Investire il risparmio nel futuro di tutti
di Giovanna Melandri , di Giovanna MelandriServe un impegno da parte dei grandi investitori istituzionali a indirizzare risorse verso imprese e attività che generino “impatto”
Nel cuore di una crisi politica in piena pandemia, che non ha precedenti né similitudini, si dovrà assumere nei prossimi mesi il Recovery plan italiano da presentare all'Europa. Il piano dovrà essere migliorato nelle sue principali lacune: l'insufficienza nel sostenere occupazione femminile ed economia della cura (come denuncia l'ottimo documento del movimento Donne per la Salvezza - Half of it) e, più in generale, l'assenza di quella struttura - peraltro richiesta dall'Europa - per "risultati" chiari, trasparenti, misurabili e soprattutto attrattori di risorse private. L'occasione è storica. Va ridisegnato il rapporto tra Stato e mercato e costruita un'alleanza tra pubblico e privato su obiettivi condivisi di sostenibilità ambientale, energetica e sociale. Un dato è certo: la crisi Covid ha potenziato la consapevolezza collettiva verso transizione ecologica e abbattimento delle disuguaglianze. Ci&o…
Nel cuore di una crisi politica in piena pandemia, che non ha precedenti né similitudini, si dovrà assumere nei prossimi mesi il Recovery plan italiano da presentare all'Europa. Il piano dovrà essere migliorato nelle sue principali lacune: l'insufficienza nel sostenere occupazione femminile ed economia della cura (come denuncia l'ottimo documento del movimento Donne per la Salvezza - Half of it) e, più in generale, l'assenza di quella struttura - peraltro richiesta dall'Europa - per "risultati" chiari, trasparenti, misurabili e soprattutto attrattori di risorse private. L'occasione è storica. Va ridisegnato il rapporto tra Stato e mercato e costruita un'alleanza tra pubblico e privato su obiettivi condivisi di sostenibilità ambientale, energetica e sociale. Un dato è certo: la crisi Covid ha potenziato la consapevolezza collettiva verso transizione ecologica e abbattimento delle disuguaglianze. Ciò che prima era battaglia minoritaria sembra oggi patrimonio diffuso anche tra i grandi player del mondo economico e finanziario. Siamo, quindi, a un passaggio-chiave che non deve rimanere impigliato nel paradiso delle buone intenzioni né sulle vette della pianificazione strategica. Deve, invece, atterrare nella programmazione per "obiettivi" della spesa pubblica e nelle pratiche finanziarie e di investimento, con un nuovo impegno delle filiere industriali e del mercato dei capitali a indirizzare risorse, energie, forze verso imprese e attività generative di impatto.
Tra questi attori, un ruolo chiave nell'ecosistema dell'Impact economy lo ricoprono gli investitori istituzionali e, in particolare, i fondi pensione e le casse previdenziali. Per mettere a disposizione il risparmio investito in previdenza costruendo protezione sociale, guardando non solo al futuro proprio e della propria famiglia, ma a quello di tutti, della collettività. In Inghilterra, sotto il claim pensions with intentions, è partita la campagna "Make my money matter". Attorno ai 3 trilioni di sterline investiti in Uk dai fondi pensione è stata lanciata una domanda semplice e coinvolgente: quale mondo stanno costruendo i risparmi pensionistici? La risposta è univoca: chi investe in un fondo pensione si preoccupa certo di assicurarsi investimenti sicuri e finanziariamente sostenibili, ma desidera anche che siano "puliti" e trasformativi.
Il nuovo terreno di investimento di casse e fondi pensione è quello dei prodotti finanziari Esg (enviromental, social, governance). Un mercato interessante che si è sviluppato enormemente (oggi circa 40 triliardi di masse finanziarie investite), che però si sviluppa "in negativo", ovvero scegliendo di non inquinare, non divaricare disuguaglianze sociali eccetera. Nel luglio 2017, il fondo pensione del Governo giapponese (il più grande del mondo, 1,3 trilioni di dollari), ha deciso di riallocarne in ottica Esg il 10%. Più recentemente, nel giugno 2019, il fondo pensione del governo norvegese (1 trilione) ha disinvestito più di 13 miliardi di dollari dall'oil and gas in ottica climate friendly. Secondo l'Adepp (Associazione italiana degli enti previdenziali), in Italia gli investimenti delle casse previdenziali integrative in Esg ammontano a circa 8 miliardi di euro e sono in forte crescita.
Il vero salto, però, è un altro e si realizza "in positivo", per obiettivi e risultati intenzionalmente generati in termini di impatto positivo (ambientali o sociali). Investimenti che non si limitano a non fare del male ma facciano del bene. È questo l'ecosistema Impact verso cui bisogna tendere. È questo il mercato di una nuova asset class di investimenti centrato su fondi di Impact equity (che misurano rischio, rendimento e impatto) o su Outcome based contracts (Obc) e Social impact bonds (Sib). Tutti strumenti basati su schemi Pbr, pay by result: in cui l'investitore ha un ritorno economico e la comunità ha un ritorno/risultato ambientale o sociale. Ecco la sfida a cui deve tendere il Recovery plan: sviluppare uno schema collaborativo tra attore pubblico - che fissa obiettivi sociali e ambientali e li declina in linee di intervento - e attori privati, investitori e imprenditori Impact, che finanzino e realizzino i progetti.
Con un'infrastruttura necessaria e abilitante: un sistema di valutazione dell'impatto serio e inconfutabile. I fondi pensione possono avere un ruolo centrale nell'ecosistema Impact e devono essere sostenuti e incentivati anche attraverso la leva fiscale. Lo abbiamo imparato bene con la crisi Covid: un welfare rafforzato assicura meglio la salute pubblica, il diritto al lavoro, l'equità intergenerazionale, il contrasto alle povertà educative e alla dispersione scolastica (drammaticamente crescente). Ed è su tutto questo che gli strumenti Impact lavorano. Sono proprio queste le missioni principali dei tanti fondi di Impact equity e dei 190 Social impact bonds attualmente attivi in tutto il mondo. Prodotti di finanza a impatto che oltretutto se possono avere obiettivi di rendimento finanziario (in linea o inferiori al mercato), come dimostrano diverse ricerche, presentano profili di rischio migliori rispetto a investimenti tradizionali. Anche per questo il 2020 è stato l'anno boom degli investimenti Esg con flussi più che raddoppiati sui prodotti Etf / futures in Europa e negli Usa rispetto al 2019.
I dati sulla finanza Impact, poi, secondo le rilevazioni del Giin (Global impact investment network) parlano chiaro: oltre 715 miliardi di assets under management nel 2020 (erano 50 miliardi dieci anni fa). È ormai alle porte il tipping point di mille miliardi di dollari di capitali investiti che il Gsg - la cabina di regia mondiale della finanza Impact - si era dato pochi anni fa. Una goccia nel mare, rispetto ai 170 trilioni investiti sul mercato finanziario globale? Nient'affatto. Oggi sui mercati finanziari c'è finalmente una nuova asset class di investimenti che come tale deve essere trattata. E il commitment di Casse, fondi pensione e in generale investitori istituzionali è un sicuro fattore di moltiplicazione.
Gli investitori istituzionali
Tra questi attori, un ruolo chiave nell'ecosistema dell'Impact economy lo ricoprono gli investitori istituzionali e, in particolare, i fondi pensione e le casse previdenziali. Per mettere a disposizione il risparmio investito in previdenza costruendo protezione sociale, guardando non solo al futuro proprio e della propria famiglia, ma a quello di tutti, della collettività. In Inghilterra, sotto il claim pensions with intentions, è partita la campagna "Make my money matter". Attorno ai 3 trilioni di sterline investiti in Uk dai fondi pensione è stata lanciata una domanda semplice e coinvolgente: quale mondo stanno costruendo i risparmi pensionistici? La risposta è univoca: chi investe in un fondo pensione si preoccupa certo di assicurarsi investimenti sicuri e finanziariamente sostenibili, ma desidera anche che siano "puliti" e trasformativi.
Il nuovo terreno di investimento di casse e fondi pensione è quello dei prodotti finanziari Esg (enviromental, social, governance). Un mercato interessante che si è sviluppato enormemente (oggi circa 40 triliardi di masse finanziarie investite), che però si sviluppa "in negativo", ovvero scegliendo di non inquinare, non divaricare disuguaglianze sociali eccetera. Nel luglio 2017, il fondo pensione del Governo giapponese (il più grande del mondo, 1,3 trilioni di dollari), ha deciso di riallocarne in ottica Esg il 10%. Più recentemente, nel giugno 2019, il fondo pensione del governo norvegese (1 trilione) ha disinvestito più di 13 miliardi di dollari dall'oil and gas in ottica climate friendly. Secondo l'Adepp (Associazione italiana degli enti previdenziali), in Italia gli investimenti delle casse previdenziali integrative in Esg ammontano a circa 8 miliardi di euro e sono in forte crescita.
Il vero salto, però, è un altro e si realizza "in positivo", per obiettivi e risultati intenzionalmente generati in termini di impatto positivo (ambientali o sociali). Investimenti che non si limitano a non fare del male ma facciano del bene. È questo l'ecosistema Impact verso cui bisogna tendere. È questo il mercato di una nuova asset class di investimenti centrato su fondi di Impact equity (che misurano rischio, rendimento e impatto) o su Outcome based contracts (Obc) e Social impact bonds (Sib). Tutti strumenti basati su schemi Pbr, pay by result: in cui l'investitore ha un ritorno economico e la comunità ha un ritorno/risultato ambientale o sociale. Ecco la sfida a cui deve tendere il Recovery plan: sviluppare uno schema collaborativo tra attore pubblico - che fissa obiettivi sociali e ambientali e li declina in linee di intervento - e attori privati, investitori e imprenditori Impact, che finanzino e realizzino i progetti.
Una valutazione inconfutabile
Con un'infrastruttura necessaria e abilitante: un sistema di valutazione dell'impatto serio e inconfutabile. I fondi pensione possono avere un ruolo centrale nell'ecosistema Impact e devono essere sostenuti e incentivati anche attraverso la leva fiscale. Lo abbiamo imparato bene con la crisi Covid: un welfare rafforzato assicura meglio la salute pubblica, il diritto al lavoro, l'equità intergenerazionale, il contrasto alle povertà educative e alla dispersione scolastica (drammaticamente crescente). Ed è su tutto questo che gli strumenti Impact lavorano. Sono proprio queste le missioni principali dei tanti fondi di Impact equity e dei 190 Social impact bonds attualmente attivi in tutto il mondo. Prodotti di finanza a impatto che oltretutto se possono avere obiettivi di rendimento finanziario (in linea o inferiori al mercato), come dimostrano diverse ricerche, presentano profili di rischio migliori rispetto a investimenti tradizionali. Anche per questo il 2020 è stato l'anno boom degli investimenti Esg con flussi più che raddoppiati sui prodotti Etf / futures in Europa e negli Usa rispetto al 2019.
I dati sulla finanza Impact, poi, secondo le rilevazioni del Giin (Global impact investment network) parlano chiaro: oltre 715 miliardi di assets under management nel 2020 (erano 50 miliardi dieci anni fa). È ormai alle porte il tipping point di mille miliardi di dollari di capitali investiti che il Gsg - la cabina di regia mondiale della finanza Impact - si era dato pochi anni fa. Una goccia nel mare, rispetto ai 170 trilioni investiti sul mercato finanziario globale? Nient'affatto. Oggi sui mercati finanziari c'è finalmente una nuova asset class di investimenti che come tale deve essere trattata. E il commitment di Casse, fondi pensione e in generale investitori istituzionali è un sicuro fattore di moltiplicazione.