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Bonifico al conto sbagliato: cosa succede dopo e cosa si può fare per rimediare

Se l’Iban digitato non corrisponde a nessuna persona o società, la banca del pagatore non può decurtare la somma dal conto. Se invece i soldi confluiscono su un conto, il beneficiario è tenuto a restituirli. Il parere dell’esperto
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Sbagliare l’Iban quando si compila un bonifico? Può succedere. E di certo è successo a molti. Ma se il tipo di errore è quasi sempre lo stesso - digitare male uno dei 27 caratteri che compongono l’Iban - più ampio è il raggio delle possibili conseguenze, che vanno dal lieve fastidio alla causa giudiziaria, nel peggiore dei casi. Insieme all’avvocato Aldo Bissi, esperto di diritto bancario e autore per Giuffré Francis Lefebvre, abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza.

C’è un modo per evitare questo tipo di errori?


Errare è umano, certo, ma qualche piccolo accorgimento può aiutarci a sbagliare di meno. “La prima forma di controllo - esordisce Bissi - è relativa alla filiale: non appena si inserisce l’Iban, il sistema ci indica a quale filiale appartiene quel conto. O nel caso delle banche online, a quale istituto. Se sappiamo qual è la banca del beneficiario e in quale città ha il conto, è il momento in cui dovrebbe scattare un campanello di allarme, perché le informazioni potrebber…

Sbagliare l’Iban quando si compila un bonifico? Può succedere. E di certo è successo a molti. Ma se il tipo di errore è quasi sempre lo stesso - digitare male uno dei 27 caratteri che compongono l’Iban - più ampio è il raggio delle possibili conseguenze, che vanno dal lieve fastidio alla causa giudiziaria, nel peggiore dei casi. Insieme all’avvocato Aldo Bissi, esperto di diritto bancario e autore per Giuffré Francis Lefebvre, abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza.

C’è un modo per evitare questo tipo di errori?


Errare è umano, certo, ma qualche piccolo accorgimento può aiutarci a sbagliare di meno. “La prima forma di controllo - esordisce Bissi - è relativa alla filiale: non appena si inserisce l’Iban, il sistema ci indica a quale filiale appartiene quel conto. O nel caso delle banche online, a quale istituto. Se sappiamo qual è la banca del beneficiario e in quale città ha il conto, è il momento in cui dovrebbe scattare un campanello di allarme, perché le informazioni potrebbero non coincidere”.

Sbaglio Iban, ma il codice non corrisponde a nessun conto, che succede?

Nella maggior parte dei casi il bonifico non parte neanche. Ad esempio, se anziché 27 caratteri se ne digita uno in meno o se si digita un carattere al posto di un altro, quasi sempre il sistema informatico della banca dà un segnale di errore e l’operazione non avviene. Ma non va sempre così: alcune volte la cifra viene decurtata dal conto corrente del pagatore, senza però arrivare a nessuno. “In questi casi, se l’Iban digitato non esiste, la banca non ha alcun diritto a togliere quel denaro dal conto del cliente, che ne deve chiedere l’immediata restituzione” spiega Bissi.

E se i soldi finiscono alla persona sbagliata?

Può sembrare una circostanza sfortunatissima, ma in realtà non è nemmeno così remota. Pensiamo, ad esempio, a un errore nelle ultimissime cifre, che in un Iban indicano il numero di un conto. Nella stessa filiale della stessa banca, non è così improbabile che quell’Iban corrisponda a quello di un altro cliente. In questo caso ci sono due possibilità.

Se ci accorgiamo subito dell’errore, si può chiedere la revoca del bonifico. Una legge, spiega l’avvocato Aldo Bissi, (il decreto legislativo 11 del 2010) prevede che lo si possa fare “entro la fine della giornata lavorativa precedente la data del pagamento concordato, ma con il consenso del beneficiario”. Chi ha ricevuto l’accredito non dovuto, quindi, deve acconsentire all’operazione inversa. E a questo punto entra in gioco l’opzione numero due

E se il beneficiario non vuole restituire la cifra?


Se tutti fossero onesti il problema non si dovrebbe neanche porre. Ma così non è. E può capitare che qualcuno, vedendosi accreditare una bella somma da un perfetto sconosciuto, faccia finta di nulla. O addirittura - com’è realmente capitato - corra a svuotare il conto. “La legge prevede che l’indebito beneficiario non possa trattenere la cifra che gli è stata accreditata per errore” precisa l’esperto di diritto bancario, “e va da sé che far sparire quella somma costituisca un reato”. Concretamente, cosa può fare chi ha disposto il bonifico? Anzitutto bisogna conoscere l’identità del beneficiario, perché l’unica informazione di cui si dispone è la banca in cui questi ha il conto. “Il consiglio è quello di rivolgersi all’istituto di credito e chiedere chi sia il beneficiario. Abbiamo diritto a saperlo: Banca d’Italia infatti prevede che, se il beneficiario non è legittimato a ricevere quel denaro, la sua banca non può invocare il diritto alla privacy e deve fornire il nome” continua l’avvocato Aldo Bissi. A quel punto non rimane che mettersi in contatto con il titolare del conto, spiegando che no, non ha vinto alla Lotteria e deve restituire la somma. In caso di diniego, conclude Bissi, resta solo la via giudiziaria, perché “la stessa legge del 2010 esclude, in queste circostanze, la responsabilità della banca”.

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