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Telemarketing, stop alle chiamate fasulle dall’estero. Arriva l’obbligo per gli operatori

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L’Agcom ordinerà alle aziende di fermare le telefonate dei call center fuori dall’Italia con numeri italiani. Ma avranno 4 mesi per adeguarsi
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L’Italia si decide a imporre agli operatori telefonici di bloccare i numeri fasulli, usati per telemarketing illecito e truffaldino. Lo chiede l’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) in un provvedimento approvato ieri, dove anche fa una diffida Tim per queste pratiche – la prima alla luce del codice di condotta della stessa Autorità. Nello stesso provvedimento – “regolamento trasparenza” si varano i primi “bollini” per il vero 5G, come fatto in passato per la fibra ottica.

Il blocco dei numeri fasulli

Agcom già da anni chiede agli operatori di bloccare questi numeri. Il problema è che era una raccomandazione, non un obbligo, varato già in altri Paesi europei. Adesso scatta l’obbligo. Sappiamo che si tratta di chiamate illecite (alla luce delle norme privacy e non solo) di call center che alterano l’identificativo chiamante (“call id”) in modo da sfuggire ai controlli, come anche agli anti-spam installati sui cellulari degli utenti.

I call center chiamano spesso dall’estero (E…

L’Italia si decide a imporre agli operatori telefonici di bloccare i numeri fasulli, usati per telemarketing illecito e truffaldino. Lo chiede l’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) in un provvedimento approvato ieri, dove anche fa una diffida Tim per queste pratiche – la prima alla luce del codice di condotta della stessa Autorità. Nello stesso provvedimento – “regolamento trasparenza” si varano i primi “bollini” per il vero 5G, come fatto in passato per la fibra ottica.

Il blocco dei numeri fasulli

Agcom già da anni chiede agli operatori di bloccare questi numeri. Il problema è che era una raccomandazione, non un obbligo, varato già in altri Paesi europei. Adesso scatta l’obbligo. Sappiamo che si tratta di chiamate illecite (alla luce delle norme privacy e non solo) di call center che alterano l’identificativo chiamante (“call id”) in modo da sfuggire ai controlli, come anche agli anti-spam installati sui cellulari degli utenti.

I call center chiamano spesso dall’estero (Europa dell’Est, Nord Africa) risultando però con numeri di telefono italiani (fasulli, appunto: inventati o appartenenti ad altri utenti) e così riescono, con l’inganno, a piazzare contratti telefonici o fare truffe di vario tipo.

Agcom chiede agli operatori di identificare e bloccare le chiamate estere che appaiono con numeri italiani (fissi o mobili, con l’eccezione di quelli roaming). L’obbligo riguarda anche le chiamate che vengono dall’Italia ma con numeri alterati, anche se sarà più difficile individuarle e bloccarle rispetto a quelle originate dall’estero. Parte adesso, come di consueto, una consultazione pubblica di 30 giorni e poi tre mesi di tavolo tecnico per trovare le misure necessarie per identificare le chiamate illecite e bloccarle, tutelando le eccezioni lecite (come le chiamate estere non in roaming con trasferimento di chiamata).

Agcom dà poi sei mesi di tempo per l’implementazione. In tutto, dieci mesi: se ne parla dopo l’estate del 2025, insomma. Ma almeno adesso, dopo tanti tira e molla, è partito l’iter per bloccare un fenomeno che ogni giorno trae in inganno tanti italiani. Da notare che Repubblica Ceca, Irlanda, Regno Unito, Svezia già hanno sistemi per bloccare le chiamate fasulle dall’estero, mentre la Francia già adotta un protocollo tecnologico per un blocco più comprensivo (e che sarà valutato anche in Italia).

Diffida a Tim e bollino verde 5G

La diffida a Tim è l’esito di un caso scovato da Striscia la Notizia e segnalato da vari utenti ad Agcom. Si tratta di un nuovo trucco: il call center, partner di un operatore, si spaccia per un’associazione consumatori per convincere gli utenti a cambiare contratto. Questa prima chiamata è illecita. Il call center però poi chiede all’utente, per proseguire con la pratica, di fare una richiesta di contatto successivo. La telefonata che ne deriva sembrerebbe così lecita, agli occhi di un controllore, perché su richiesta dell’utente; quando in realtà la pratica resta illecita. La diffida è la prima fatta sotto l’egida del codice di condotta secondo il quale gli operatori sono tenuti a impedire queste pratiche tramite attento controllo sulla propria filiera. Le sanzioni agli operatori scattano se Agcom rileva un nuovo caso illecito, dopo la prima diffida.

Sempre in tema di trasparenza, i bollini serviranno a distinguere il vero 5G da quello “azzoppato” dagli operatori ossia con velocità ridotta, un po’ come fatto per distinguere la fibra vera (fino a casa) da quella che si ferma in strada e che ha velocità di dieci volte inferiori.

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