Turismo, pienone al mare per un'estate italiana
di Irene Maria Scalise , di Irene Maria ScaliseSarà un'estate italiana. Tra la voglia di sostenere l'economia nazionale e la confusione delle regole, vedi l'enigma tampone e quarantena e l'incertezza sull'ambitissimo green pass, l'89% degli italiani decide di restare nei confini nazionali (Federalberghi). Di più. Uno su due pensa che scegliere l'Italia sia una scelta ideologica per aiutare il Paese (Bva Doxa ). Gli italiani che hanno in programma una vacanza sono il 54,5% (più 9,8% rispetto al 2020). Ma attenzione. Perché sia una ripartenza vera, e non un accontentarsi, ci vuole precisione nelle regole e la riapertura delle frontiere. E ci vuole subito. Ne sono convinte le principali categorie del settore turismo. "L'anno scorso c'è stata una falsa ripartenza - spiega Franco Gattinoni presidente FTO Federazione Turismo Organizzato - quest'anno la vera riscossa inizia dall'Italia con Sicilia, Puglia e Toscana ma stiamo aspettando chiarezza perch&eac…
Sarà un'estate italiana. Tra la voglia di sostenere l'economia nazionale e la confusione delle regole, vedi l'enigma tampone e quarantena e l'incertezza sull'ambitissimo green pass, l'89% degli italiani decide di restare nei confini nazionali (Federalberghi). Di più. Uno su due pensa che scegliere l'Italia sia una scelta ideologica per aiutare il Paese (Bva Doxa ). Gli italiani che hanno in programma una vacanza sono il 54,5% (più 9,8% rispetto al 2020). Ma attenzione. Perché sia una ripartenza vera, e non un accontentarsi, ci vuole precisione nelle regole e la riapertura delle frontiere. E ci vuole subito. Ne sono convinte le principali categorie del settore turismo. "L'anno scorso c'è stata una falsa ripartenza - spiega Franco Gattinoni presidente FTO Federazione Turismo Organizzato - quest'anno la vera riscossa inizia dall'Italia con Sicilia, Puglia e Toscana ma stiamo aspettando chiarezza perché Ritornare a viaggiare è una cosa diversa da ricominciare a fare le vacanze e, se da noi ci sono già delle località sold out, c'è bisogno di aprire le frontiere perché il turismo sia pienamente a regime". E ancora. "Non è chiaro perché chi è già vaccinato debba fare lo stesso i tamponi, insomma la sola alternativa alla confusione è la certezza che darà l'arrivo del green pass".
Le mete preferite
Dove andranno gli italiani? "Il 74% sceglie il mare - spiega Cristina Liverani di Bva Doxa - seguiti da un 22% che puntano alla montagna, un 15% che faranno una vacanza itinerante, un 13% che andranno in città d'arte e un 10% nei piccoli borghi". Sulla supremazia del mare concorda il presidente di Federalbeghi Bernabò Bocca: "Siamo moderatamente positivi per quanto riguarda le destinazioni marine e abbiamo notato che gli italiani vogliono fare le vacanze in Italia ma quello che latita è quel turismo delle città d'arte che di solito è una caratteristica degli americani e che è anche un turismo "ricco" disposto a spendere molto". L'alloggio preferito? "Sarà l'albergo (28,1%), seguito da casa di amici (17,8%), b&b (16,7%) e casa di proprietà (12,8%)". Perché gli stranieri ancora non arrivano? "C'è stata molta confusione nelle regole quindi sappiamo di grandi tour operator americani che vendono bene la Croazia e la Grecia perché li la situazione è chiara e hanno fatto un'ottima pubblicità alle loro isole Covid free".
Non solo: "Il premier Draghi e il ministro Garavaglia avevano detto che l'Italia non aspettava l'Europa ma così non succede e gli operatori Usa che in teoria hanno ancora voglia di viaggiare nel nostro paese non capiscono queste incertezze e puntano altrove, noi dobbiamo prendere una posizione e soprattutto farla comunicare ufficialmente dai media". Anche sui numeri Bocca è pessimista: "Siamo lontanissimi dal 2019, e speriamo lontani dal terribile 2020, ma la ripresa vera la avremo nel 2022. Se nel 2020 c'era stato un calo del 55%, frutto di una media del meno 80% nelle città d'arte e meno 15% al mare, per ora siamo ancora indietro rispetto al pre Covid". Un esempio per tutti? "L'hotel Bernini a Roma che in maggio aveva regolarmente un 80% di prenotazioni è fermo al 15%. Nelle città d'arte nel 2020 c'era stato un crollo dell'80%, ecco speriamo di recuperare un 40% ma non di più". Il mese che preoccupa di più è giugno: "Luglio e agosto andranno meglio ma quello che era sempre stato un mese ottimo è per ora indietro".
La voce dei tour operator
Si respira pessimismo anche con Pier Ezhaya, presidente Astoi: "Ci sono molte domande sull'Italia, e qualcosa su Grecia, Spagna e nord Europa ma certo non può bastare per tutelare gli operatori, i numeri sembrano appena migliori rispetto al 2020 anche perché si è cominciato prima ma certo le prospettive non sono tanto diverse". In soldoni: "Le prenotazioni che stanno arrivando ci fanno prevedere un fatturato del 12 massimo 15% rispetto al 2019". Dove sognano di andare gli italiani? "Dove possono quindi Puglia, Sicilia, Sardegna ma c'è anche del turismo di prossimità in Emilia Romagna e una buona domanda per la montagna sulla scia del 2020 in cui era stata idealizzata perché lontana dal rischio assembramento, però quelli che desiderano muoversi con il passaporto in tasca non vanno oltre le isole greche, le Canarie, le Baleari o un viaggio a Capo nord".
Il perché del divieto del turismo libero per Ezhaya resta, in alcuni casi, un mistero: "Ci sono località sicurissime alle Seychelles il 96% degli abitanti sono vaccinati, anche in altre mete come Caraibi, Repubblica Domenicana o Maldive il tasso di vaccinazione è altissimo eppure sono interdette al turismo e francamente fatichiamo a capirne la logica". Cosa vorrebbero i tour operator? "La sola cosa che permette di guadagnare a tutti e cioè le frontiere aperte perché se è vero che abolendo i divieti perderemo qualche italiano ma avremo anche tanti stranieri liberi di venire in Italia. Vogliamo il rispetto della sicurezza, è chiaro che non si organizza un tour dell'India, ma in tanti altri stati si è tranquilli".