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Deepfake di Meloni e Mattarella che pubblicizzano investimenti-truffa: Consob blocca gli spot

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L’autorità, grazie ai nuovi poteri ottenuti con la legge capitali, ha oscurato sei pubblicità e quattro siti che sfruttavano anche l’immagine del capo dello Stato per prospettare incredibili guadagni online
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MILANO – Investimenti in criptovalute pubblicizzati dalla premier Giorgia Meloni e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sembra impossibile da credere, infatti non c’è nulla di reale. Ma i video pubblicati su alcuni siti e piattaforme erano così sofisticati da costituire un reale pericolo per le tasche dei consumatori. Consob ha bloccato le pubblicità di questi servizi finanziari abusivi, oscurando poi altri quattro siti ingannevoli. È la prima volta che Consob oscura delle pubblicità di questo tipo: si tratta infatti della prima applicazione della “legge capitali” che ha attribuito nuovi poteri all’autorità. Tra i quali quello di intimare ai gestori dei servizi di telecomunicazione l’oscuramento dei siti o dei contenuti che pubblicizzano attività finanziarie non autorizzate.

Uno dei video diffusi - e oscurati - era un deepfake con la premier Giorgia Meloni che annunciava un “reddito garantito da 40mila euro al mese” grazie alla piattaforma “che ha ottenuto la licenza …

MILANO – Investimenti in criptovalute pubblicizzati dalla premier Giorgia Meloni e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sembra impossibile da credere, infatti non c’è nulla di reale. Ma i video pubblicati su alcuni siti e piattaforme erano così sofisticati da costituire un reale pericolo per le tasche dei consumatori. Consob ha bloccato le pubblicità di questi servizi finanziari abusivi, oscurando poi altri quattro siti ingannevoli. È la prima volta che Consob oscura delle pubblicità di questo tipo: si tratta infatti della prima applicazione della “legge capitali” che ha attribuito nuovi poteri all’autorità. Tra i quali quello di intimare ai gestori dei servizi di telecomunicazione l’oscuramento dei siti o dei contenuti che pubblicizzano attività finanziarie non autorizzate.

Uno dei video diffusi - e oscurati - era un deepfake con la premier Giorgia Meloni che annunciava un “reddito garantito da 40mila euro al mese” grazie alla piattaforma “che ha ottenuto la licenza dallo Stato” e, con il beneplacito della banca centrale, “garantisce il vostro reddito”. La finta Meloni assume poi il tono della presentatrice di televendite, dicendo che grazie a questo progetto “chiunque avrà l’opportunità di cambiare la propria vita per sempre”. Ma non proprio chiunque: il fake spiega infatti che bisogna affrettarsi “perché i posti sono limitati”. C’è un altro elemento che riporta immediatamente alla truffa: quello del deposito base da 250 euro. La cifra iniziale richiesta da queste false piattaforme infatti è sempre questa.

Cosa pubblicizzavano i finti Meloni e Mattarella

I mirabolanti guadagni di cui parlavano i finti politici sono da ricondurre a uno schema di truffa ormai molto consolidato e che abbiamo già visto con Amazon Trading e, più di recente, con il trading di Fininvest (aziende ovviamente all’oscuro della truffa, semplicemente sfruttate per la loro notorietà). Si tratta di siti costruiti ad arte per sembrare piattaforme di trading, in cui la vittima viene guidata passo dopo passo al telefono a fare il primo deposito, quasi sempre con un bonifico a una società estera inesistente o irrintracciabile.

Dopo questo investimento iniziale, il cliente inizia a vedere sulla piattaforma i primi guadagni e viene invitato dal suo “assistente personale” a rilanciare, anziché incassare subito. I guadagni sono di cartone: non c’è alcun investimento ma semplicemente una persona che regala soldi a un criminale. Il consiglio di continuare a investire viene quasi sempre seguito, con l’illusione che far soldi sia davvero un gioco da ragazzi. Del resto nelle pubblicità si parla di 1.275 euro ottenibili in sole sette ore. Il velo di Maya si scopre quando la vittima dice basta, e cerca di ritirare il denaro guadagnato: l’assistente sparisce e non c’è modo di contattare l’azienda, se non una mail alla quale nessuno risponde. I soldi sono perduti.

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