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Smartphone rubato, come proteggersi dal furto di soldi

Sempre più comuni i furti di smartphone che si rivelano furti ben più grossi, sfruttando dati e app finanziarie lì presenti. Ecco i consigli degli esperti per evitare di ritrovarsi in un incubo
2 minuti di lettura

Quel piacevole incontro al bar della discoteca fa presto a trasformarsi in un incubo: se, sfruttando un nostro, comprensibile, momento di distrazione, ci ruba lo smartphone. Ultimo – costosissimo – modello, per giunta. E magari i guai finissero lì. Il giorno dopo, quando già stavamo per fare la denuncia, ci accorgiamo che mancano due mila euro dal conto.

Non ci hanno rubato solo lo smartphone. Ma anche l’accesso a tutta la nostra vita collegata a quello smartphone, ormai usato anche per fare operazioni finanziarie. Il punto è che quell’interessante sconosciuto al bar era riuscito anche a spiare, con nonchalance, quando abbiamo inserito il pin o la sequenza di blocco del cellulare. Gesto che facciamo centinaia di volte al giorno tanto che nemmeno più ce ne rendiamo conto.

Quel piacevole incontro al bar della discoteca fa presto a trasformarsi in un incubo: se, sfruttando un nostro, comprensibile, momento di distrazione, ci ruba lo smartphone. Ultimo – costosissimo – modello, per giunta. E magari i guai finissero lì. Il giorno dopo, quando già stavamo per fare la denuncia, ci accorgiamo che mancano due mila euro dal conto.

Non ci hanno rubato solo lo smartphone. Ma anche l’accesso a tutta la nostra vita collegata a quello smartphone, ormai usato anche per fare operazioni finanziarie. Il punto è che quell’interessante sconosciuto al bar era riuscito anche a spiare, con nonchalance, quando abbiamo inserito il pin o la sequenza di blocco del cellulare. Gesto che facciamo centinaia di volte al giorno tanto che nemmeno più ce ne rendiamo conto.

Attenzione al pin: passepartout per le app

La storia è di fantasia, ma il pericolo è reale. E sta diventando sempre più comune. Ormai, per come funzionano gli attuali smartphone, “il pin di accesso iniziale funge da passepartout e permette di entrare anche in molte app caricate sullo smartphone e di usarle”, spiega Paolo Dal Checco, ingegnere forense tra i più noti in ambito cyber security.

“A livello internazionale ci sono molte storie di persone che hanno subito grandi furti finanziari, in questo modo. I ladri li spiano inserire il pin nella metro, in discoteca, in stazione o altri luoghi e dopo rubano anche il cellulare”, spiega dal Checco. A volte i ladri spiano da lontano, tramite la fotocamera del cellulare, sfruttandone i sempre più potenti zoom ottici. “In Italia ho visto invece personalmente un’altra tecnica, in un paio di casi – aggiunge. I ladri si spacciano per la Apple, dopo aver rubato lo smartphone, e convincono la vittima a farsi dare il pin con la scusa di volerlo aiutare”.

Molti smartphone hanno una funzione, infatti, attivabile (da un altro dispositivo) dopo che non troviamo più lo smartphone e lo riteniamo smarrito. Fa apparire una scritta del tipo: “chi ha trovato questo smartphone contatti questo numero”. È una funzione utile quando pensiamo di avere smarrito lo smartphone, non quando ce l’hanno rubato. I ladri però a quel punto possono chiamare o mandare un messaggio all’utente sotto mentite spoglie.

Con il pin possono anche cambiare la nostra password di accesso ai servizi cloud dello smartphone e così, tra l’altro, impedirci di attivare la funzione per cancellare a distanza i suoi contenuti. Funzione utile, in caso di furto, appunto per evitare che accedano ai nostri dati personali e app.

Con in mano il nostro smartphone possono fare anche altri danni, in teoria, come ad esempio mandare mail a nostro nome e accedere a documenti riservati della nostra azienda. Se lo smartphone appartiene a un manager, i danni sono enormi. Ad esempio i truffatori potrebbero rubarne l’identità e ottenere un ingente bonifico a proprio vantaggio, dalla sua azienda. Se nella galleria trovano la foto di un documento – circostanza comunissima – possono falsificarlo e usare i nostri dati per commettere reati.

Come proteggersi

Un primo consiglio che gli esperti come dal Checco danno è almeno creare un pin complesso di accesso e laddove possibile, nei luoghi pubblici non sicuri, accedere allo smartphone solo tramite biometria (impronta o volto).

Alcuni consigliano anche di applicare pellicole proteggi schermo con funzioni “privacy” (si comprano online anche su Amazon). Sono tali da consentire di leggerlo solo se lo si guarda di fronte.Applichiamo protezioni addizionali, come un pin extra, alle app più importanti. “Su iPhone un altro trucco è applicare il controllo parentale di ‘screen time’”, consiglia dal Checco. In questo modo il ladro sarebbe costretto a superare anche questa barriera, con il reset della password di screen time. Ci fa guadagnare tempo utile a cancellare da remoto la memoria dello smartphone.

Appunto: se pensiamo di avere subito un furto, non perdiamo tempo; da un altro dispositivo facciamo accesso al nostro account cloud e resettiamo subito lo smartphone.

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