Economia

I corsi

Ibm e Atenei sostengono la formazione

Negli ultimi sei mesi, in Italia, è stato un fiorire di nuovi corsi universitari dedicati alle nuove tecnologie, all’intelligenza artificiale e a quel futuro che a raccontarlo può sembrare la trama di un film di fantascienza e invece è il nostro domani. Questo è successo
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Negli ultimi sei mesi, in Italia, è stato un fiorire di nuovi corsi universitari dedicati alle nuove tecnologie, all’intelligenza artificiale e a quel futuro che a raccontarlo può sembrare la trama di un film di fantascienza e invece è il nostro domani. Questo è successo anche in virtù del patto stretto tra Ibm, il colosso americano dell’informatica, e 48 atenei del Belpaese decisi a creare figure professionali che le aziende faticano a trovare: esperti di cybersecurity, di blockchain, di internet delle cose, di quantum computing, cloud e big data. Circa 150mila posti di lavoro, secondo le stime di Ibm, sarebbero disponibili oggi se ci fossero i professionisti adeguati ai compiti che li attendono.

Da questa constatazione nasce il progetto ‘#AcceleraItalia per i nuovi saperi’ che ha già coinvolto i Politecnici di Milano e Torino, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università di Pavia, la Scuola Superiore Sant’Anna a Pisa, l’Università La Sapienza di Roma, la Federico II di Napoli, il Politecnico e l’Università degli Studi di Bari, solo per citare alcuni casi. La Cattolica, a Roma, ha per esempio avviato i corsi di Master data science for management, di Master international marketing and management e di Master in innovation and technology management. La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha avviato il master in Management, Innovazione e Ingegneria dei Servizi (Mains) con la collaborazione di dodici grandi imprese. Salendo nel nord Italia ecco la Bocconi che ha istituito il Bachelor of Science in Economics, Management and Computer Science (Bemacs), in partnership con il network Women in Business per il supporto alla formazione e alla diffusione delle competenze Stem tra le ragazze. Mentre il dipartimento di ingegneria dell’Informazione dell’università di Brescia ha attivato una collaborazione con Ibm su temi quali disegno di Data Warehouse, gestione dei Big Data, Cloud, Machine Learning e Cognitive Computing, DevOps, Cybersecurity e Enterprise Design Thinking. Il Politecnico di Milano ha fatto partire l’International Master in Business Analytics and Big Data (Babd), l’International Full Time Mba, oltre all’International Master in Omnichannel Marketing. Il colosso americano adesso ha stretto nuovi protocolli con 19 atenei per avviare altri corsi. In tutto saranno circa 200 gli ‘ambasciatori’ del colosso americano, che quasi quotidianamente saranno nelle università per accompagnare la formazione verso le frontiere della digital transformation. Per un totale di oltre 600 ore dedicate a seminari focalizzati sulla tecnologia. «La mancanza di innovazione e non l’introduzione di tecnologie esponenziali come l’artificial intelligence — spiega Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia — rischia di bruciare migliaia di opportunità occupazionali». Cereda spiega che la previsione da molti condivisa è che solo il 10 per cento dei lavori ad oggi conosciuti scomparirà, mentre tutti saranno trasformati. «Questo dato — prosegue l’ad — deve spingerci verso una nuova formula di collaborazione tra pubblico e privato.

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