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La Suganomics cerca la rivincita alle Olimpiadi

(ansa)
Il premier Yoshihide Suga ha deciso di non cancellare l’evento per risollevare l’economia del Paese dopo l’iniziale harakiri delle vaccinazioni, oggi a buoni livelli L’obiettivo è rilanciare i consumi contenendo il virus. E vincere le elezioni di ottobre
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Le Olimpiadi di Tokyo del 1964 avevano segnato il rientro del Giappone nella comunità internazionale dopo la seconda guerra mondiale. L'edizione 2020 (spostate a quest'anno causa Covid) dovevano essere quelle della rinascita non solo dopo Fukushima ma soprattutto post-pandemia. Non sarà cosi: i giochi che iniziano questa settimana saranno tutt'altro. Una versione sottotono, senza pubblico e una scommessa al buio in cui il paese mette sul tavolo il futuro della propria economia e - in parte - gli equilibri politici prossimi venturi in Parlamento. Sfidando l'opinione pubblica (l'80% dei cittadini è contrario all'evento) e persino la "preoccupazione" espressa sottovoce dall'imperatore Naruhito.


Tokyo, in teoria, aveva le spalle abbastanza larghe per cancellare l'evento. È la terza economia mondiale, ha pagato un pedaggio alla pandemia lievemente inferiore a quello del resto del mondo (- 4,8% il calo del Pil 2020 e 15…

Le Olimpiadi di Tokyo del 1964 avevano segnato il rientro del Giappone nella comunità internazionale dopo la seconda guerra mondiale. L'edizione 2020 (spostate a quest'anno causa Covid) dovevano essere quelle della rinascita non solo dopo Fukushima ma soprattutto post-pandemia. Non sarà cosi: i giochi che iniziano questa settimana saranno tutt'altro. Una versione sottotono, senza pubblico e una scommessa al buio in cui il paese mette sul tavolo il futuro della propria economia e - in parte - gli equilibri politici prossimi venturi in Parlamento. Sfidando l'opinione pubblica (l'80% dei cittadini è contrario all'evento) e persino la "preoccupazione" espressa sottovoce dall'imperatore Naruhito.


Tokyo, in teoria, aveva le spalle abbastanza larghe per cancellare l'evento. È la terza economia mondiale, ha pagato un pedaggio alla pandemia lievemente inferiore a quello del resto del mondo (- 4,8% il calo del Pil 2020 e 15mila morti). I 15,4 miliardi spesi per organizzare le Olimpiadi sono già stati spesati nei bilanci degli scorsi anni e malgrado un rapporto debito/Pil al 256% - ben peggio dell'Italia - le casse pubbliche non avrebbero avuto alcun problema a rimborsare i 3,3 miliardi di dollari stanziati dagli sponsor privati oltre agli 800 milioni già sborsati per rimborsare i biglietti dopo il bando agli spettatori. Il premier Yoshihide Suga - convinto anche dal pressing del Comitato olimpico internazionale - ha deciso però di tirare dritto: "Le Olimpiadi saranno la vittoria della volontà umana contro il virus", ha detto. E il trampolino di lancio - è la sua speranza - per far ripartire l'economia e spianargli la strada per la rielezione alle elezioni politiche della Camera bassa previste in autunno.


L'all-in del primo ministro è figlio di un anno e mezzo molto complicato per il Paese: la crisi sanitaria ha colpito il Giappone in un periodo in cui le cose - complice i rialzi delle tasse sui consumi del 2019, il calo degli ordini dalla Cina e il tifone Hagibis - non andavano già troppo bene. Le misure di contenimento però, nelle prime ondate, hanno funzionato abbastanza bene. E la rapidissima ripresa della Cina nel 2020 ha aiutato Tokyo a contenere i danni. Tanto che dopo il peggior crollo della storia del Pil nazionale (- 7,8% nel secondo trimestre 2020) la tendenza si è rapidamente invertita. Il governo ha avviato massicci piani di stimolo per un totale di 3mila miliardi di dollari, quasi il doppio dei paesi europei e per il resto del 2020 davanti all'economia nipponica è tornato il segno più.


Tutto sembrava risolto, non fosse stato per il clamoroso harakiri delle vaccinazioni. Le grandi industrie farmaceutiche nazionali non sono riuscite a mettere a punto molecole anti-Covid. Il Paese è riuscito ad assicurarsi tempestivamente le scorte di Pfizer, Moderna & C. Ma un processo di approvazione lentissimo (fino a fine maggio era stato dato l'ok solo a Pfizer perché le autorità locali avevano chiesto ulteriori test ai farmaci da fare in loco) e i ritardi delle infrastrutture per le inoculazioni hanno colto il Giappone in contropiede. Scatenando una nuova ondata del virus a inizio 2021 che ha rimesso ko l'economia (il Pil nel primo trimestre è sceso dell'1,6%) seguita dai focolai che hanno costretto gli organizzatori a cancellare il pubblico dalle gare olimpiche e parte del Paese a entrare in un lockdown che costerà per Daichi Life 9,6 miliardi ai consumi domestici, voce che rappresenta il 50% del Prodotto interno nazionale.


Gli analisti però non vedono il futuro tutto nero. Le vaccinazioni nelle ultime settimane hanno iniziato a correre. Da un mese marciano tra le 800mila e il milione di iniezioni al giorno. Il ritardo con il resto del mondo si sta riducendo rapidamente: oggi il 20% della popolazione è stato immunizzato e il 40% ha ricevuto la prima dose. E la scommessa di Suga è chiara: chiudere i Giochi senza troppi danni e senza impennate di infezioni. E sperare che la crescita della copertura vaccinale consenta al Giappone di tornare alla normalità facendo da volano ai consumi: "Se non ci saranno brutte sorprese è molto probabile che questo scenario si realizzi - assicura Yuichi Kodama del Meiji Yasuda research institute - gli stimoli del governo hanno contenuto la disoccupazione sotto il 3%, il tasso di risparmio è cresciuto molto negli ultimi dodici mesi". E se parte di questo tesoretto tornasse in circolazione i numeri dell'economia dovrebbero rapidamente migliorare. L'industria nazionale, tra l'altro, sta viaggiando benissimo. Il tasso di fiducia è vicino ai massimi storici. Il boom di domande di macchine industriali dalla Cina (specie quelle per la costruzione di microprocessori) ha abbondantemente compensato le difficoltà dell'auto, frenata proprio dalla carenza di chip. L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo viaggia vicino ai massimi da inizio millennio. E il Pil del secondo trimestre dell'anno è stimato in crescita dello 0,5%. Percentuale da prefisso telefonico ma quanto basta per evitare l'onta di una recessione tecnica.


I problemi di fondo del Giappone, il debito pubblico e il rapidissimo invecchiamento della popolazione, non sarebbero risolti. Ma la crisi sanitaria sarebbe finalmente alle spalle. E il primo ministro potrebbe affrontare senza troppi problemi le elezioni di ottobre. La vera sfida, in questo senso, è quella tutta all'interno dei liberal democratici (Lpd). Una parte del partito accusa Suga di aver gestito male la pandemia. La fronda interna (anche di figure di primo piano come il vecchio premier Shinzo Abe che si è dimesso ad agosto 2020 per motivi di salute) non sembra però intenzionata a formalizzare candidature alternative. Se tutto alle Olimpiadi andasse bene e l'economia si riprendesse, Suga - che oggi ha un consenso minimo al 35% - potrebbe risalire nei sondaggi e mettere a tacere l'opposizione interna. Se tutto andasse male, invece, prendere il cerino in mano sarebbe un gran rischio.


Le recentissime elezioni locali a Tokyo, con i liberal democratici che non sono riusciti a ottenere la maggioranza, hanno certificato l'attuale impopolarità del premier. "Con umiltà prendo atto del risultato", ha ammesso lui. Le opposizioni però restano divise. E l'ipotesi che Lpd perda le elezioni - è successo solo due volte dal 1955 - è per ora molto poco concreta.