Polizze catastrofali: mercato in crescita, ma le compagnie alzano i premi
di Federico FormicaPrendere coscienza dei rischi e agire di conseguenza: si potrebbe riassumere così il termine “cultura assicurativa”. Che nelle imprese italiane è in crescita, sebbene la strada per una piena consapevolezza sia ancora lunga. Il punto della situazione l’ha fatto l’Ivass con il suo monitoraggio annuale, che ha analizzato il mercato delle polizze catastrofali per le imprese.
Il rapporto esce in un periodo che si colloca in mezzo alle scadenze obbligatorie: già dal primo aprile le grandi imprese sono infatti tenute ad assicurarsi da danni catastrofali, mentre le medie imprese dovranno farlo dal primo ottobre e le Pmi dal 31 dicembre 2025.
Indicatori in crescita. Aumenta sia la raccolta premi che le spese per i risarcimenti. Nel 2023 le imprese…
Prendere coscienza dei rischi e agire di conseguenza: si potrebbe riassumere così il termine “cultura assicurativa”. Che nelle imprese italiane è in crescita, sebbene la strada per una piena consapevolezza sia ancora lunga. Il punto della situazione l’ha fatto l’Ivass con il suo monitoraggio annuale, che ha analizzato il mercato delle polizze catastrofali per le imprese.
Il rapporto esce in un periodo che si colloca in mezzo alle scadenze obbligatorie: già dal primo aprile le grandi imprese sono infatti tenute ad assicurarsi da danni catastrofali, mentre le medie imprese dovranno farlo dal primo ottobre e le Pmi dal 31 dicembre 2025.
Indicatori in crescita. Aumenta sia la raccolta premi che le spese per i risarcimenti. Nel 2023 le imprese hanno speso 2,8 miliardi di euro per assicurarsi da catastrofi, un miliardo in più rispetto al 2018. L’Ivass specifica però che “la quasi totalità” di questi quasi tre miliardi proviene dalle polizze “incendio e altri danni ai beni”, prevalentemente a protezione degli immobili, e dal segmento “altre assicurazioni auto”. Emerge quindi una scarsa penetrazione delle polizze da terremoto, inondazione o tempesta. Per i rischi terremoto, specifica l’Ivass, sono stati raccolti premi per 385 milioni di euro (336 milioni di euro nel 2022) con un incremento del 14,6% rispetto al 2022.
Crescono anche gli importi pagati dalle compagnie assicurative per rimborsare i danni. E a un ritmo molto più elevato rispetto alla crescita dei premi: tra il 2018 e il 2022 la media era di 1,5-2 miliardi versati, nel 2023 il comparto ha sborsato oltre 7 miliardi in risarcimenti. L’aumento, precisa Ivass, “è dovuto soprattutto agli eventi climatici di intensità eccezionale che hanno interessato aree metropolitane ad alta copertura assicurativa”. Rimane lo storico - e sempre più acuto - problema della concentrazione del mercato, che si traduce in meno concorrenza e meno convenienza per i clienti: la raccolta premi rischi catastrofali è concentrata per il 74,6% nei primi cinque gruppi assicurativi.
Il giro di vite delle compagnie assicurative. Quei sette miliardi di premi pagati nel solo 2023 sono un campanello d’allarme per il settore, un piccolo anticipo di quella che potrebbe essere la futura normalità, con l’avanzare del cambiamento climatico e la maggior frequenza degli eventi estremi. Così le compagnie corrono ai ripari. Come? Alzando i premi (tra il 20 e il 50% negli ultimi cinque anni, scrive Ivass), riducendo le somme assicurate e inserendo qua e là nei contratti franchigie ed esclusioni, modificando le tariffe in base alla vulnerabilità del territorio.
Un tema, quest’ultimo, che forse è il vero nodo dell’obbligo assicurativo in Italia. Molti territori del nostro Paese infatti sono a rischio sismico o idrogeologico elevato e le imprese tenute ad assicurarsi rischiano di pagare premi elevatissimi. L’obbligo per tutti, in teoria, dovrebbe calmierare il prezzo: è il principio della mutualità che, in un territorio inesplorato come l’obbligo assicurativo da catastrofe naturale, è però ancora tutto da verificare.