✕

Hedge fund: una scommessa cara e pericolosa

Nonostante la pericolosità i fondi non sono l’impero del male. Per non restare delusi, se mai, bisogna capire bene cosa aspettarti da loro
2 minuti di lettura

Una siepe. Per ripararsi dal sole, dal vento, dai vicini di casa molesti. Questo dovrebbero essere, vocabolario alla mano, gli hedge fund, una particolare categoria di fondi comuni che ha conosciuto la propria età dell’oro prima della crisi bancaria del 2007, e ancora esiste nei portafogli di molti grandi investitori. Il loro obiettivo è produrre rendimenti poco correlati all’andamento dei mercati: un paracadute che si apre quando gli altri comparti vanno a rotoli. A parte questo, non si definiscono in base a un insieme di caratteristiche costanti, ma piuttosto per ciò che non sono: non sono per tutti (il taglio minimo è solitamente elevato e le commissioni di gestione consistenti), non sono soggetti a vincoli su attività e passività (mentre i normali fondi devono privilegiare investimenti liquidi e non possono fare debiti), non hanno una strategia di investimento comune (un Linneo che volesse catalogarne gli “stili” si…

Una siepe. Per ripararsi dal sole, dal vento, dai vicini di casa molesti. Questo dovrebbero essere, vocabolario alla mano, gli hedge fund, una particolare categoria di fondi comuni che ha conosciuto la propria età dell’oro prima della crisi bancaria del 2007, e ancora esiste nei portafogli di molti grandi investitori. Il loro obiettivo è produrre rendimenti poco correlati all’andamento dei mercati: un paracadute che si apre quando gli altri comparti vanno a rotoli. A parte questo, non si definiscono in base a un insieme di caratteristiche costanti, ma piuttosto per ciò che non sono: non sono per tutti (il taglio minimo è solitamente elevato e le commissioni di gestione consistenti), non sono soggetti a vincoli su attività e passività (mentre i normali fondi devono privilegiare investimenti liquidi e non possono fare debiti), non hanno una strategia di investimento comune (un Linneo che volesse catalogarne gli “stili” si addosserebbe una fatica senza fine).

Puntare sulle inefficenze

Per conseguire il proprio scopo gli hedge fund puntano a sfruttare le inefficienze del mercato: per esempio, se alcune azioni sono sopravalutate e altre sottoquotate, fanno un debito sulle prime (impegnandosi a consegnarne una certa quantità nelle settimane successive) e un investimento sulle seconde. In questo modo, se la scommessa è azzeccata, anche in presenza di un calo generalizzato il prezzo a cui dovranno acquistare i titoli da consegnare sarà sceso di più del valore di quelli che possono vendere, generando un guadagno netto. Nei grandi mercati finanziari più sviluppati, ovviamente, questo tipo di inefficienze è raro, e di entità contenuta. Per trasformarle in un guadagno apprezzabile sono necessari investimenti ingenti, e per questo gli hedge fund ricorrono spesso alla leva: per ogni euro fornito dai clienti, se ne investono cinque, facendosi finanziare la differenza da una banca.
La presenza di un consistente debito li rende vulnerabili: se la loro scommessa si rivela corretta solo dopo sei mesi, potrebbe essere troppo tardi. Nel frattempo, infatti, i finanziatori preoccupati da un andamento dei titoli opposto alle attese del gestore potrebbero richiedere i soldi indietro, costringendolo a smantellare la propria strategia (che in quel momento è in perdita) proprio quando stava per dare frutti. Se ne sono accorti, tra i tanti, anche gli hedge fund che avevano scommesso su un calo del prezzo di Gamestop, una catena di negozi di videogiochi messa in crisi dalla vendita di software su Internet. Per qualche settimana l’azione, anziché scendere, si impennò a causa dei consistenti acquisti di una miriade di piccoli investitori sobillati da un forum online: questa “bolla” inattesa mandò a pallino i conti di gestori noti come Melvin Capital e Light Street, costretti a procurarsi le azioni a prezzi da capogiro.

La scommessa

Cari e pericolosi, dunque, ma non per questo gli hedge fund sono l’impero del male. Per non restare delusi, se mai, bisogna capire bene cosa puoi aspettarti da loro (che è poi anche il segreto per uscire soddisfatti da un concerto di Al Bano e Romina). Per cominciare, sono scommesse. Anche se nei loro nomi ricorre spesso il termine arbitrage (che nei manuali di finanza indica una situazione teorica in cui si può guadagnare senza rischi), la possibilità che puntino sul cavallo sbagliato è reale. E ciò vale anche per i gestori migliori dato che, come si è visto, avere ragione troppo presto equivale ad avere torto quando devi rendere conto a creditori pronti a sfilarti i prestiti da sotto i piedi.In secondo luogo, gli hedge fund – quando ci riescono – sono fatti per guadagnare quando il mercato perde, non per realizzare profitti vertiginosi. Se le loro scommesse si avverano è possibile che registrino in poche settimane incrementi di prezzo straordinari, pubblicizzati senza timidezza a giornalisti e potenziali clienti (“raccontare dei successi e dei fischi non parlarne mai”, scriveva Lucio Dalla in Una città per cantare). Ma la loro funzione economica è un’altra: lamentarsi perché non battono l’indice azionario nelle fasi espansive equivale a dolersi del fatto che un paracadute va più lento di un jet.