✕

Capitali in movimento: dall’Aim alla Borsa principale, il salto si può fare

Finora solo 19 delle 143 società quotate sul listino dei piccoli sono passate a quello dei grandi, ma ora grazie al maggiore interesse degli investitori e alle tante Ipo attese è possibile un’accelerazione
3 minuti di lettura
Più 855 per cento. Meno 76,5 per cento. Sono queste le contrapposte performance in Borsa di due delle società, la peggiore e la migliore, che dal 2013 a oggi sono passate al mercato principale, l'Mta-Star, dopo essersi quotate all'Aim, il mercato creato apposta per le piccole e medie imprese. La prima, per informazione, è Sesa, leader in Italia nelle soluzioni IT per le imprese. La seconda è Triboo, presente nel mondo dell'editoria, della pubblicità online e dell'e-commerce. Due storie molto diverse. Insieme a loro ci sono altre 17 società che sono approdate al mercato principale passando dall'Aim, tutte con storie e risultati assai distanti tra di loro. In tutto, 19 società "coraggiose", che hanno deciso di fare il gran salto nel listino per le aziende più grandi o più dinamiche.

Ma è cambiato qualcosa dopo che si è deciso di passare all'Mta-Star? In realtà, nella ma…
Più 855 per cento. Meno 76,5 per cento. Sono queste le contrapposte performance in Borsa di due delle società, la peggiore e la migliore, che dal 2013 a oggi sono passate al mercato principale, l'Mta-Star, dopo essersi quotate all'Aim, il mercato creato apposta per le piccole e medie imprese. La prima, per informazione, è Sesa, leader in Italia nelle soluzioni IT per le imprese. La seconda è Triboo, presente nel mondo dell'editoria, della pubblicità online e dell'e-commerce. Due storie molto diverse. Insieme a loro ci sono altre 17 società che sono approdate al mercato principale passando dall'Aim, tutte con storie e risultati assai distanti tra di loro. In tutto, 19 società "coraggiose", che hanno deciso di fare il gran salto nel listino per le aziende più grandi o più dinamiche.

Ma è cambiato qualcosa dopo che si è deciso di passare all'Mta-Star? In realtà, nella maggior parte dei casi, le società che hanno successivamente performato bene sull'Mta avevano già un andamento molto positivo anche all'Aim. Le uniche due eccezioni sono state Tinexta (che opera in settori come digital trust , credit Information , management innovation e marketing services ) e Somec. Tinexta era andata male in Borsa finché è rimasta all'Aim (meno 38 per cento nei due anni dall'Ipo, nell'agosto 2014, al passaggio all'altro mercato nell'agosto 2016); successivamente è stato uno dei titoli più performanti, esattamente al quinto posto tra le diciannove, con un più 203 per cento dall'Ipo iniziale a oggi. Anche Somec era andata male sull'Aim ma oggi presenta una performance positiva dalla quotazione del 3,6 per cento.

 

Chi ha messo il segno più

Dei dieci gruppi che hanno un segno più nella performance, metà sono state portate in Borsa o da Spac o da evoluzioni di questo modello come le prebook company . Così, guardando la classifica delle performance dal lato di chi ha messo i soldi per quotare all'Aim le imprese considerate, vediamo che al primo e al secondo posto ci sono Made in Italy 1, la Spac che portò in Borsa Sesa nel 2013, e la prebooking company Ipo Challenger, che accompagnò Pharmanutra nel 2017, entrambe create da Simone Strocchi e soci. All'ottavo e nono posto rispettivamente Industrial Stars of Italy 2 (Sit Group) e Capital for progress 1 (Gpi Group). Nella parte negativa della classifica, in cui la perfomance della società quotata dal momento dell'Ipo ad oggi ha un segno meno, che va dal decimo al diciannovesimo posto, anche le Spac o le prebooking company non sembrano aver avuto un'influenza positiva sulle loro "protette".

Nel complesso, ci sono 10 società quotate all'Aim e transitate al mercato principale con un segno più e 9 con segno meno. Sebbene la performance dell'ultima società con un segno positivo (più 3,6 per cento di Somec) sia più vicina alla prima con segno meno (Equita con meno 8,6 per cento) di quanto non lo sia rispetto alle più brillanti: basti pensare al più 855 di Sesa, al più 270 di Pharmanutra (azienda di nutraceutica e farmaceutica), al più 251 di Piteco ( software house leader in Italia nelle soluzioni gestionali per la tesoreria aziendale e la pianificazione finanziaria), al più 226 di Wiit (servizi cloud) e al più 202 di Tinexta.

 

Il bisogno di un giudizio complessivo sulle performance

Tuttavia sarebbe troppo semplicistico giudicare le performance, soprattutto se negative, soltanto con l'idea che queste imprese che hanno varcato la linea di confine tra i due mercati abbiano sbagliato timing o decisione mentre quelle che sono andate bene abbiano scelto il momento giusto. "La verità - spiega Barbara Lunghi, head of Primary markets alla Borsa Italiana - è che ogni impresa andrebbe giudicata in base al mercato in cui opera, a quello che hanno fatto i peers (i concorrenti diretti, ndr ) e anche agli incidenti di percorso che possono capitare. Gli effetti della pandemia non si sono infatti spalmati su tutti allo stesso modo".

A parte la diversa fortuna delle Pmi che sono passate dall'Aim all'Mpa-Star, in realtà sono pochissime quelle che hanno osato tanto: solo 19 su 143 quotazioni complessive. "Il che significa che c'è molto da lavorare per favorire questa transizione", spiega Simone Strocchi, Managing Partner di Electa. "Il mercato Aim funge da accoglienza per le Pmi che hanno accesso a capitali ma anche, in moltissimi casi, da palestra per passare successivamente al mercato principale, dove ci sono più investitori e raccogliere capitale è più facile. Dobbiamo darci una mossa. Io credo ci sia molto da fare per accrescere il numero delle quotate all'Aim, e i nuovi Pir alternativi che stanno per arrivare possono dare una grossa mano avvicinando i risparmiatori comuni alle Pmi. Ma credo occorra anche aiutare quelle che già ci sono a fare il salto di qualità. Noi che abbiamo usato le Spac per accompagnare in Borsa le Pmi ora stiamo pensando che le stesse techicalities , come ad esempio le prebooking company , possano essere applicate per far fare il salto di mercato".

L'Mta produce di certo molti benefici, sostiene Barbara Lunghi. "E questo perché fornisce l'accesso a una quota più ampia di investitori, a essere inclusi in alcuni benchmark , mentre lo Star (il segmento dedicato alle imprese più innovative, ndr ) fornisce un'ulteriore visibilità. Tuttavia l'eventuale passaggio dall'Aim all'Mta-Star richiede assetti di governance più complessi. Non tutte le società dell'Aim sono in queste condizioni, pertanto è bene che in questo caso continuino a restare lì. L'importante, alla fine, è che ogni società trovi il mercato dove può crescere meglio".