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Incentivi e app, così il Giappone prova a fermare il crollo delle nascite

"Se continuiamo con questi ritmi, il Paese sparirà". Il premier Kishida promette di raddoppiare la spesa per le famiglie con figli e mette in campo una nuova agenzia governativa con una dotazione di 35 miliardi. Ma intanto i redditi continuano a calare
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"Smetteremo di esistere. Se continuiamo in questo modo il Paese scomparirà". Più diretta di così non poteva esserlo Masako Mori, stretta consigliera del primo ministro nipponico Fumio Kishida. Si riferiva al vertiginoso calo del tasso di natalità che da anni sta colpendo il Giappone e che in questo 2022 da poco terminato è aumentato ancora di più. "Se non riusciremo a rallentare questo trend, la rete di sicurezza sociale e l'economia verranno distrutte".

Il ritmo del declino

Le nascite nel Paese del Sol Levante sono state poco meno di 800mila (799.728) lo scorso anno, mentre il numero dei morti ha toccato quota 1,58 milioni: praticamente il doppio. Il numero dei nuovi nati è al minimo dal 1899, da quando cioè sono iniziati i censimenti nel Paese: un record negativo mai registrato nella storia giapponese. La popolazione è scesa a 124,6 milioni da un picco di poco più di 128 milioni raggiunto…

"Smetteremo di esistere. Se continuiamo in questo modo il Paese scomparirà". Più diretta di così non poteva esserlo Masako Mori, stretta consigliera del primo ministro nipponico Fumio Kishida. Si riferiva al vertiginoso calo del tasso di natalità che da anni sta colpendo il Giappone e che in questo 2022 da poco terminato è aumentato ancora di più. "Se non riusciremo a rallentare questo trend, la rete di sicurezza sociale e l'economia verranno distrutte".

Il ritmo del declino

Le nascite nel Paese del Sol Levante sono state poco meno di 800mila (799.728) lo scorso anno, mentre il numero dei morti ha toccato quota 1,58 milioni: praticamente il doppio. Il numero dei nuovi nati è al minimo dal 1899, da quando cioè sono iniziati i censimenti nel Paese: un record negativo mai registrato nella storia giapponese. La popolazione è scesa a 124,6 milioni da un picco di poco più di 128 milioni raggiunto nel 2008, e il ritmo del declino sta aumentando. La percentuale di persone con 65 anni o più è ormai salita a oltre il 29%. Il Paese ha anche una delle più alte aspettative di vita al mondo: nel 2020, quasi una persona su 1.500 in Giappone aveva 100 anni o più, secondo gli ultimi dati del governo. "Significa che i bambini che nascono ora vivranno in una società che perderà la propria capacità di funzionare. Se non si intervenisse, il sistema di sicurezza sociale crollerebbe, la forza industriale ed economica diminuirebbe e non ci sarebbero abbastanza reclute per le Forze di autodifesa per proteggere il Paese", continua Mori. Sostenere la terza economia mondiale con un calo demografico del genere è impresa pressoché impossibile.

Gli incentivi

Il problema è in cima all'agenda del governo Kishida, che ha già promesso di raddoppiare la spesa per le famiglie con figli, aumentando gli assegni famigliari e migliorando il sistema dell'assistenza all'infanzia. L'esecutivo ha stanziato lo scorso dicembre 4,8 trilioni di yen (35 miliardi di euro) dal bilancio dell'anno fiscale 2023 per una nuova agenzia governativa che si occupi della questione. Un piano più dettagliato verrà presentato davanti al Parlamento il prossimo giugno. Era stato lo stesso premier a lanciare l'allarme già a gennaio: "Il Giappone è sull'orlo di non essere in grado di mantenere le proprie funzioni sociali. Non si può aspettare ancora per intervenire: adesso o mai più". I nuovi fondi promessi dal governo da soli, però, sostengono i critici, non basteranno a risolvere il problema: l'alto costo della vita, lo spazio limitato e la mancanza di assistenza all'infanzia nelle città rendono difficile crescere i bambini. L'economia giapponese è in stallo da quando è scoppiata la bolla speculativa all'inizio degli anni Novanta. Il reddito medio reale annuo delle famiglie è sceso da 6,59 milioni di yen (50mila euro) nel 1995 a 5,64 milioni.

App e intelligenza artificiale

Per cercare di far aumentare il numero dei matrimoni - e, quindi, si spera, anche dei nuovi nati - da mesi governo e aziende giocano a fare Cupido. Nella prefettura di Miyagi, nel Nord-Est del Giappone, i residenti possono trovare potenziali partner di vita attraverso un servizio di matchmaking sponsorizzato dal governo basato sull'intelligenza artificiale. Anche a Ehime, nel Sud-Ovest, le autorità regionali offrono un sistema simile. Lo scorso anno circa un migliaio di imprese in tutto il Sol Levante non hanno saputo resistere alle avances di Aill Goen, una nuova app di incontri che promette di far sbocciare l'amore con quella collega di scrivania a cui magari non abbiamo mai avuto il coraggio di rivolgere la parola o con quel tipo affascinante incrociato di sfuggita alla macchinetta del caffè. Lavoratrici e lavoratori non tirano fuori uno yen: ci pensa il capo. Una sorta di Tinder aziendale. Meno costosa di un'agenzia matrimoniale (che ancora oggi alcune aziende pagano in parte ai loro dipendenti), l'app è già stata scelta, ad esempio, dalla Mizuho, una delle tre più grandi banche del Paese, da compagnie come la All Nippon Airways, dalla Mitsubishi e perfino da un quotidiano ultracentenario come il Mainichi Shimbun. Interessarsi alla vita privata non è una novità del resto per molte aziende. Pensiamo alle "office ladies" che fino agli inizi degli anni 80 affollavano gli uffici: ragazze assunte senza nessuna prospettiva di carriera spesso per fare le fotocopie o servire il tè. "Shokuba no hana", i fiori dell'ufficio: messe lì in attesa che qualche collega le cogliesse, le sposasse, loro lasciassero il lavoro e si dedicassero alla famiglia e ai bimbi.

I vicini di casa

Il Giappone non è l'unico a dover affrontare problemi demografici del genere. Pure i suoi vicini non se la passano bene. Per la prima volta in oltre sessant'anni la Cina ha da poco registrato il suo primo calo della popolazione. Alla fine dello scorso anno il Dragone contava 1,41 miliardi di persone, 850 mila in meno rispetto al 2021. Nonostante gli incentivi per incoraggiare le coppie ad avere più figli, i nuovi nati sono stati 9,56 milioni, in calo rispetto ai 10,62 dell'anno precedente. I morti 10,41 milioni. Dato non inaspettato - visto il numero dei neonati che da ormai sei anni continua a scendere - ma arrivato in anticipo rispetto alle previsioni. Un trend che qui ha le radici nella politica del figlio unico portata avanti per decenni (abbandonata dal 2016) e che ha causato squilibri di genere pazzeschi: oggi in Cina ci sono oltre 30 milioni di uomini in più rispetto alle donne. Donne che, visto il livello di istruzione che cresce, spesso di accasarsi e figliare ancora non ci pensano affatto. Una bomba demografica che va ricercata anche nel costo crescente dell'educazione per i bambini che le famiglie devono sostenere. Pure la Corea del Sud ha appena battuto un record. Il tasso di fertilità, già tra i più bassi al mondo da anni, è sceso a 0,78 figli per donna nel 2022. Con un tasso di 0,81 nel 2021, la Corea del Sud era già agli ultimi posti tra le oltre 260 nazioni monitorate dalla Banca Mondiale.