Treni in ritardo ad agosto, i diritti dei passeggeri coinvolti
di Federico FormicaPer il trasporto ferroviario non è un’estate serena: anche chi pensava di viaggiare su treni veloci, in molti casi non lo farà perché i lavori sulle più importanti direttrici del Paese stanno allungando i tempi di percorrenza. Solo per fare alcuni esempi (la lista completa è sul sito di Trenitalia): oltre due ore in più sull’alta velocità Milano-Bologna dal 12 al 18 agosto; allungamenti e cancellazioni sulla Milano-Firenze-Roma/Siracusa; Roma-Firenze interrotta tra Chiusi e Orvieto tra il 12 e il 23 agosto più Frecce e Intercity con orari modificati, cancellati o con tempi di percorrenza allungati. Cerchiamo di capire quali sono i diritti di chi viaggia ad agosto.
Informati per tempo
Chi ha acquistato i biglietti per le tratte interessate dai lavori nelle settimane precedenti sapeva che il viaggio sarebbe durato di più. O perlomeno, avrebbe dovuto, nel senso che il sistema di vendita di Trenitalia era stato aggiornato ed era già in grado di indicare il tempo di percorrenza maggiorato…
Per il trasporto ferroviario non è un’estate serena: anche chi pensava di viaggiare su treni veloci, in molti casi non lo farà perché i lavori sulle più importanti direttrici del Paese stanno allungando i tempi di percorrenza. Solo per fare alcuni esempi (la lista completa è sul sito di Trenitalia): oltre due ore in più sull’alta velocità Milano-Bologna dal 12 al 18 agosto; allungamenti e cancellazioni sulla Milano-Firenze-Roma/Siracusa; Roma-Firenze interrotta tra Chiusi e Orvieto tra il 12 e il 23 agosto più Frecce e Intercity con orari modificati, cancellati o con tempi di percorrenza allungati. Cerchiamo di capire quali sono i diritti di chi viaggia ad agosto.
Informati per tempo
Chi ha acquistato i biglietti per le tratte interessate dai lavori nelle settimane precedenti sapeva che il viaggio sarebbe durato di più. O perlomeno, avrebbe dovuto, nel senso che il sistema di vendita di Trenitalia era stato aggiornato ed era già in grado di indicare il tempo di percorrenza maggiorato. Questi biglietti, spiegano dall’azienda, non sono però più economici. Non sono previsti rimborsi o indennizzi per questi clienti. A meno che non si verifichino ritardi rispetto all’orario indicato sul biglietto o cancellazioni impreviste. Evenienze di cui parleremo tra poco.
E chi non sapeva?
I clienti che invece hanno acquistato quei biglietti con molto anticipo, prima ancora che venissero calendarizzati i lavori, lo hanno fatto basandosi su tempi di percorrenza più brevi. E hanno diritto, spiega ancora Trenitalia, a qualcosa in più. Sono stati contattati via mail o al telefono e hanno potuto scegliere tra due opzioni: riprogrammare il viaggio oppure ottenere il rimborso integrale.
Ritardi e cancellazioni
Per tutto il resto rimangono in piedi la politica di rimborsi di Trenitalia e la normativa europea. Trenitalia informa che per ritardi superiori ai 60 minuti o cancellazioni c’è la possibilità di riprogrammare o rinunciare facendosi rimborsare integralmente il viaggio. Per ritardi tra i 30 e i 59 minuti l’azienda riconosce un bonus del 25% del prezzo del biglietto, mentre oltre un’ora si ha diritto al rimborso del 50%. Ma come abbiamo visto, per le Frecce interessate dalle variazioni, oltre l’ora si può anche rinunciare e riprendersi tutto ciò che si è speso.
Le reazioni
“Non vogliamo mettere la testa nella sabbia: diciamo sempre che nel nostro Paese le infrastrutture sono insufficienti, quindi i lavori sulla rete sono per noi necessari” esordisce Pierpaola Pietrantozzi, segretaria nazionale di Adiconsum, che aggiunge: “Abbiamo chiesto a Trenitalia la convocazione urgente di un tavolo per avere maggiori aggiornamenti e per accertarci che i passeggeri non solo siano informati in modo esaustivo, ma anche compensati in modo che le difficoltà che dovranno affrontare possano essere più accettabili”.
Secondo Furio Truzzi, da poco eletto presidente di Consumers’ Forum, un’associazione che riunisce le principali realtà consumeriste e grandi imprese, tra le quali anche Trenitalia, “le indennità che abbiamo nel nostro Paese sono un fiore all’occhiello in Europa, frutto di battaglie: per fare un esempio, le normative europee non prevedono alcun rimborso neanche parziale per ritardi inferiori ai 60 minuti, in Italia sì”. Per Truzzi, che conferma l’imminente tavolo tra associazioni e il gruppo Ferrovie dello Stato, il problema è molto più a monte e il primo responsabile è il governo: “Stiamo parlando di lavori nell’ambito del Pnrr: quando sono stati approvati bisognava valutare l’impatto sui viaggiatori e prevedere indennizzi fin da subito. Si sarebbe potuto prevedere una sorta di cashback, oltretutto per il trasporto ferroviario si potrebbe applicare in modo anche più rapido rispetto alle autostrade. Sarebbe stato un upgrade di civiltà. Ma nulla di tutto ciò è stato fatto. Da parte del governo nessuno ha messo la faccia per dire agli italiani ‘sono previsti dei lavori sulla rete, sono lavori necessari, prepariamoci a un’estate di disagi’”. Il lavoro sporco, insomma, è toccato a Trenitalia.