Elon Musk-Twitter una questione di sicurezza nazionale
__________________________________ , __________________________________Ma davvero Elon Musk minaccia la sicurezza nazionale americana? La domanda è lecita, da quando l'agenzia Bloomberg ha rivelato che l'amministrazione Biden sta considerando una revisione delle sue attività imprenditoriali, partendo dall'acquisto di Twitter, ma senza fermarsi qui. La risposta resta appesa ai delicati equilibri della politica, perché mentre la Casa Bianca ha smentito, il dipartimento al Tesoro è stato assai più sibillino. L'imprenditore di origini sudafricane aveva prima proposto in aprile di acquistare Twitter per 44 miliardi di dollari, poi aveva rinunciato perché voleva uno sconto, quindi ha confermato l'offerta davanti al rischio di finire in tribunale per difendere la sua marcia indietro. I dettagli dell'operazione sono ancora incerti, anche se si parla già del possibile licenziamento del 75% del personale del social dei cinguettii, ma secondo Bloomberg il Committee on Foreign Investment in the…
Ma davvero Elon Musk minaccia la sicurezza nazionale americana? La domanda è lecita, da quando l'agenzia Bloomberg ha rivelato che l'amministrazione Biden sta considerando una revisione delle sue attività imprenditoriali, partendo dall'acquisto di Twitter, ma senza fermarsi qui. La risposta resta appesa ai delicati equilibri della politica, perché mentre la Casa Bianca ha smentito, il dipartimento al Tesoro è stato assai più sibillino. L'imprenditore di origini sudafricane aveva prima proposto in aprile di acquistare Twitter per 44 miliardi di dollari, poi aveva rinunciato perché voleva uno sconto, quindi ha confermato l'offerta davanti al rischio di finire in tribunale per difendere la sua marcia indietro. I dettagli dell'operazione sono ancora incerti, anche se si parla già del possibile licenziamento del 75% del personale del social dei cinguettii, ma secondo Bloomberg il Committee on Foreign Investment in the US (Cfius) sta considerando di aprire un'indagine sull'affare, in base ai regolamenti federali che la richiedono quando "una transazione minaccia di compromettere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti".
La voce della Casa Bianca
La portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha commentato che "queste notizie non sono vere". Il dipartimento al Tesoro però è stato meno definitivo: "Il Cfius è impegnato a prendere tutte le azioni necessarie, nell'ambito della sua autorità, per salvaguardare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Coerentemente con la legge e la prassi, il Cfius non commenta pubblicamente le transazioni che potrebbe o non potrebbe riesaminare". Non è escluso quindi che l'agenzia conduca l'inchiesta in base all'autonomia dei propri poteri, senza informare in anticipo la Casa Bianca, che potrebbe essere poi coinvolta nel procedimento, e soprattutto negli eventuali rimedi da adottare, solo se gli inquirenti individuassero pericoli effettivi. Ma qual è il problema? Sul piano tecnico, il Cfius interviene in questi casi quando ci sono investimenti stranieri in compagnie americane, operazioni che potrebbero mettere a rischio asset strategici. Lo ha già fatto nel recente passato, ad esempio quando nel 2019 l'allora presidente Trump aveva bloccato il tentativo della compagnia cinese Beijing Shiji Information Technology di acquistare la piattaforma per gli hotel STayNTouch, come ha ricordato "Insider".
I compagni di cordata di Musk
Nel caso di Twitter, il problema starebbe nei compagni di cordata coinvolti da Musk, che secondo il Guardian ha chiesto circa 7 miliardi di dollari al principe saudita Alwaleed bin Talal al Saud; a Qatar Holding, parte della Qatar Investment Authority; e a Binance Holding, la più grande piattaforma mondiale per lo scambio delle criptomonete, fondata dall'uomo d'affari cinese Changpeng Zhao e registrata alle Cayman Island. Si tratta di soggetti che rappresentano Paesi in rapporti tiepidi con gli Usa, se non apertamente ostili, e quindi il governo avrebbe motivo per investigare se si tratta solo di legittimi interessi economici, o se dietro ci sono anche altre motivazioni inconfessabili. Perché in fondo stiamo parlando di un social media che raggiunge circa 350 milioni di utenti, punta ad espandersi con Musk, ed è già stato abbondantemente abusato nel recente passato dalla disinformazione russa e non solo, sulle elezioni americane e altre questioni estremamente delicate come l'efficacia dei vaccini contro il Covid. Qualche attore straniero potrebbe puntare a mettere un piede dentro Twitter, per poi piegarlo ai suoi scopi.
Sul piano politico, la sfida è anche più complessa. Il fondatore di Tesla ha avuto una trasformazione negli ultimi anni, che lo ha portato su posizioni sempre più conservatrici. Ha criticato apertamente il presidente Biden, che accusa di non riconoscere il ruolo pionieristico della sua azienda di auto elettriche nella trasformazione ecologica e la lotta ai cambiamenti climatici. Perciò a maggio ha annunciato che nelle elezioni midterm dell'8 novembre si schiererà con il Gop per la prima nella sua vita: "In passato ho votato democratico, perché erano (soprattutto) il partito della gentilezza. Ma sono diventati il partito della divisione e dell'odio, quindi non posso più sostenerli e voterò repubblicano". Il suo amico Peter Thiel, cofondatore di PayPal, è diventato uno dei principali finanziatori dei candidati trumpisti. Anche lo spostamento della "Gigafactory" di Tesla in Texas è stato interpretato come un rifiuto della cultura liberal della Silicon Valley. Naturalmente queste non sono buone ragioni per mettere un imprenditore sotto inchiesta, almeno in un Paese democratico come gli Stati Uniti. La situazione però si è fatta più complicata quando il 3 ottobre scorso Musk ha proposto via Twitter un "piano di pace" per l'Ucraina, che prevedeva la cessione definitiva della Crimea alla Russia e la ripetizione delle elezioni nelle quattro regioni che Mosca pretende di annettersi. Quindi ha minacciato di staccare la spina a Starlink, il sistema satellitare della sua azienda spaziale SpaceX usato da Kiev per comunicare via Internet, e ha chiesto al Pentagono di farsi pagare il servizio, salvo poi fare marcia indietro.
Amicizie pericolose con Putin
A differenza della Russia, dove un giornalista che usa la parola guerra per descrivere la guerra voluta dal Cremlino rischia una decina di anni di prigione, negli Usa la libertà di espressione è garantita dal Primo emendamento della Costituzione. Quindi Elon, come qualunque altro cittadino, ha il diritto di pensare e dire ciò che vuole. Il problema però è che il presidente di Eurasia Ian Bremmer ha scritto di aver avuto una conversazione con Musk, in cui l'imprenditore gli ha rivelato che quel piano gli era stato suggerito proprio da Putin durante un colloquio tra di loro. Se dunque il fondatore di Tesla diventa il portavoce di Vladimir, la situazione cambia, perché così si trasforma in strumento politico del Cremlino, che lo voglia o meno. E lasciare nelle mani di un alleato della Russia aziende strategiche americane come Twitter per l'informazione, Starlink per le comunicazioni, Tesla per la transizione energetica, SpaceX per le esplorazioni spaziali e la relativa tecnologia militare, può essere assai pericoloso per la sicurezza nazionale. Musk ha sorriso dell'eventuale blocco governativo all'acquisto del social media, perché così Biden lo aiuterebbe a uscire da un accordo che nel frattempo ha ripudiato. La Casa Bianca per ora evita di confermare il suo coinvolgimento, ma non è detto che la posizione resti questa, considerando il peso strategico delle aziende in gioco.