Cig e contratti: è l'ultima sfida
di OSCAR GIANNINOL'emergenza lavoro che accomuna imprese e sindacati è scandita da tempo, obiettivi e strumenti
Il tempo, gli obiettivi, gli strumenti. Al di là di ciò che il governo valuta e decide di qui alla legge di bilancio, l'emergenza-lavoro su cui imprese e sindacati hanno un oggettivo interesse a confrontarsi è scandita da queste tre parole. Fermare il tempo poteva essere necessario nella fase 1 del Covid, quella del lockdown. Di qui la scelta duplice: estendere gli ammortizzatori e vietare per legge i licenziamenti. Ma protrarla a oltranza non è una scelta, è un'illusione rischiosa. Qualche numero. Pur in un Paese che nel pre Covid si era avviato a stagnazione e recessione, il mercato del lavoro italiano non è rigido. Nel 2019 ha registrato 7 milioni di cessazioni di rapporti, e 7,1 milioni di attivazioni di nuovi contratti. Su circa 18 milioni di lavoratori dipendenti, non poco. Il Covid ci ha però sprofondato in un abisso in cui i percettori di sostegni al reddito a vario titolo - Cig ordinaria, straordinaria, in deroga, Covid…
Il tempo, gli obiettivi, gli strumenti. Al di là di ciò che il governo valuta e decide di qui alla legge di bilancio, l'emergenza-lavoro su cui imprese e sindacati hanno un oggettivo interesse a confrontarsi è scandita da queste tre parole. Fermare il tempo poteva essere necessario nella fase 1 del Covid, quella del lockdown. Di qui la scelta duplice: estendere gli ammortizzatori e vietare per legge i licenziamenti. Ma protrarla a oltranza non è una scelta, è un'illusione rischiosa. Qualche numero. Pur in un Paese che nel pre Covid si era avviato a stagnazione e recessione, il mercato del lavoro italiano non è rigido. Nel 2019 ha registrato 7 milioni di cessazioni di rapporti, e 7,1 milioni di attivazioni di nuovi contratti. Su circa 18 milioni di lavoratori dipendenti, non poco. Il Covid ci ha però sprofondato in un abisso in cui i percettori di sostegni al reddito a vario titolo - Cig ordinaria, straordinaria, in deroga, Covid, e i diversi regimi di sostegno agli autonomi - stanno vertiginosamente salendo verso quota 9 milioni, con botte superiori a 800 milioni di ore Cig/mese autorizzate. Protrarre a oltranza la doppia scelta fatta comporta due conseguenze. Se proiettiamo annualmente la spesa Inps dichiarata negli ultimi mesi, in assenza di una ripresa consistente che nessuno immagina si arriva a un ordine di grandezza tra i 4 e i 5 punti di Pil. Inoltre, le varie Cig sono incardinate sulla difesa del lavoro dov'era e com'era. Di qui il divieto di licenziamenti: che nessun Paese avanzato ha adottato, e che impedisce e ritarda le ristrutturazioni aziendali, nuovi investimenti e nuovi assunti. Non solo significa accollare allo Stato chi potrebbe trovare nuovo lavoro, implica anche dover evitare alle imprese per chissà quanto l'eventualità di procedure concorsuali, visto che non possono ristrutturare.La politica fatica a rinunciare alla promessa "ci occuperemo di tutti", ma al Mef sanno bene che la cassa è corta e le risorse europee verranno più avanti se presenteremo un buon piano, ma l'Inps è chiamato a erogare oggi, ogni mese.