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Volo in ritardo o cancellato, ecco quali sono i diritti dei passeggeri

Nel mese di giugno i minuti di ritardo accumulati in Europa sono il 30% in più rispetto al 2023. Maltempo, disorganizzazione e aeromobili contati sono tra le cause dei disservizi. In alcuni casi però abbiamo diritto a un indennizzo
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L’estate del trasporto aereo è partita con il piede sbagliato. E il fatto che siamo agli inizi, con la maggior parte dei vacanzieri in viaggio soprattutto nella seconda metà di luglio e agosto, per l’alta stagione non c’è da essere ottimisti. Le cifre sono piuttosto impressionanti: nell’ultimo fine settimana di giugno, in Europa sono stati cancellati almeno 600 voli con ottomila ritardi.


Secondo i dati forniti da Eurocontrol, nel giugno 2024 rispetto al giugno 2023 i ritardi sono passati da un totale di 3,6 milioni di minuti a 4,7 milioni di minuti. È vero che in un anno è aumentato il traffico aereo, ma solo il 5,2% in più. A fronte di un aumento del 30% nel numero di ore di ritardo.

Cosa sta succedendo?

È vero che molti ritardi e cancellazioni sono dovuti …

L’estate del trasporto aereo è partita con il piede sbagliato. E il fatto che siamo agli inizi, con la maggior parte dei vacanzieri in viaggio soprattutto nella seconda metà di luglio e agosto, per l’alta stagione non c’è da essere ottimisti. Le cifre sono piuttosto impressionanti: nell’ultimo fine settimana di giugno, in Europa sono stati cancellati almeno 600 voli con ottomila ritardi.


Secondo i dati forniti da Eurocontrol, nel giugno 2024 rispetto al giugno 2023 i ritardi sono passati da un totale di 3,6 milioni di minuti a 4,7 milioni di minuti. È vero che in un anno è aumentato il traffico aereo, ma solo il 5,2% in più. A fronte di un aumento del 30% nel numero di ore di ritardo.

Cosa sta succedendo?

È vero che molti ritardi e cancellazioni sono dovuti alle condizioni meteo, con un inizio estate che in larghe parti d’Europa (e nello stesso nord Italia) fatica ad affermarsi, alternandosi con ondate di maltempo. Ma c’è dell’altro.

“Il problema di fondo - spiega Edno Gargano, avvocato esperto in trasporto aereo e diritti dei passeggeri - è che la coperta è corta: le compagnie hanno pochi aerei, lo stretto necessario, e li sfruttano all’osso con mezzi che percorrono anche 10-12 tratte al giorno. È chiaro che, in queste condizioni, al primo guasto il sistema vada in tilt. Bisognerebbe che ci fossero più aerei di quanti effettivamente volano ogni giorno, ma l’impressione è che le compagnie puntino a massimizzare i profitti, anche a scapito di chi viaggia”.

Gli esperti mettono sul tavolo un altro problema, quello della scarsa disponibilità di personale a terra. Un tema al centro della discussione durante le estati 2021 e 2022, quando il sistema ripartì dopo lo shock pandemico. Ma allora si proveniva da una crisi sanitaria globale senza precedenti, adesso no. “Ogni caso andrebbe considerato a sé. L’impressione è che alcuni vettori, così come alcuni gestori aeroportuali, non abbiano imparato nulla da quell’esperienza e oggi si trovano impreparati a gestire il grande flusso di turisti” commenta la direttrice del Centro europeo del consumatore, Maria Pisanò.

Quali sono i nostri diritti?

Se si tratta di ritardo superiore alle tre ore, i passeggeri hanno diritto alla compensazione pecuniaria, che può ammontare a:

  • 250 euro per tratte fino a 1500 chilometri;
  • 400 euro per voli oltre i 1500 chilometri all'interno dell'Ue e tutti gli altri voli compresi tra 1500 e 3500 chilometri;
  • 600 euro per viaggi oltre i 600 chilometri.

Questi indennizzi si applicano solo se la responsabilità del ritardo è da attribuire al vettore. Se invece è dovuto a una circostanza eccezionale, non sono dovuti. Ma proprio qui sorge un tipico contenzioso tra viaggiatori e compagnie aeree: quand’è “eccezionale” una circostanza e quando non lo è? “Sicuramente i casi di maltempo causano disservizi di cui i vettori non sono responsabili” spiega Pisanò, mentre “se l’aereo parte più tardi per un guasto o perché semplicemente ha accumulato ritardo nelle tratte precedenti, l’indennizzo è dovuto”, aggiunge Gargano. Che aggiunge: “Se invece il volo dopo l’orario previsto per ritardi nelle operazioni di bagagli, pulizia o rifornimento, la compagnia non può essere considerata responsabile”.

Se il volo è in ritardo e dobbiamo tornare a casa, continua Edno Gargano, “è possibile effettuare il viaggio con un mezzo alternativo, ad esempio un treno. Se il biglietto ha un costo maggiore rispetto a quello del biglietto aereo sarà il vettore a restituirci la differenza. Il consiglio è di acquistare il biglietto del viaggio alternativo con metodi tracciabili per poter poi chiedere il rimborso alla compagnia”.

A prescindere dall’eccezionalità o meno della circostanza, durante le ore di attesa il passeggero ha comunque diritto all’assistenza (anche i pasti, se necessario) e al pernottamento con relativo transfer da e verso l’hotel, nel caso in cui il volo debba partire il giorno successivo.

Come far valere i propri diritti?

In prima istanza bisogna sempre sporgere un reclamo scritto alla compagnia aerea “e ricordarsi di farlo utilizzando i form online messi a disposizione dalle stesse compagnie, così da velocizzare la gestione della pratica” precisa Pisanò. Per voli transfrontalieri all’interno dell’Unione europea ci si può rivolgere al punto di contatto italiano del Centro europeo del consumatore, che fa parte di una rete cofinanziata dalla Commissione europea e gli Stati membri. In alternativa, se abbiamo il dubbio se il ritardo o il volo cancellato siano dovuti a una circostanza eccezionale, possiamo sporgere reclamo sia all’Enac che alla società che gestisce l’aeroporto dal quale siamo partiti. Se neanche questa strada dovesse avere successo, prima di andare in giudizio bisogna prima adire la conciliazione obbligatoria dell’Art, l’autorità italiana dei trasporti.

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