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Atlantia, Dufry e gli immobili il riassetto del gruppo in casa Benetton

Dopo i botti del 2022, con l’Opa sul gruppo infrastrutturale e quella annunciata su Autogrill, la famiglia porta avanti la riorganizzazione, scegliendo nuovi manager e trasferendo alle holding dei quattro rami un miliardo di edifici
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Il 2023 di Edizione sarà un anno all’insegna del consolidamento del lavoro fatto nel 2022, dove i frutti degli investimenti fatti dovrebbero iniziare a germogliare e l’attenzione della famiglia Benetton riunita sotto la presidenza di Alessandro si concentrerà nel consolidare i progetti messi in campo lo scorso anno. A iniziare dai 18,9 miliardi dell’Opa su Atlantia, che lunedì 16 riunirà l’assemblea dei soci per approvare il nuovo statuto, nominare il nuovo consiglio di amministrazione e affidare al presidente Giampiero Massolo, ad interim, le deleghe del futuro amministratore delegato.

La selezione accurata

La ricerca iniziata lo scorso agosto è infatti alle battute finali ma i Benetton hanno voluto fare un’approfondita selezione, sia interna che esterna, in Italia e all’estero, e si sono concessi il lusso di condurla con calma per ottenere i mig…

Il 2023 di Edizione sarà un anno all’insegna del consolidamento del lavoro fatto nel 2022, dove i frutti degli investimenti fatti dovrebbero iniziare a germogliare e l’attenzione della famiglia Benetton riunita sotto la presidenza di Alessandro si concentrerà nel consolidare i progetti messi in campo lo scorso anno. A iniziare dai 18,9 miliardi dell’Opa su Atlantia, che lunedì 16 riunirà l’assemblea dei soci per approvare il nuovo statuto, nominare il nuovo consiglio di amministrazione e affidare al presidente Giampiero Massolo, ad interim, le deleghe del futuro amministratore delegato.

La selezione accurata

La ricerca iniziata lo scorso agosto è infatti alle battute finali ma i Benetton hanno voluto fare un’approfondita selezione, sia interna che esterna, in Italia e all’estero, e si sono concessi il lusso di condurla con calma per ottenere i migliori risultati possibili. Detto questo la nuvola di nomi si è notevolmente ristretta, e la scelta potrebbe essere perfezionata a breve, anche perché per fine marzo i soci, vale a dire Edizione (57% del capitale), la fondazione Crt (5,2%%) e il fondo Blackstone (37,8%) hanno l’ambizione di studiare e approvare il nuovo piano industriale della holding delle infrastrutture, entro fine marzo.

Si parte lunedì 16, appunto, con l’assemblea soci che punta a semplificare lo statuto adeguandolo a quello di una società non quotata, a snellire il cda (da 15 a 11 membri di cui sette indicati da edizione, tre da Blackstone e uno da Crt), e a adottare processi decisionali più celeri, compresa l’assemblea che potrà essere fatta da remoto invece che in presenza. Intanto le società operative non hanno mai smesso di andare avanti con i loro piani. Aeroporti di Roma (Adr) durante le feste di Natale insieme a Proger e Rina si è aggiudicata una commessa da 120 milioni per realizzare il primo spazioporto ( per far decollare satelliti suborbitali) tricolore, adiacente all’aeroporto di Taranto Grottaglie, in Puglia.

Dalla Francia a Puerto Rico

Abertis si è invece qualificata nella rosa dei tre pretendenti per la gara di 200 km di autostrade a Puerto Rico, una concessione da 1-2 miliardi di euro, che dovrebbe avere una durata di 34-40 anni (verrà aggiudicata entro il 2023), ed è in pole position per la gara da 2 miliardi per la circonvallazione di Atene, che dovrebbe concludersi entro giugno. La rete francese di Sanef sta invece impiantando le ricariche elettriche in 72 aree di servizio e implementando 120 milioni di investimento per la tecnologia free flow, senza barriere al casello per agevolare il traffico. Infine il 15,49% di Getlink, la società che gestisce Eurotunnel, resta un investimento strategico che il gruppo potrebbe mettere a frutto grazie proprio alle concessioni delle autostrade nel nord della Francia.

Autogrill e Dufry

Passando ad Autogrill, l’offerta dovrebbe partire a breve e la fusione tra il colosso elvetico dei duty free Dufry e la società della ristorazione in viaggio dovrebbe essere perfezionata a inizio febbraio. Edizione scenderà dal 50,1% a una quota di riferimento ma non di maggioranza. Al momento Autogrill viaggia ben sopra i 6,33 euro dell’offerta in contanti, pertanto la proposta in azioni Dufry pare più conveniente. Se quindi i soci di minoranza seguissero l’esempio dei Benetton prediligendo un concambio in titoli Dufry (0,158 per ogni Autogrill), Edizione si diluirebbe al 20%, viceversa se gli umori del mercato cambiassero e l’offerta in contanti ricevesse l’en plein, salirebbe al 25%. Tuttavia le prospettive del settore viaggi sono in ripresa, e la recessione - attesa a macchia di leopardo - dovrebbe essere meno forte del previsto e lambire marginalmente gli Stati Uniti, cuore pulsante del nuovo colosso dello shopping e della ristorazione. L’ad di Edizione, Enrico Laghi, insieme a Alessandro Benetton e al presidente di Autogrill Paolo Roverato dovrebbero poi entrare nel cda della società elvetica a sovrintendere la seconda fase, quella del consolidamento dei due gruppi per estrarre le sinergie e dell’attività in essere, anche perchè quest’anno andranno a scadenza e dovranno essere rinnovate alcune importanti concessioni in Spagna.

Sempre in Spagna, ma questa volta sul Cellnex- di cui Edizione è uno dei maggiori azionisti con l’8,5% del capitale - dovrà essere rinnovato il vertice. Tobias Martinez ha dato la sua disponibilità a restare fino a giugno, ma si appresta a alsciare l’azienda che ha quotato in Borsa e guidato con successo per 8 anni. Finita la fase di crescita per linee esterne, Cellnex ha dato mandato a un cacciatore di teste per cercare il futuro ad, il cui compito sarà quello di consolidare l’attività esistente e estrarre il massimo delle sinergie, dato il contesto in forte mutamento, con la rivale Vantage Towers nella quale Vodafone ha imbarcato un socio importante come Kkr. Edizione, che esprime Christian Coco nel cda del colosso spagnolo delle torri, non sarà coinvolta direttamente nel processo di selezione, ma sicuramente sarà sondata.

Il gruppo Benetton

Per quanto riguarda il gruppo Benetton, la nuova notizia è che il 2022 è andato secondo i piani- nonostante inflazione e crisi del comparto - e anche il 2023 dovrebbe procedere secondo i piani, arrivando all’obiettivo del pareggio. Peraltro il presidente Luciano Benetton e l’ad Massimo Renon hanno formato una squadra affiatata che ha saputo implementare tanti nuovi progetti. Infine la holding veneta, che ha un patrimonio immobiliare di circa 2 miliardi, ha separato gli immobili di proprietà da quelli strumentali all’attività del gruppo di abbigliamento, iniziando il conferimento dei primi direttamente in mano alle holding dei quattro rami della famiglia. Per trasferire le varie proprietà dai piani bassi di Edizione ai piani superiori delle holding che fanno capo alla famiglia di Luciano rappresentata da Alessandro, a quella di Giuliana rappresentata da Carlo Bertagnin Benetton, a quella di Carlo rappresentata da Christian e a quella di Gilberto rappresentata dal marito di Sabrina, Ermanno Boffa, ci vorrà ancora un po’ di tempo, tra valutazioni e contratti, per un patrimonio che ha un valore complessivo di oltre un miliardo di euro, ma il processo è stato avviato con successo ed è stato condiviso da tutta la famiglia.

Nulla cambia invece per le per le due partecipazioni finanziarie del gruppo veneto, ovvero il 4,75% di Generali e il 2,1% di Mediobanca, che garantiscono un importante flusso di dividendi, e un rendimento interessante rispetto ai valori di carico della banca d’affari e del primo gruppo di assicurazioni tricolore.