Economia

Criptovalute e trading, nuova truffa con Gianluca Vacchi come falso testimonial

Criptovalute e trading, nuova truffa con Gianluca Vacchi come falso testimonial
L’immagine dell’influencer, estraneo a tutta la vicenda, viene sfruttata da alcune piattaforme che prospettano guadagni mirabolanti, ma si tratta di frodi in cui la vittima butta semplicemente denaro in un buco nero
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Altre finte piattaforme di trading di criptovalute, un altro vip sfruttato a sua insaputa per pubblicizzarle. Stavolta tocca all’influencer Gianluca Vacchi. In queste settimane infatti sta circolando sul web e su alcuni canali social un articolo falso, con l’obiettivo di attirare più vittime possibile. Il sito in questione ricalca quello del Sole 24 Ore, che non c’entra nulla con questa storia ma è stato sfruttato per ammantare la notizia di credibilità. Qui si parla di come Vacchi abbia “terrorizzato le banche” con il suo ultimo investimento, una “scappatoia di ricchezza”.

Vacchi, nel mondo immaginario creato dalla fake-news, avrebbe raccontato questo suo segreto in diretta tv, a Domenica In intervistato da Mara Venier. Un altro dettaglio molto ingannevole perché in effetti l’imprenditore è andato, nel maggio 2022, in tv da Mara Venier ma non a parlare di criptovalute. Il messaggio che l’articolo vuole far passare è quello tipico delle fake news: bisogna sbrigarsi e cogliere l’occasione, perché i “poteri forti” se ne potrebbero accorgere e chiudere la porta del paradiso. Infatti si scrive anche Banca d’Italia, pochi minuti dopo l’intervista, avrebbe chiamato la Rai per impedire di mandarla in onda. Nulla di vero.

Nelle parole di Vacchi (in realtà mai pronunciate) si arriva al sodo, cioè alla pubblicità: “Ciò che mi ha fatto avere successo è saltare rapidamente in nuove opportunità, senza alcuna esitazione. E in questo momento la mia macchina da soldi numero uno è un nuovo programma di auto-trading di criptovalute chiamato (nome della piattaforma che non pubblichiamo per non darle visibilità ndr). È la più grande opportunità che ho visto in tutta la mia vita per costruire una piccola fortuna velocemente. Invito tutti a controllarlo prima che le banche lo chiudano”. Il sito effettivamente esiste, ma la società non è un intermediario autorizzato a operare in Italia perché assente dagli elenchi dell’Oam, l’organismo che registra gli agenti finanziari e i mediatori creditizi. Non solo: l’autorità britannica ha appena emanato un alert sullo stesso sito avvisando che, nonostante stia proponendo i suoi servizi anche a utenti del Regno Unito, non è autorizzata neanche in quel Paese. Se anche si trattasse di trading, quindi, non sarebbe autorizzato, ma in realtà non si tratta nemmeno di quello perché la vittima non investe denaro, versa delle somme a una società di cui non sa nulla e che, ottenuto il massimo possibile, sparisce e non si fa più sentire.


Il modo in cui si presenta la piattaforma pubblicizzata in modo inconsapevole da Vacchi infatti ricorda da vicino Amazon trading, la truffa cripto di cui avevamo parlato in passato. Chi lascia i propri contatti sul sito infatti viene chiamato da un “consulente finanziario” che spiega alla vittima come iscriversi, per poi guidarla passo dopo passo verso il primo bonifico, che come sempre in queste frodi è da 250 euro. La vittima accede quindi a un’area riservata in cui, nel giro di pochi giorni, vedrà apparire dei numeri in verde che lo illuderanno di un guadagno mirabolante. Così il consulente lo convincerà a “investire” altro denaro, e altro ancora. Il gioco finisce quando la vittima decide che è l’ora di passare all’incasso: il finto consulente all’inizio proverà a fargli cambiare idea, poi semplicemente sparirà. Co,e Amazon trading anche ha anche una lunga lista di segnalazioni di utenti tartassati da continue telefonate, alcune dai toni aggressivi.

Il video fake su Facebook

Un’altra pubblicità, a una diversa piattaforma di finti investimenti, si sta diffondendo su Facebook. Stavolta Vacchi parlerebbe a RaiNews24 in un video montato ad arte, in cui l’influencer è evidentemente doppiato, e parla di una piattaforma “utilizzata dalle famiglie italiane dei politici” che negozia criptovalute “con un tasso di successo di oltre il 90%, il che significa che si guadagnano soldi senza fare nulla”. Anche in questo caso, nulla di vero.

Non è la prima volta che l’immagine di Vacchi viene sfruttata per dare visibilità a false piattaforme di trading: tre anni fa un finto articolo del Corriere Economia utilizzava parole identiche per attirare vittime su altro sito simile. In quel caso l’intervista che la Banca d’Italia avrebbe voluto bloccare era a Mattino Cinque, che però non c’è mai stata. Gli investimenti in criptovaluta sono una delle frodi più diffuse sul web: basta scorrere la lista dei siti oscurati su richiesta della Consob per rendersi conto delle dimensioni del fenomeno.

Consigli utili
Spesso questi articoli vengono diffusi sui social network, a volte può essere amico o un parente poco attento può girarci un link di questo tipo:

  • Sospettate sempre di articoli che prospettano guadagni facili, perché queste formule magiche non esistono;
  • Controllate l’indirizzo del sito sulla barra in alto del vostro browser, che sia un pc o un cellulare: da lì si capisce in un attimo se siete davvero sul sito di una testata famosa o su un sito sconosciuto che prova a imitarne la grafica;
  • Se finite sul sito di una sedicente piattaforma di trading, verificate sul sito di Consob che sia autorizzata a operare;
  • Un sito truffa non indica quasi mai un indirizzo fisico né numeri di telefono, e molto raramente un indirizzo email. Se c’è un indirizzo fisico, controllate su un sito di mappe che la sede coincida;
  • Non accettate mai di pagare attraverso un bonifico: è una forma di pagamento non tracciata e, in caso di frode, è impossibile farsi riaccreditare le cifre spese. Chi accetta pagamenti solo in questo modo dev’essere guardato con sospetto.
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