotti all’estero. In questo caso il prezzo da pagare è il 15,5% sugli utili maturati all’estero e non rimpatriati dal 1986 al 2017. Questa imposta una tantum è pagabile in 8 anni. Dal momento che negli Stati Uniti oltre il 90% dei business è organizzato sotto forma di società fiscalmente trasparenti (il reddito è tassato in capo ai soci o azionisti e alle aliquote individuali), il Congresso ha deciso di garantire una deduzione del 20% del reddito d’impresa ai soci o azionisti coinvolti. Si arriva ad un’aliquota marginale massima che dal 39,6% scende al 29,6. I professionisti (medici, avvocati, commercialisti, atleti), consulenti e money manager sono esclusi e non potranno avvantaggiarsi di questa deduzione del 20%, a meno che il loro reddito imponibile non superi certi livelli (315.000 dollari per una coppia sposata).
La deduzione del 20% non può eccedere il 50% del monte salari dell’azienda, o il 25 del monte salari, più il 2,5% del capitale investito in cespiti ammortizzabili. Si avvantaggiano quindi le aziende produttive e quelle che investono molto, soprattutto nell’immobiliare. Un altro incentivo per le società è la possibilità di dedurre l’investimento in macchinari durante il primo anno. Sulla tassazione degli individui, i vincitori sono le famiglie con bambini della classe medio-alta. Il credito d’imposta per ogni figlio passa da 1000 a 2000 dollari ed è disponibile a famiglie con reddito lordo fino a 500.000 dollari (in precedenza il limite era 130.000). I contribuenti con reddito basso possono ritenersi soddisfatti, in quanto l’ammontare di reddito esentasse passa da 12.700 a 24.000 dollari per una coppia sposata e da 6.350 a 12.000 per gli altri. Le aliquote sono state tutte abbassate. Passando ai perdenti: guadagnano tanto e vivono in Stati ad alta tassazione (New York, California, New Jersey). La deduzione delle imposte statali e locali è limitata a 10.000 dollari. Questo penalizza i contribuenti ad alto reddito negli Stati menzionati in precedenza: è una manna per chi vive in Stati senza tassazione come Florida o Texas».
La deduzione del 20% non può eccedere il 50% del monte salari dell’azienda, o il 25 del monte salari, più il 2,5% del capitale investito in cespiti ammortizzabili. Si avvantaggiano quindi le aziende produttive e quelle che investono molto, soprattutto nell’immobiliare. Un altro incentivo per le società è la possibilità di dedurre l’investimento in macchinari durante il primo anno. Sulla tassazione degli individui, i vincitori sono le famiglie con bambini della classe medio-alta. Il credito d’imposta per ogni figlio passa da 1000 a 2000 dollari ed è disponibile a famiglie con reddito lordo fino a 500.000 dollari (in precedenza il limite era 130.000). I contribuenti con reddito basso possono ritenersi soddisfatti, in quanto l’ammontare di reddito esentasse passa da 12.700 a 24.000 dollari per una coppia sposata e da 6.350 a 12.000 per gli altri. Le aliquote sono state tutte abbassate. Passando ai perdenti: guadagnano tanto e vivono in Stati ad alta tassazione (New York, California, New Jersey). La deduzione delle imposte statali e locali è limitata a 10.000 dollari. Questo penalizza i contribuenti ad alto reddito negli Stati menzionati in precedenza: è una manna per chi vive in Stati senza tassazione come Florida o Texas».