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Bollette gas, mercato in stallo. Ecco perché conviene bloccare il prezzo in vista dell’autunno

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Sul mercato sono pochissime le offerte migliori della tutela, ma rimangono ancora lontani i livelli pre-crisi: come comportarsi
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Poco o nulla è cambiato, e le tariffe del gas sono rimaste praticamente le stesse rispetto alla primavera scorsa, quando si coltivava la speranza che l’estate e la minor domanda avrebbero fatto calare il prezzo della materia prima. Invece eccoci qui, con il Psv (l’indice del prezzo all’ingrosso) che solo negli ultimissimi giorni è arrivato a 35 centesimi per standard metro cubo (Smc), ma che per tutta l’estate è rimasto sempre tra i 39 e i 41 centesimi.

Anche le migliori offerte disponibili sul mercato, naturalmente, tengono conto di questo scenario. E chi oggi è in tutela farà molta fatica a trovare un’offerta più conveniente sul mercato libero: sul Portale offerte di Arera ne abbiamo trovata solo una a prezzo fisso e appena tre a prezzo variabile, peraltro di appena 10-12 euro l’anno.

Poco o nulla è cambiato, e le tariffe del gas sono rimaste praticamente le stesse rispetto alla primavera scorsa, quando si coltivava la speranza che l’estate e la minor domanda avrebbero fatto calare il prezzo della materia prima. Invece eccoci qui, con il Psv (l’indice del prezzo all’ingrosso) che solo negli ultimissimi giorni è arrivato a 35 centesimi per standard metro cubo (Smc), ma che per tutta l’estate è rimasto sempre tra i 39 e i 41 centesimi.

Anche le migliori offerte disponibili sul mercato, naturalmente, tengono conto di questo scenario. E chi oggi è in tutela farà molta fatica a trovare un’offerta più conveniente sul mercato libero: sul Portale offerte di Arera ne abbiamo trovata solo una a prezzo fisso e appena tre a prezzo variabile, peraltro di appena 10-12 euro l’anno.

Il sostanziale stallo è stato fotografato anche da Arera, che nel suo aggiornamento mensile del prezzo del gas in tutela ha stabilito un -1,2% rispetto a luglio. Il problema è che il mercato non si è assestato sui livelli pre-crisi, ma ci ha ormai assuefatto a bollette extralarge. Unione nazionale consumatori ha calcolato che rispetto all’agosto 2021, quando non era ancora arrivata la tempesta dei prezzi, il gas costa il 26,7% in più, mentre rispetto al picco della crisi, appena il 13,4% in meno.

Gas, cosa fare in vista dell’autunno

Tra le offerte a prezzo fisso, le migliori cinque rispecchiano il Psv di questi ultimi mesi: si va dai 36 centesimi al metro cubo (ma con un costo fisso annuo di 144 euro, consigliata quindi solo a chi prevede di consumare molto) ai 44 cents/Smc. Andando verso l’autunno/inverno, è molto probabile che il Psv sia destinato ad aumentare e quindi potrebbe essere una buona idea bloccare adesso il prezzo.

Viceversa, un indicizzato potrebbe far salire le nostre bollette in pieno inverno, ma se il Psv si confermasse sui livelli attuali (cioè 35 centesimi) almeno per settembre-ottobre potrebbe far dormire sonni tranquilli a chi già ha in un contratto di questo tipo. In ogni caso, per chi è in tutela o ha un prezzo fisso, è bene ricordare che chiedendo un cambio di operatore adesso, non godrebbe della nuova tariffa fino a novembre. Quando lo scenario potrebbe essere peggiore.

Bolletta, perché per il gas è diverso

Il panorama, come abbiamo scritto su Repubblica, è più roseo per l’energia elettrica, con una concorrenza finalmente efficace e circa dieci offerte più convenienti della tutela, sia per il fisso che per il variabile. Il mercato del gas, però, è diverso. Meno diversificato, meno concorrenziale, come spiega anche Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it: “Il gas è intrinsecamente più rischioso a causa di una serie di fattori strutturali e geopolitici che rendono le aziende molto più caute nel proporre offerte vantaggiose a prezzo fisso”.
Le ragioni sono quelle che nel 2022 ci hanno guidato a tutta velocità verso una crisi dei prezzi mai vista finora: geopolitica, mercati internazionali ma anche “il ruolo crescente del Gnl, il gas naturale liquefatto e una minore concorrenza rispetto al mercato elettrico”, specifica Rasimelli. Per fare un esempio recente, basti dire che il 94% del Gnl che esce dal Golfo Persico passa attraverso lo stretto di Hormuz, controllato dall’Iran e che durante gli attacchi israeliani di metà giugno sembrava sul punto di essere chiuso.


“Per tutti questi motivi, le aziende preferiscono di gran lunga le offerte a prezzo variabile - continua l’esperto di Facile.it -, questo modello permette loro di trasferire il rischio della volatilità direttamente al consumatore, che pagherà il prezzo del gas all'ingrosso (Psv) più un piccolo spread e le componenti fisse. Le poche offerte a prezzo fisso che si trovano sul mercato, per tutelarsi da rischi finanziari elevati, incorporano un ‘premio di rischio’ che le rende spesso meno competitive rispetto al prezzo di tutela”.

Gas troppo caro: svincolarsi dalla caldaia

Se l’elettricità costa meno del gas, non sorprende che più di qualcuno stia pensando di sostituire la vecchia caldaia con le pompe di calore. Quelle a condensazione, come ha spiegato Enea, garantiscono consumi ridotti soprattutto se abbinate a un impianto fotovoltaico. Una soluzione che però “non può essere considerata universale”, avvisa Rasimelli: anzitutto c’è il costo iniziale, e “sebbene esistano incentivi governativi come l'Ecobonus (attualmente con detrazioni che arrivano al 50% per le abitazioni principali) e il Conto termico, l'investimento può rappresentare un ostacolo”.

La massima efficienza, conclude l’esperto, “si ottiene in immobili con un buon isolamento termico abbinati a sistemi di riscaldamento a bassa temperatura, come quello a pavimento. L'integrazione con i vecchi caloriferi, che richiedono alte temperature, può risultare inefficiente e di conseguenza economicamente poco vantaggiosa”.

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