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Riscaldamenti al via, dai contatori al confronto delle tariffe gas: come risparmiare in bolletta

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Nel nord Italia e nella fascia appenninica è scattato il periodo in cui si possono accendere gli impianti. Secondo Switcho 9 italiani su 10 potrebbero ottenere tariffe più convenienti. Confronto tra offerte e consigli pratici sono le due vie per spendere meno
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Per molti italiani è arrivato il momento in cui si possono accendere gli impianti di riscaldamento senza alcun timore di sanzioni. Dal 15 ottobre infatti in quasi tutto il nord non alpino (ad esempio Milano, Torino e Venezia), ma anche nella fascia appenninica (Bologna compresa), la legge prevede che si possano mettere in funzione le caldaie per un massimo di 14 ore giornaliere. A meno di ordinanze comunali, che possono anticipare la data di accensione in caso di freddo fuori stagione, per i trasgressori sono previste multe tra i 500 e i tremila euro, “cui possono aggiungersi altre multe previste dai Comuni e dagli enti locali, fino a 800 euro” ricorda Assoutenti.

Ma al di là del rischio sanzioni, il consiglio è comunque quello di limitarne l’uso allo stretto necessario: inizia infatti una stagione in cui si fa più elevato il rischio di ricevere una maxi-bolletta del gas.

Rischio maxi bollette e come evitarlo. Secondo un’indagine Consumerismo No Profit, infatti, un quarto della spesa…

Per molti italiani è arrivato il momento in cui si possono accendere gli impianti di riscaldamento senza alcun timore di sanzioni. Dal 15 ottobre infatti in quasi tutto il nord non alpino (ad esempio Milano, Torino e Venezia), ma anche nella fascia appenninica (Bologna compresa), la legge prevede che si possano mettere in funzione le caldaie per un massimo di 14 ore giornaliere. A meno di ordinanze comunali, che possono anticipare la data di accensione in caso di freddo fuori stagione, per i trasgressori sono previste multe tra i 500 e i tremila euro, “cui possono aggiungersi altre multe previste dai Comuni e dagli enti locali, fino a 800 euro” ricorda Assoutenti.

Ma al di là del rischio sanzioni, il consiglio è comunque quello di limitarne l’uso allo stretto necessario: inizia infatti una stagione in cui si fa più elevato il rischio di ricevere una maxi-bolletta del gas.

Rischio maxi bollette e come evitarlo. Secondo un’indagine Consumerismo No Profit, infatti, un quarto della spesa annua familiare (più precisamente il 23%) se ne va proprio in bollette, per un controvalore in termini assoluti di 287 miliardi l’anno, “con effetti deleteri sui consumi in altri comparti”. Diventa fondamentale, quindi, scegliere l’offerta giusta. Qualcosa che, secondo un’indagine di Switcho, succede assai raramente. Secondo i dati raccolti dal servizio digitale e gratuito che aiuta i suoi utenti a risparmiare sulle spese di luce, gas, telefonia e assicurazione, lo scorso inverno nove italiani su dieci “hanno scoperto di avere una tariffa gas non ottimizzata e dunque poco conveniente”.

La conseguenza pratica di tutto ciò è facilmente prevedibile: una spesa maggiore rispetto a chi usufruisce delle migliori offerte sul mercato che Switcho ha stimato in 334 euro l’anno. Per trovare l’offerta più conveniente la chiave di volta è il confronto. Come abbiamo spiegato in una guida su Repubblica il Portale offerte, gestito dall’autorità pubblica Arera, consente di mettere in fila le tariffe in ordine di convenienza. Ma perché il confronto sia reale è necessario avere tra le mani anche l’ultima bolletta e sapere quanto paghiamo il gas al metro cubo. Attenzione però: non sempre gli operatori indicano in bolletta il costo unitario del gas. In questo caso bisogna chiedere che ci metta a disposizione la bolletta di dettaglio: una richiesta che è obbligato a soddisfare.

Consigli pratici. Scegliere l’offerta migliore è la base per il risparmio. Ma non basta. Ci sono tante buone pratiche che, se applicate, consentono di abbassare i consumi (di conseguenza l’importo della bolletta) mentre si fa un favore all’ambiente. Come ogni anno, l’istituto per l'efficienza energetica Enea ne ha elencati alcuni.

Abbina alla caldaia per il riscaldamento un sistema di regolazione climatico. Questo sistema consente di avere una temperatura indoor coerente con quella esterna, regolando la temperatura di mandata dell’acqua all’impianto di riscaldamento in funzione delle condizioni climatiche esterne e “consentendo di mantenere la temperatura dell’ambiente desiderata e limitando i consumi fino al 25% ogni 10 gradi in meno” scrive Enea.

Non solo caldaie vecchio stile. Enea consiglia di abbinare le pompe di calore a un impianto fotovoltaico, con l’aiuto della domotica. Questo fa sì che si possa accendere la caldaia anche da remoto, durante il giorno (quando i pannelli generano energia) e trovare la casa già calda al nostro arrivo. Chi resta fedele alla caldaia, dovrebbe sceglierne una a condensazione: molto più efficiente.

Quanto stiamo consumando? Per capirlo - e per rilevare eventuali sprechi - si possono installare dei contatori intelligenti, ma per monitorare lo storico la soluzione migliore è consultare il Portale consumi di Arera.

Controlli puntuali. Monitorare la caldaia è anche una questione di sicurezza. Per legge va fatto ogni due anni, ma i tempi possono cambiare da regione a regione. Il controllo, più spesso noto come “bollino blu” prevede il controllo dei fumi ma anche la rimozione di incrostazioni di calcare e, in generale, che l’impianto funzioni al meglio. Niente obbligo per le pompe di calore, che però hanno bisogno di una pulizia costante dei filtri.

Lasciamoli liberi. I termosifoni hanno bisogno di spazio libero, se vogliamo che diffondano il calore senza incontrare ostacoli. Quindi niente divani o, peggio, armadi nelle immediate vicinanze. Non solo: se tra il calorifero e la parete inseriamo materiale riflettente (un pannello o anche un foglio di alluminio) riduciamo ulteriormente le dispersioni verso l’esterno. Per lo stesso motivo bisogna chiudere le finestre e le tapparelle durante le ore di buio.

Temperatura sotto controllo. Per stare bene dentro casa in inverno sono sufficienti 19 gradi. Ogni grado in meno e ogni ora in meno di accensione equivalgono al -15% di consumi. Per i più freddolosi il consiglio è di compensare quegli uno/due gradi in meno (rispetto alle proprie esigenze) con un maglione di lana o una tuta di pile.

Valvole per risparmiare. La necessità di avere più o meno calore può variare a seconda delle stanze. Qui intervengono le valvole termostatiche, che consentono di regolare la temperatura di ogni unità e, secondo Enea, sono in grado di far risparmiare il 20% di energia. Ci sono quelle manuali, ma anche quelle regolabili con app su smartphone. Nei condomini con riscaldamento centralizzato sono obbligatorie dal 2017.

Le date zona per zona

Se adesso tocca al nord e alla fascia appenninica, nelle prossime settimane anche le altre zone d’Italia avranno il loro appuntamento con i riscaldamenti. Il nostro Paese è diviso per zone climatiche: in base a queste, variano le date di accensione.

  • Zona A: dal primo dicembre al 15 marzo per 6 ore giornaliere. Rientrano in questa fascia solo Lampedusa e Porto Empedocle;
  • Zona B: dal primo dicembre al 31 marzo per 8 ore giornaliere. Rientrano anche Agrigento, Reggio Calabria, Messina, Trapani;
  • Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo per 10 ore giornaliere. Rientrano Napoli, Cagliari, Imperia, la Puglia meridionale e costiera e buona parte della Sardegna;
  • Zona D: dal primo novembre al 15 aprile per 12 ore giornaliere. Rientra tutta la fascia costiera ligure e molte province del centro Italia non appenninico; le aree centrali delle due isole maggiori.
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