✕

Le difficoltà trascurate dei giovani maschi

L’inattività riguarda più i ragazzi che le ragazze e chi dopo il primo lavoro resta disoccupato è destinato a rimanerlo a lungo
3 minuti di lettura

Quello che sta succedendo all'economia americana è un segnale d'allarme che interessa l'Italia. Nell'ultimo anno, l'economia Usa è cresciuta di oltre il 5%, mentre il reddito dei lavoratori è aumentato a un ritmo due terzi più lento. La buona notizia è l'aumento della produttività, che può consentire di aumentare gli stipendi senza che questo causi inflazione. La cattiva notizia è che il "monte salari" semplicemente non aumenta e che forse è successo qualcosa che frena la domanda di lavoro. Starebbe maturando cioè quello che avevamo immaginato fin dall'inizio della pandemia quando erano state impiegate tecnologie, software, robot e altro per lavorare rispettando la distanza sociale, e questo aveva fatto aumentare - insolito in una recessione - la produttività oraria del lavoro. Era ovvio che anche passata l'emergenza sanitaria le imprese non avrebbero rinunciato a tec…

Quello che sta succedendo all'economia americana è un segnale d'allarme che interessa l'Italia. Nell'ultimo anno, l'economia Usa è cresciuta di oltre il 5%, mentre il reddito dei lavoratori è aumentato a un ritmo due terzi più lento. La buona notizia è l'aumento della produttività, che può consentire di aumentare gli stipendi senza che questo causi inflazione. La cattiva notizia è che il "monte salari" semplicemente non aumenta e che forse è successo qualcosa che frena la domanda di lavoro. Starebbe maturando cioè quello che avevamo immaginato fin dall'inizio della pandemia quando erano state impiegate tecnologie, software, robot e altro per lavorare rispettando la distanza sociale, e questo aveva fatto aumentare - insolito in una recessione - la produttività oraria del lavoro. Era ovvio che anche passata l'emergenza sanitaria le imprese non avrebbero rinunciato a tecnologie che si erano dimostrate efficaci. Dalle statistiche si vede che un terzo delle imprese Usa ha ridotto il personale nonostante aumentasse il fatturato. Mentre l'economia cadeva, gli investimenti in tecnologia avevano aumenti a due cifre. Non si può escludere che la speciale recessione causata dalla pandemia abbia fatto fare alle economie avanzate uno scatto permanente verso la sostituzione di lavoro umano con robot e intelligenza artificiale che si prevedeva avvenisse tra qualche anno.

La difesa del maschio

Dovremo aspettare mesi per verificare se un fenomeno simile sta avvenendo anche in Italia, ma è difficile vedere ragioni per cui non debba succedere. Una ripresa con poche assunzioni porrebbe problemi che hanno una fisionomia sorprendente. Faccio ancora un riferimento a ricerche americane. In un periodo in cui viene naturale a ognuno di noi preoccuparci e rattristarci per le vicende delle ragazze sfruttate, sul lavoro o in famiglia, alcuni colleghi di Brookings Institution hanno lanciato un'iniziativa in difesa dei ragazzi maschi. La realtà che i ricercatori hanno dissotterrato è che i ragazzi cresciuti in famiglie a basso reddito (il 20%) avranno una vita più difficile e deludente delle ragazze cresciute nelle stesse famiglie. I giovani maschi hanno meno probabilità di trovare un'occupazione e di migliorare il proprio reddito, saranno i primi a essere sostituiti dai robot e sono destinati a maturare un distacco - talvolta un rancore - nei confronti della società.

Più delle ragazze, sono influenzati dall'ambiente famigliare, dalla qualità della scuola e dal malessere nel quartiere. Sono quei maschi a perpetuare condizioni di svantaggio per i loro figli, sia con l'esempio, sia per le condizioni di partenza ulteriormente degradate. Chi analizza solo la disuguaglianza di genere o solo la disuguaglianza di reddito tende a perdere di vista quello che sta succedendo perché vede che in effetti la disuguaglianza assoluta tra ricchi e poveri sta aumentando mentre quella tra maschi e femmine sta diminuendo. Nell'intersezione tra quelle due scansioni e le analisi per età anagrafica emerge quello che, parafrasando un vecchio libro della psicanalista Alice Miller, si potrebbe chiamare "il dramma del bambino non dotato".
Mentre i problemi "dalla parte delle bambine" mettono sotto accusa per primi i rapporti famigliari, quelli "dalla parte dei bambini" interpellano l'intero funzionamento della società: scuola, lavoro, modelli sociali, partecipazione. Sappiamo che anche in Italia si creano circoli viziosi che condizionano le prospettive giovanili. Nessun Paese ha una quota di giovani tanto alta, circa il 30%, che non lavora né studia. Il fatto che, in parte, si tratti di giovani con attività temporanee in nero o illegali non è di consolazione. Nell'età più giovane l'inattività riguarda più i maschi che le femmine. Quanto ai giovani che dopo un primo inserimento lavorativo finiscono disoccupati, molti sono destinati a restarlo a lungo, estranei a quel meccanismo di ricambio, riqualificazione e infine stabilizzazione, che muove l'ascensore sociale nelle società a capitalismo dinamico.

Il paradosso di abbassare le ragazze

Il discorso pubblico italiano tende a procedere per cliché e, con tanta arretratezza nella condizione meridionale e in quella femminile, oggi probabilmente trascura le difficoltà dei giovani maschi che fino a una generazione fa venivano malamente "inquadrati" dal servizio militare, proprio come succede agli "Hillbilly" americani raccontati da James Vance. Analogamente, così come il discorso pubblico, anche le politiche pubbliche finiscono per avere più riguardo per i grandi progetti - l'uguaglianza di genere e quella geografica - che per la realtà. Nessuno può opporsi alla prospettiva di incentivare il numero dei laureati, ma bisogna suppore che questo non avrà molto effetto sul 20-40% delle famiglie che non ha alcun interesse per l'apprendimento e su quel 30% di giovani che né studia né lavora. Più utile sarebbe rafforzare l'istruzione obbligatoria e le attività sociali in particolare nelle regioni più indietro nelle statistiche di apprendimento. È incredibile il silenzio in Italia sui risultati degli studenti medi e superiori in alcune regioni rispetto alla media europea. Alla fine, non ci si stupisca se i lavori di base sono pagati in modo miserevole e se le piccole imprese si specializzano in attività a basso valore aggiunto. Anche in questo caso, sono i maschi a ottenere i risultati peggiori. Pensare di risolvere i problemi italiani portando le ragazze al livello (più basso!) dei ragazzi sarebbe un effetto davvero paradossale delle comode logiche della correttezza formale.