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Bonus rifiuti 2026, sconto del 25% sulla Tari: a chi spetta, come funziona e quando arriva

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Torna il taglio diretto in bolletta per chi fatica a sostenere i costi della gestione rifiuti: il prossimo anno agevolazione automatica per 4 milioni di famiglie con Isee basso. Cumulabile con i bonus luce, gas e acqua, sarà applicata dai gestori entro giugno
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Anche nel 2026 la bolletta dei rifiuti sarà più leggera per parecchi italiani. Torna il bonus sociale rifiuti, una riduzione del 25% sulla Tari destinata a chi ha un Isee basso. Un aiuto automatico, senza trafile burocratiche, introdotto per la prima volta nel 2019, che si aggiunge ai bonus luce, gas e acqua già in vigore. Obiettivo dichiarato: alleggerire il peso delle spese fisse per circa quattro milioni di famiglie in difficoltà economica, in un contesto di tariffe in crescita e bilanci familiari sempre più in bilico.

Cos’è il bonus Tari

La misura approvata dall’Arera nasce per sostenere i nuclei più fragili di fronte a una spesa che, per quanto meno visibile delle bollette energetiche, pesa comunque sempre di più sulle tasche degli italiani.

Lo sconto è pari al 25% della Tari o della tariffa corrispettiva dovuta e viene calcolato sull’importo lordo delle componenti perequative e al netto dell’Iva, se dovuta. Restano esclusi i costi per servizi esterni al ciclo integrato dei rifi…

Anche nel 2026 la bolletta dei rifiuti sarà più leggera per parecchi italiani. Torna il bonus sociale rifiuti, una riduzione del 25% sulla Tari destinata a chi ha un Isee basso. Un aiuto automatico, senza trafile burocratiche, introdotto per la prima volta nel 2019, che si aggiunge ai bonus luce, gas e acqua già in vigore. Obiettivo dichiarato: alleggerire il peso delle spese fisse per circa quattro milioni di famiglie in difficoltà economica, in un contesto di tariffe in crescita e bilanci familiari sempre più in bilico.

Cos’è il bonus Tari

La misura approvata dall’Arera nasce per sostenere i nuclei più fragili di fronte a una spesa che, per quanto meno visibile delle bollette energetiche, pesa comunque sempre di più sulle tasche degli italiani.

Lo sconto è pari al 25% della Tari o della tariffa corrispettiva dovuta e viene calcolato sull’importo lordo delle componenti perequative e al netto dell’Iva, se dovuta. Restano esclusi i costi per servizi esterni al ciclo integrato dei rifiuti urbani e gli eventuali conguagli relativi ad anni precedenti.

Come funziona

Niente moduli, niente domande: il riconoscimento è automatico. Il beneficio sarà riconosciuto automaticamente a partire dai dati Isee trasmessi dall’Inps. Per essere inseriti tra i beneficiari, sarà sufficiente presentare la Dsu, la Dichiarazione sostitutiva unica e ottenere un’attestazione Isee entro le soglie previste. Ogni nucleo familiare potrà ricevere un solo bonus rifiuti per anno di competenza Isee.

Il nuovo sistema è stato realizzato nel pieno rispetto del Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati, e ha ottenuto il via libera del Garante per la privacy. Questo meccanismo, oltre a garantire la massima sicurezza, dovrebbe anche assicurare che il bonus sia pienamente operativo già nei primi mesi del 2026, con riferimento alla tassa sui rifiuti relativa al 2025.

A chi spetta

Secondo le stime di Arera, saranno circa 4 milioni le famiglie che riceveranno lo sconto il prossimo anno. Potranno beneficiarne famiglie con Isee fino a 9.530 euro e famiglie numerose con almeno 4 figli a carico con Isee fino a 20mila euro.

La buona notizia, che dovrebbe agevolare non poco tutto l’iter, è che l’individuazione dei beneficiari avverrà senza necessità di domanda, grazie a un sistema di scambio dati tra la stesa Arera, l’Inps, l’Anci e altri soggetti.

Il controllo dell’intero processo sarà affidato proprio all’Arera, mentre l’Associazione nazionale dei Comuni dovrà fornire una relazione illustrativa con il numero di bonus concessi, l’importo complessivo delle agevolazioni erogate e altre informazioni di competenza dei gestori. Questo monitoraggio servirà non solo a verificare l’effettiva applicazione della misura, ma anche a valutarne l’impatto economico e sociale, individuando eventuali margini di miglioramento.

Cumulabile con gli altri bonus sociali

Altro plus collegato a questo bonus è che non è esclusivo: può infatti andare a sommarsi alle agevolazioni già previste per luce, gas e acqua. In questo modo, i nuclei che rientrano nei requisiti potranno contare su un pacchetto coordinato di aiuti per ridurre più voci di spesa, evitando di dover affrontare pratiche diverse per ogni servizio.

Quanto si risparmia

Secondo il rapporto 2024 di Cittadinanzattiva, il costo medio nazionale della Tari si attesta a 329 euro, ma con forti differenze tra territori. Quindi, facendo i calcoli, nei comuni dove la Tari è più bassa, intorno ai 200 euro, il risparmio medio previsto sarà di circa 50 euro. Nelle aree con tariffe più elevate, che oscillano tra i 400 e i 600 euro, lo sconto potrà arrivare a una cifra compresa tra 100 e 150 euro. In alcune zone caratterizzate da tariffe particolarmente alte, infine, il bonus potrebbe superare addirittura i 150 euro.

Quando arriva

Il meccanismo seguirà un calendario preciso: il bonus sarà applicato dal 2026, sulla base degli Isee sotto soglia presentati nel corso del 2025. La tempistica è legata al fatto che la Tari viene calcolata annualmente e l’Isee può essere richiesto in qualsiasi momento dell’anno: i dati necessari diventano quindi disponibili solo l’anno successivo.

I gestori del servizio rifiuti dovranno riconoscere lo sconto entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento, applicandolo alla prima rata utile. Se questa non sarà sufficiente a coprire l’intero importo, il residuo sarà scalato dalle rate successive.

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