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Armi potenziate contro il telemarketing illecito: l’Agcom potrà sanzionare i call center e ordinare agli operatori di bloccare i numeri fasulli

Approvato il decreto con il nuovo codice delle comunicazioni fornisce alle autorità nuovi strumenti per colpire i call center illeciti e il fenomeno delle telefonate con numeri falsi
2 minuti di lettura

Arrivano nuove armi contro i call center truffaldini, in particolare contro la pratica del cosiddetto “spoofing”: l’uso di numeri fasulli per telefonarci e così ingannarci, aggirare i controlli.

È una delle novità che si legge nel decreto, approvato in settimana, per aggiornare il Codice delle comunicazioni elettroniche; ossia la normativa madre che regge tutto il settore di internet e telecomunicazioni. Il testo mette in campo a pieno titolo anche l’Agcom (Autorità garante comunicazioni) e il ministero competente (ora il Mimit). In due modi: con sanzioni e – forse la novità più rilevante – la possibilità di intervenire a monte sullo spoofing.

Si legge che Autorità e ministero possono sanzionare da 50mila euro a un milione di euro i call center che commettono “pratiche commerciali sleali, frodi o abusi o non ottemperano agli ordini e alle diffide”.

Arrivano nuove armi contro i call center truffaldini, in particolare contro la pratica del cosiddetto “spoofing”: l’uso di numeri fasulli per telefonarci e così ingannarci, aggirare i controlli.

È una delle novità che si legge nel decreto, approvato in settimana, per aggiornare il Codice delle comunicazioni elettroniche; ossia la normativa madre che regge tutto il settore di internet e telecomunicazioni. Il testo mette in campo a pieno titolo anche l’Agcom (Autorità garante comunicazioni) e il ministero competente (ora il Mimit). In due modi: con sanzioni e – forse la novità più rilevante – la possibilità di intervenire a monte sullo spoofing.

Si legge che Autorità e ministero possono sanzionare da 50mila euro a un milione di euro i call center che commettono “pratiche commerciali sleali, frodi o abusi o non ottemperano agli ordini e alle diffide”.



Le iniziative di Antitust e Garante privacy

Finora contro le sanzioni sono arrivate da Antitrust e soprattutto dal Garante privacy, contro call center illeciti e operatori telefonici (a volte considerati corresponsabili del fenomeno). Nel primo caso, per pratiche commerciali scorrette (inganni e truffe varie); per secondo, per violazione della privacy (hanno chiamato numeri e hanno usato dati personali senza consenso degli interessati).

L’Autorità non ha avuto finora il chiaro potere di colpire direttamente i call center, invece; salvo quelli che – liberamente – hanno aderito al nuovo codice di condotta (da febbraio 2024), creato appunto contro queste pratiche illecite.

“Difficili identificare i call center”

Arrivano insomma così forze nuove contro il telemarketing scorretto. Ma non basta: gli illeciti sono così tanti che è impossibile colpirli tutti; la maggior parte dei call center irregolari lavorano inoltre in Paesi extra europei, dove le autorità hanno difficoltà ad arrivare. “In realtà è difficile persino identificare il call center in questione, a causa dello spoofing”, dice l’avvocato Eugenio Prosperetti, storico esperto di diritto delle tlc. Lo spoofing è appunto un’alterazione del numero chiamante; una specie di maschera che aiuta a nascondere la propria identità.

Lo stop degli operatori

Qui entra in gioco la seconda novità del codice. Si legge che l’autorità ora può ordinare agli operatori di bloccare “le comunicazioni provenienti dall’estero che illegittimamente usino numerazione nazionale” o che in generale violano le norme che regolano il piano di numerazione nazionale, secondo il quale appunto non è possibile alterare il numero chiamante. Finora – e dal 2019 – l’Autorità ha solo chiesto agli operatori in modo non vincolante di filtrare le chiamate con numero alterato. Con risultati solo parziali, come sanno tutti gli utenti tormentati dal telemarketing.

“Bene i nuovi poteri presenti ora nel codice, è la giusta direzione – aggiunge Prosperetti. Teniamo conto che in Francia, Regno Unito e Stati Uniti gli operatori adottano da tempo tecnologie di filtro contro lo spoofing. Assurdo che in Italia ancora non siano così diffuse”.

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