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Baerbock-Laschet: duello sul futuro della Germania

La Cdu/Csu punta sul rigore di bilancio e l'eccezionalità del Recovery plan: "Ognuno è responsabile dei propri debiti", i Verdi vogliono più investimenti per colmare il gap infrastrutturale e tasse sulla ricchezza per finanziare l'istruzione
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"La Germania può essere forte solo se l'Europa è forte". Armin Laschet è sempre stato il più merkeliano tra i maggiorenti della Cdu. E molti in Europa hanno tirato un sospiro di sollievo quando il governatore del Nordreno-Westfalia è stato nominato Spitzenkandidat dei conservatori tedeschi per il dopo-Merkel. Gli stessi avranno anche apprezzato la sua frase successiva, pronunciata al Bundestag nel giorno dell'ultimo discorso di Angela Merkel. Laschet ha criticato esplicitamente i "quattro Paesi europei che fanno politica con la calcolatrice", ossia i cosiddetti "frugali" che hanno frenato a lungo sul varo di un Recovery Plan europeo. Ma forse l'euforia sul presidente della Cdu, per chi spera in un futuro di generosa convergenza europea sul piano economico e finanziario, è un po' prematura. La corrente di destra nella Cdu, capitanata da Friedrich Merz, pensa probabilmente che i Paesi Bassi, Austria,…

"La Germania può essere forte solo se l'Europa è forte". Armin Laschet è sempre stato il più merkeliano tra i maggiorenti della Cdu. E molti in Europa hanno tirato un sospiro di sollievo quando il governatore del Nordreno-Westfalia è stato nominato Spitzenkandidat dei conservatori tedeschi per il dopo-Merkel. Gli stessi avranno anche apprezzato la sua frase successiva, pronunciata al Bundestag nel giorno dell'ultimo discorso di Angela Merkel. Laschet ha criticato esplicitamente i "quattro Paesi europei che fanno politica con la calcolatrice", ossia i cosiddetti "frugali" che hanno frenato a lungo sul varo di un Recovery Plan europeo. Ma forse l'euforia sul presidente della Cdu, per chi spera in un futuro di generosa convergenza europea sul piano economico e finanziario, è un po' prematura. La corrente di destra nella Cdu, capitanata da Friedrich Merz, pensa probabilmente che i Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca siano anche gli orfani di Wolfgang Schaeuble e che le loro rimostranze incontrino il favore di molti tedeschi. Tanto che ha ottenuto da Laschet la promessa che la Germania tornerà velocemente al rigore del pareggio di bilancio mantenuto in maniera ferrea per sette anni, prima della pandemia.

È già chiaro che la campagna elettorale dei conservatori contro i Verdi sarà imperniata anche su quella promessa di un ritorno ai bilanci in regola. Anche perché il partito ambientalista capitanato da Annalena Baerbock, al contrario, chiede da tempo che la "Schuldenbremse", il freno al debito, venga ammorbidito, che venga arricchito con una sorta di golden rule che consenta alla Germania di recuperare l'antico gap infrastrutturale attraverso investimenti. Con i soldi liberati dalle eccezioni al disavanzo i Verdi vorrebbero finanziare Internet veloce, la ricerca, le infrastrutture a emissioni zero, il potenziamento della rete ferroviaria e dei trasporti pubblici "puliti".

L'eccezione del Recovery

La Cdu/Csu, invece, respinge qualsiasi ipotesi di emendamento al pareggio di bilancio. Ma per contrastare il generoso programma dei Verdi, che promettono 50 miliardi di euro in più all'anno di investimenti, anche Laschet si è sentito costretto a proporre un "Fondo Germania" per smobilitare soldi privati e pubblici per gli investimenti. Ma senza menzionare cifre precise. Inoltre, in un'intervista al Financial Times, Laschet ha chiarito sin d'ora che il Next Generation Eu resta un'eccezione, che il Recovery Plan è un una tantum figlio della pandemia. E ha aggiunto che "secondo le regole di Maastricht, ogni Paese è responsabile per i propri debiti". Bisogna evitare situazioni in cui "un Paese garantisca per i debiti di altri". Vino vecchio in botti nuove: Laschet promette un ritorno alla Germania rigorista.

La scorsa settimana, durante un evento con il potente Mittelstand, con le piccole e medie imprese che sono la spina dorsale dell'imprenditoria tedesca, lo Spitzenkandidat della Cdu/Csu ha delineato la filosofia del programma elettorale della Cdu: "La nostra economia dovrà essere neutrale, dal punto di vista ambientale, ma vogliamo anche restare una potenza industriale". E nel programma elettorale reso noto negli stessi giorni, la Cdu non sembra voler cambiare l'impostazione dell'attuale governo Merkel. Mantiene il target di zero emissioni entro 24 anni, ma con obiettivi piuttosto vaghi e un monito a evitare "interventi dirigistici". Un obiettivo, quello del ritorno alle logiche di mercato, che Laschet ha enfatizzato anche davanti agli industriali: Il "metodo Corona non può più funzionare". L'industria dovrà reimparare, dopo la pandemia, a camminare con le proprie gambe.

Ma il programma dei conservatori, accolto da molte critiche e ribattezzato "piano della paralisi" o dell'"inferno ambientale" lascia irrisolti alcuni interrogativi enormi: chi pagherà la svolta radicale nelle politiche energetiche imposta dai target ambientali? Senza un massiccio sviluppo di impianti eolici e solari gli obiettivi internazionali sul CO2 non potranno essere rispettati. E il partito di Laschet non ha neanche osato scrivere nero su bianco quando l'ultimo motore a scoppio sarà prodotto nell'"Autoland" Germania. Sempre nell'intervista al Financial Times, il presidente dei conservatori ha ricordato che il 20% dei posti di lavoro in Germania "sono assorbiti dall'industria. Nell'acciaio, nella chimica e nell'automotive", settori chiave della prima economia europea. E, ha concluso, "vogliamo che siano ancora lì tra 20 anni".

L'ultimo motore a scoppio

Sul clima, i Verdi osano ovviamente di più. Gli obiettivi attuali dovranno essere migliorati, si legge nel programma elettorale. Entro il 2030 i gas serra dovranno essere tagliati del 70% e non del 65%. Il prezzo sul CO2, introdotto a febbraio, dovrà salire dagli attuali 25 a 60 euro a tonnellata già entro il 2023. Ma per alleggerire le bollette delle famiglie meno abbienti, i Gruenen promettono incentivi. E il partito di Annalena Baerbock scrive nero su bianco anche una data, per l'ultima automobile con motore a scoppio che passerà per una catena di montaggio: il 2030. Nel programma elettorale i Gruenen rompono anche un tabù enorme: sulle autostrade dovrà essere introdotto un limite di velocità di 130 chilometri all'ora.

I Verdi vogliono aumentare le tasse per i ricchi introducendo un balzello dell'1% sui patrimoni oltre i 2 milioni di euro: gli introiti saranno destinati all'istruzione. E l'aliquota marginale per chi guadagna oltre 100 mila euro all'anno dovrà essere aumentata al 45%, quella delle buste paga oltre 250mila euro al 48%. Gli incassi finanzieranno un aumento della no tax area delle imprese piccole e medie. Punti in netto contrasto con la Cdu/Csu che promette anzi di annullare del tutto la "tassa solidale", il balzello che i tedeschi pagano dai tempi della Riunificazione per l'integrazione della Germania Est.
Un altro passaggio che fa discutere è la promessa dei Verdi di un tetto agli affitti in tutta la Germania. Di recente, la Corte costituzionale aveva bocciato quello deciso a Berlino, ma solo perché non è materia di competenza regionale. I Gruenen puntano a introdurlo al livello federale.