✕

Per Prysmian acquisizioni miliardarie all’orizzonte

Mentre il gruppo sviluppa l’area della fibra, per Bofa anche la prossima operazione di m&a sarà in Usa, dove si torna a ipotizzare una quotazione
4 minuti di lettura

Prysmian è tornata a correre, perché a i tre business tradizionali e consolidati dell’elettrificazione, della trasmissione e dei i cavi per le reti di interconnessione e della transizione energetica, ha aggiunto una quarta gamba. Si tratta della digital solutions, che si occupa di portare la fibra ovunque, dai data center ai droni.

Fibra e soluzioni digitali tornano a correre

In realtà, il gruppo guidato da Massimo Battaini i cavi in fibra li ha sempre prodotti, ma in Europa stentava a venderli – per la concorrenza dei produttori asiatici a basso costo – e in America, dopo aver cablato le città e le aree rurali, faticava a rilanciare i ricavi. Proprio Battaini nel 2018 fu inviato dall’allora ad Valerio Battista - oggi vice presidente e azionista con l’1,5% della società – a gestire l’acquisizione e il rilancio di General Cable. Poi lo scorso anno Prysmian ha acquistato l’americana Channell, specializzata nella produzione di una scatola specifica per contenere i cavi dei data center, …

Prysmian è tornata a correre, perché a i tre business tradizionali e consolidati dell’elettrificazione, della trasmissione e dei i cavi per le reti di interconnessione e della transizione energetica, ha aggiunto una quarta gamba. Si tratta della digital solutions, che si occupa di portare la fibra ovunque, dai data center ai droni.

Fibra e soluzioni digitali tornano a correre

In realtà, il gruppo guidato da Massimo Battaini i cavi in fibra li ha sempre prodotti, ma in Europa stentava a venderli – per la concorrenza dei produttori asiatici a basso costo – e in America, dopo aver cablato le città e le aree rurali, faticava a rilanciare i ricavi. Proprio Battaini nel 2018 fu inviato dall’allora ad Valerio Battista - oggi vice presidente e azionista con l’1,5% della società – a gestire l’acquisizione e il rilancio di General Cable. Poi lo scorso anno Prysmian ha acquistato l’americana Channell, specializzata nella produzione di una scatola specifica per contenere i cavi dei data center, e così il gruppo si è guadagnato un accesso anche ai grandi hyperscaler. Negli Usa, gli investimenti miliardari nelle infrastrutture per l’Intelligenza artificiale hanno creato una altissima domanda di nuova fibra per cablare i data center, che peraltro consumando tanta energia devono anche essere “elettrificati” e connessi alle reti. Ma la fibra è stata riscoperta anche per uso militare, dato che serve per pilotare i droni. Morale: Prysmian è tornata a vendere grandi quantità di fibra e sta per siglare importanti contratti pluriennali – come quello da 6 miliardi appena firmato da Corning con Meta - che nei prossimi anni dovrebbero portare al gruppo almeno 5 miliardi di portafoglio ordini.

Oltre un miliardo di investimenti e 5 miliardi di ricavi attesi

Per sostenere la crescente domanda, Prysmian dovrà fare notevoli investimenti – stimati in oltre 1 miliardo di euro – per aumentare la produzione in Europa e negli Stati Uniti (dato che la fibra utilizzata deve essere made in Usa). Intanto Battaini avrebbe già raccolto l’interesse di importanti clienti, pronti a finanziarie (con i cosiddetti down payment, “pagamenti anticipati”) l’aumento della produzione di fibra in Usa. Peraltro, la fibra offre interessanti margini, che non hanno niente da invidiare al segmento delle reti di trasmissione: nel primo trimestre del 2026 – e quindi ancora prima di iniziare a lavorare con gli hyperscaler – la redditività delle soluzioni digitali di Prysmian è stata pari al 20,6% dei ricavi. L’espansione dei ricavi e dei margini legata alla divisione digital solutions, secondo Jp Morgan, porterà Prysmian a raggiungere già nel 2027 i target previsti dal piano al 2028, quando secondo la banca d’affari americana il gruppo non solo avrà azzerato i debiti ma riuscirà a generare in un anno oltre 1,9 miliardi di cassa (il target ufficiale al 2028 è di un free cash flow a 1,5-1,7 miliardi).

Nuovi brevetti di cavi a emissioni negative

La crescita organica sarà accompagnata da investimenti in fabbriche, ma anche in nuovi prodotti. Come il cavo chiamato “Beyond neutral” che è un filo in rame e polimeri che trasporta elettricità e che, nel suo processo di produzione, ha un impatto ambientale basso con emissioni negative, tanto che porta in dote a chi lo utilizza un credito di CO2. Anche per questo nuovo brevetto made in Italy - che a breve sarà industrializzato negli Usa – Prysmian ha già raccolto molto interesse, a iniziare dai data center che sono energivori e ad alto tasso di emissioni.

A differenza di altri colossi Usa come Corning, Prysmian è l’unico gruppo capace di fornire agli hyperscaler un pacchetto di offerta e servizi completo di cavi energia e fibra, con gli snodi e gli scatolotti per arrivare al progetto “chiavi in mano” che fa risparmiare tempo e risorse.

Fino a 10 miliardi di euro di acquisizioni per crescere

Ma Battaini, il cui mandato scadrà nella primavera del 2027, vuole accompagnare la tumultuosa crescita organica e quella per linee esterne, anche perché, in un momento di cambiamenti come quello attuale, le aziende di piccole medie dimensioni, come è stato per Channell e ancora prima per Encore Wire, hanno da una parte la necessità di consolidarsi e dall’altra l’opportunità di farlo a buone valutazioni dato che il mercato è in fermento.

L’azionariato di Prysmian

Secondo Ubs, solo ricorrendo al debito e senza pregiudicare il rating, Prysmian potrebbe autofinanziare una o più acquisizioni da 3-6 miliardi di euro. Bofa si spinge addirittura più in là ipotizzando una potenza di fuoco per l’m&a fino a 10 miliardi di euro, dato che l’assemblea della società ha autorizzato il management a deliberare - a richiesta- un aumento di capitale emettendo fino al 10% di nuove azioni, ovvero raccogliendo sul mercato fino a 4,5 miliardi di euro di nuove risorse.

Con un’acquisizione negli Usa arriverebbe anche l’ipo a Wall Street

Quanto alle possibili nuove aree d’investimento, Ubs stima che Battaini potrebbe voler rafforzare la produzione di cavi destinati alle reti di trasmissione, mentre Bofa scommette che anche la prossima operazione di m&a sarà negli Usa, dove, tra dollaro debole e interessanti tassi di crescita attesa, ci sono maggiori potenzialità per creare valore. Se Battaini finalizzasse la terza acquisizioni in tre anni negli Stati Uniti, probabilmente riaprirebbe anche il cantiere della doppia quotazione a Wall Street. Tale opzione, lo scorso anno, era stata messa in un cassetto ma sembra sempre più necessaria dato che ormai un terzo degli azionisti del gruppo sono investitori americani, e che già ora oltre la metà dei margini vengono generati negli Stati Uniti.

Gli analisti si aspettano inoltre che in occasione dei conti semestrali - in agenda per il 30 luglio - Prysmian alzerà le stime per il 2026, dato che già dopo il primo trimestre Battaini ha confermato che si aspetta di arrivare nella parte alta degli obiettivi previsti, ovvero quelli di chiudere l’anno con 2,62 -2,77 miliardi di margine operativo lordo generando 1,3 -1,4 miliardi di flussi di cassa. E questo senza considerare il potenziale che si creerà con la crescita a due cifre della fibra, che andrà a regime nel 2027-2028. Secondo Bofa, nel 2028 la divisione digital solutions porterà a Prysmian 550 milioni di margine operativo lordo addizionale, che quindi si andrà ad aggiungere all’obiettivo della società di chiudere il bilancio al 2028 con 2,95-3,15 miliardi di euro di mol. Morale: da inizio anno il titolo è già salito del 66% sfiorando 46 miliardi di capitalizzazione, ma per gli analisti ha ancora tanto spazio di crescita davanti a sé.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti