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Navi e traghetti, viaggi cancellati o in ritardo: i diritti di chi viaggia

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Le compagnie di navigazione sono soggette a precise normative europee: in caso di ritardi o cancellazioni il passeggero ha diritto a rimborsi e all’assistenza in porto
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C’è chi lo fa per risparmiare, chi per comodità, magari per poter trasportare anche la propria auto. Il viaggio in traghetto è un modo “slow” per iniziare una vacanza all’insegna del relax. Ma che succede se la lentezza è decisamente troppa, con ritardi e problemi che rischiano di rovinarci le ferie? Non sembra un’estate positiva per il trasporto via mare. Il Movimento difesa del cittadino (Mdc) parla di “testimonianze dei viaggiatori che segnalano situazioni critiche. Numerosi passeggeri hanno denunciato ritardi prolungati e condizioni igieniche pessime a bordo dei traghetti”. Ad esempio a Genova i passeggeri, in attesa di imbarcarsi verso Tunisi sotto il sole, sono insorti dopo tre ore di ritardo; a Palermo la nave per Napoli ha passato la notte in porto anziché in viaggio per un problema al portellone, ma anche in Sardegna si registrano spesso ritardi. Infine, segnala il Centro europeo del consumatore, in Grecia è in vigore una normativa che dà alle compagnie di navigazione il diri…

C’è chi lo fa per risparmiare, chi per comodità, magari per poter trasportare anche la propria auto. Il viaggio in traghetto è un modo “slow” per iniziare una vacanza all’insegna del relax. Ma che succede se la lentezza è decisamente troppa, con ritardi e problemi che rischiano di rovinarci le ferie? Non sembra un’estate positiva per il trasporto via mare. Il Movimento difesa del cittadino (Mdc) parla di “testimonianze dei viaggiatori che segnalano situazioni critiche. Numerosi passeggeri hanno denunciato ritardi prolungati e condizioni igieniche pessime a bordo dei traghetti”. Ad esempio a Genova i passeggeri, in attesa di imbarcarsi verso Tunisi sotto il sole, sono insorti dopo tre ore di ritardo; a Palermo la nave per Napoli ha passato la notte in porto anziché in viaggio per un problema al portellone, ma anche in Sardegna si registrano spesso ritardi. Infine, segnala il Centro europeo del consumatore, in Grecia è in vigore una normativa che dà alle compagnie di navigazione il diritto di vietare l’accesso a bordo alle auto elettriche con batteria residua superiore al 40%, per evitare il rischio di esplosioni o incendi dovuti alla batterie ad alta tensione. Essendo una normativa nazionale non si può eccepire, ma è importante saperlo in anticipo.

Per tutti gli altri casi è bene ricordare quali sono i propri diritti, per essere pronti a rivendicarli e ad agire in modo tempestivo.

Chi è tutelato e chi no

Anzitutto bisogna ricordare che le norme europee a tutela dei passeggeri non si applicano sempre e comunque. Sono protetti coloro che:

  • partono da un porto dell'Ue;
  • partono da fuori Ue verso un porto Ue, ma solo se il servizio è gestito da un'impresa di trasporti europea;
  • parto da un porto Ue con una crociera ricreativa se l'alloggio è offerto insieme ad altri servizi, con più di due pernottamenti a bordo.
  • Escluse anche le barche turistiche e da escursione e tutte quelle destinate a ospitare non più di 12 persone a bordo, oltre a quelle con massimo tre membri dell’equipaggio.

Nave in ritardo o viaggio cancellato

Oltre i 90 minuti di ritardo scatta il diritto a scegliere tra due opzioni:

  • rimborso del biglietto e, per chi deve tornare al punto di partenza iniziale, trasporto gratuito fino a quel punto;
  • una sorta di riprotezione: viaggiare seguendo un itinerario diverso, alla prima opportunità e sempre verso la stessa meta senza costi aggiuntivi.

Queste due opportunità devono essere offerte anche nel caso in cui l’impresa cancelli il viaggio.

Se la nave arriva in ritardo di oltre un’ora, si ha diritto a un risarcimento che varia tra il 25 e il 50% del prezzo del biglietto a seconda dell’entità del ritardo.

Anche per il trasporto marittimo vale quanto stabilito per i viaggi in aereo: niente risarcimento se il ritardo è dovuto a circostanze eccezionali. Ad esempio condizioni meteo avverse, catastrofi naturali o minacce alla sicurezza.

Assistenza e informazioni

Quando si verifica un ritardo, quasi sempre i malcapitati passeggeri lamentano lo stesso problema: poche informazioni (quando va bene) o il silenzio assoluto su cosa stia succedendo. Eppure la normativa europea obbliga la società di navigazione o l’ente che gestisce il terminal a segnalare il nuovo orario previsto di partenza e arrivo entro mezz’ora dall’orario inizialmente previsto. C’è anche un obbligo all’assistenza che consiste in:

  • spuntini, pasti o bevande, in proporzione ai tempi di attesa, purché siano disponibili o possano essere ragionevolmente forniti a bordo della nave o nel terminal;
  • sistemazione in albergo se è necessario pernottare, comunque non oltre tre pernottamenti con rimborso limitato a 80 euro per notte, e trasporto fra il terminal e la sistemazione e viceversa.

Beni smarriti o danneggiati

Le norme europee prevedono tutele nel caso in cui i propri bagagli e beni vengano smarriti o danneggiati durante un incidente in mare. In quel caso, per il bagaglio a mano si ha diritto fino a 2700 euro di risarcimento e per un veicolo fino a 15.000 euro, cifra comprensiva dei bagagli che c’erano all’interno. Chi perde beni di valore come denaro, gioielli o oggetti d’arte, ha diritto a un risarcimento di 4100 ma solo se li aveva dati in custodia alla società di trasporto. Può succedere anche di subire un furto nella cabina, ma in questo caso la normativa non prevede nulla di specifico. “Tuttavia in questi casi, se il consumatore ha preso le misure necessarie a evitarlo, è evidente che c’è una responsabilità del vettore - spiega Maria Pisanò, direttrice del Centro europeo del consumatore - che è quasi sempre assicurato per circostanze del genere. Certo non è sempre facile dimostrare cosa c’era nella cabina, con relativo valore, per chiedere il rimborso”.

Come muoversi

Se pensiamo di avere diritto a un rimborso o a un risarcimento per aver subito un disservizio, il primo passaggio è quello di sporgere reclamo in forma scritta alla società di navigazione. “Se la risposta non ci soddisfa - continua Pisanò -, bisogna adire la conciliazione obbligatoria di Art”, l’autorità pubblica del settore dei trasporti. Niente paura: è una procedura breve (massimo 90 giorni) e dai costi bassissimi. Se la compagnia sostiene che il ritardo sia dovuto a circostanze eccezionali ma abbiamo dubbi al riguardo, l’autorità alla quale rivolgersi è sempre l’Art, che verificherà i fatti ed eventualmente sanzionerà la società. Si tratta di una procedura parallela a un’eventuale conciliazione. Infine, se abbiamo subito un furto a bordo “la prima cosa da fare è denunciare l’accaduto: bisogna ricordare che il comandante della nave è un pubblico ufficiale e ha pieno titolo a raccogliere la nostra denuncia” conclude Pisanò.

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