Il tema dell’efficienza della spesa pubblica per investimenti è spesso dibattuto, ma in questo periodo di guerra e alti costi energetici non è certamente in cima alle agende dei politici. Il tema è stato affrontato all’inizio del governo Draghi, assieme anche alla riforma delle competenze della pubblica amministrazione e alla semplificazione burocratica. Rimane ancora importante e dovrebbe apparire nella lista delle priorità dei partiti. Il motivo lo troviamo nel Pnrr: come si sa dei 221 miliardi di euro (Pnrr più Fondo complementare), la gran parte, circa 123 miliardi, sono prestiti che andranno ripagati: prestiti destinati a investimenti nel settore trasporti, trasformazione digitale, sanità, investimenti sociali.
Questi investimenti hanno una reddittività finanziaria e sociale: entrambe vanno misurate, e sulla base dei risultati ex post sapremo se l’investimento ha raggiunto i suoi obbiettivi di rendimento finanziario e sociale. Il basarsi sui risultati alla fine dell’investimento crea dei problemi se il progetto non ha raggiunto i suoi scopi. Ci si trova a dover ripagare un debito acceso per un investimento che non ha dato il rendimento atteso. È vero che questi investimenti, specie quelli infrastrutturali, sono prima sottoposti a un’analisi costi-benefici, ma quand’anche il risultato ex ante dell’analisi fosse positivo, l’analisi ex post, per una serie di ragioni, molto spesso non lo è. Questo aumenta la spesa pubblica e la rende inefficiente.
Attivazione fondi filantropia nel privato
La soluzione, per almeno alcuni tipi di investimento e in particolare per quelli a carattere sociale come per la missione 5 del Pnrr, si ritrova con l’attivazione dei fondi di filantropia attivati dal settore privato. Attivazione che avviene attraverso una condizionalità attaccata alla realizzazione dell’investimento, o direttamente, o attraverso l’emissione di Sib( Social Impact bond). In altre parole, si crea un meccanismo, attraverso il Sib, per cui la pubblica amministrazione, che deve realizzare il progetto, eroga i suoi fondi al risultato positivo ottenuto dall’investimento. Il settore privato attraverso contributi filantropici sottoscrive il Sib che contribuisce a realizzare il progetto concordato tra pubblica amministrazione e il settore privato, ad esempio un progetto di edilizia sociale del Pnrr. L’emittente del bond negozia con la pubblica amministrazione il parametro di successo dell’iniziativa (costo, rapidità e qualità della costruzione, il numero e costo degli affitti in un dato periodo di tempo, la manutenzione, la politica di accoglienza degli affittuari, eccetera) da realizzarsi e calcolarsi diciamo entro il 2026 termine ultimo del Pnrr.
Se a questo termine i parametri di successo prevarranno, allora la pubblica amministrazione pagherà gli enti filantropici privati sottoscrittori del Sib, il capitale investito e gli interessi concordati. Qualora l’investimento si realizzi ma senza raggiungere gli obbiettivi prefissati, allora la pubblica amministrazione non pagherà e quindi l’investimento da parte delle filantropie verrà considerato come elargizione benefica. In questo modo si attivano le fondazioni benefiche e società del terzo settore per realizzare e misurare l’investimento sociale. Così, la spesa pubblica rimane sotto controllo e soprattutto viene valorizzato il suo impatto sul progetto sociale.
I fondi per progetti di investimento
La flessibilità nell’utilizzo dei fondi pubblici per la realizzazione dei progetti di investimento è un trend che è presente su molti progetti di trasporto, o di sanità, e di tematiche sociali (istruzione e assorbimento dei migranti; lavoro per ex carcerati, eccetera) ed è stato ribadito con l’Impact investment lanciato da Sir Ronald Cohen in Gran Bretagna e che oggi si è espanso e consolidato in tantissimi Paesi. In questo modo, la filantropia diventa strumento di sviluppo, controllo della spesa e non solo di solidarietà: spinge quindi la contribuzione filantropica privata a condizionare l’esito delle politiche sociali (ad esempio si pensi alla Belinda e Bill Gates Foundation e tante altre). Il tema della filantropia e del terzo settore è stato affrontato di recente a un convegno a Milano, promosso dall’avvocato Edoardo Andreoli con il patrocinio della Fondazione Cariplo, in cui questi argomenti sono stati sviluppati, in relazione alle opportunità di lavoro per i giovani, alla trasformazione digitale e alla politica del “give back” al territorio e alle comunità da parte dei giovani stessi e degli imprenditori. Il tutto in un quadro di compatibilità con le regole di sviluppo Esg.
Un suggerimento ai partiti in questa campagna elettorale è pensare a soluzioni alternative e a nuovi strumenti per garantire l’efficienza della spesa pubblica legata o meno al Pnrr.
* Università LUM Giuseppe Degennaro