In spiaggia e in hotel, anche quest’anno saranno vacanze più care
di Federico FormicaL’estate 2025 parte con nuovi rincari per chi sceglierà di trascorrere le vacanze in Italia, tra ombrelloni sempre più cari e soggiorni in hotel che sfiorano, o superano, i tremila euro nella settimana di Ferragosto. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, i servizi balneari aumentano del +2,3% rispetto al 2024. E se la Sardegna resta la meta più costosa per dormire, è in Emilia Romagna che si trovano le tariffe alberghiere più abbordabili. Per quanto riguarda gli stabilimenti, la regione più economica è la Sicilia, nonostante sia anche quella che ha registrato i maggiori aumenti.
Lettini più cari
Ombrelloni, sdraio, pedalò e canoe costeranno mediamente il 2,3% in più rispetto al 2024. È quanto emerge dal monitoraggio effettuato da Federconsumatori insieme alla Fondazione Isscon. In tre anni i prezzi sono saliti dell’8%, con punte anche superiori per alcuni servizi: il lettino, per esempio, è aumentato del 10%, mentre il noleggio di sup e canoe …
L’estate 2025 parte con nuovi rincari per chi sceglierà di trascorrere le vacanze in Italia, tra ombrelloni sempre più cari e soggiorni in hotel che sfiorano, o superano, i tremila euro nella settimana di Ferragosto. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, i servizi balneari aumentano del +2,3% rispetto al 2024. E se la Sardegna resta la meta più costosa per dormire, è in Emilia Romagna che si trovano le tariffe alberghiere più abbordabili. Per quanto riguarda gli stabilimenti, la regione più economica è la Sicilia, nonostante sia anche quella che ha registrato i maggiori aumenti.
Lettini più cari
Ombrelloni, sdraio, pedalò e canoe costeranno mediamente il 2,3% in più rispetto al 2024. È quanto emerge dal monitoraggio effettuato da Federconsumatori insieme alla Fondazione Isscon. In tre anni i prezzi sono saliti dell’8%, con punte anche superiori per alcuni servizi: il lettino, per esempio, è aumentato del 10%, mentre il noleggio di sup e canoe del 13%.
Nel dettaglio, un abbonamento giornaliero (un ombrellone, un lettino e una sdraio) costa in media 35,74 euro, con un incremento del +6% rispetto allo scorso anno. L’abbonamento mensile sale del +3%, mentre quello stagionale resta stabile, anche perché sempre meno richiesto dagli italiani, alle prese con ferie ristrette o a singhiozzo. Tra i rincari maggiori figurano la Sicilia (+6%), la Sardegna (+4%) e un gruppo di regioni – Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Basilicata e Liguria – che si attestano tutte attorno al +3%.
Nel tentativo di contenere le spese, cambiano anche le abitudini: cresce la domanda per formule flessibili, come la mezza giornata o le offerte happy hour, che permettono di accedere agli stabilimenti soltanto nelle ore centrali o finali della giornata, con risparmi anche del 50% rispetto alla tariffa piena. Sempre più utilizzate anche le app che consentono di condividere l’ombrellone o rivenderlo temporaneamente a prezzo scontato se inutilizzato.
Altra tendenza in crescita è quella dei pacchetti all inclusive: con cifre comprese tra i 35 e i 50 euro si possono avere ombrellone, lettino, pranzo o aperitivo, e spesso anche il noleggio di canoe o sup. I costi variano a seconda del menu, della posizione dell’ombrellone e del giorno della settimana.
Infine, gli stabilimenti si aggiornano con nuovi servizi digitali. Si diffonde l’“assicurazione maltempo”: pagando un supplemento di 5 euro al momento della prenotazione, si può ottenere il rimborso in caso di pioggia o condizioni meteo avverse. Introdotti anche piccoli extra come la prenotazione online (2,50 euro), il maxi ombrellone (+6%) o le tende per famiglie (+11%).
Alberghi, Sardegna la più costosa
L’estate 2025 sarà più cara anche per chi decide di fermarsi qualche giorno in albergo. Lo rileva Assoutenti in una ricerca sui costi sostenuti da una famiglia tipo – due adulti e due bambini – che soggiorna in hotel a tre stelle nella settimana tra il 9 e il 16 agosto.
I prezzi partono da un minimo di 1.030 euro a Rimini, 1.498 euro a Riccione e 1.512 euro a Milano Marittima. Tutte località dell’Emilia Romagna, la regione che offre il miglior rapporto qualità/prezzo per il turismo balneare. Per chi sceglie la Toscana, invece, si superano facilmente i 1.600 euro a Lido di Camaiore e Viareggio, e si arriva a 2.226 euro a Marina di Pietrasanta. Prezzi simili anche in Liguria: 1.610 euro a Rapallo, ma 3.551 euro a Santa Margherita Ligure.
Nel resto d’Italia la media non è molto più bassa. Servono 1.500 euro per Lido di Jesolo e Caorle (Veneto), poco più di 1.800 per Lignano Sabbiadoro e Grado (Friuli Venezia Giulia), 1.700 euro in Puglia per Gallipoli e Otranto. In Sicilia, sette notti in hotel a San Vito Lo Capo o Cefalù partono da poco più di duemila euro. Sulla costiera amalfitana i prezzi oscillano tra i 2.051 euro di Sorrento e i 2.264 euro di Amalfi.
Ma il picco si raggiunge in Sardegna, dove il soggiorno di una settimana può costare fino a 3.015 euro a San Teodoro. Seguono Golfo Aranci (2.870 euro) e Baja Sardinia (2.681 euro). E a questi costi si aggiungono quelli del viaggio: per esempio, un traghetto andata/ritorno con auto al seguito da Civitavecchia a Olbia (senza cabina) costa 1.343 euro, il 9,7% in più rispetto al 2024. Più economici i collegamenti per la Sicilia, ma anche qui il rincaro medio sfiora il 10%.
Per chi vuole risparmiare, dunque, la strategia è la flessibilità: prenotare in bassa stagione, limitare la durata del soggiorno, confrontare le offerte delle strutture, evitando le località più esclusive. La buona notizia, se così si può dire, è che almeno i rincari sulle spiagge restano contenuti, soprattutto rispetto agli anni successivi al Covid.