Uk, scontro con la Cina sul maxi bottino della cripto-truffatrice: Londra lo vuole per la Manovra
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Follow the money. O meglio, segui “Qian”, che in cinese significa proprio denaro. Perché questo è il cognome della truffatrice cinese in criptovalute e altri strumenti finanziari, ora al centro di una disputa tra Londra e Pechino. Perché le autorità britanniche hanno sequestrato il bottino della 47enne Zhimin Qian, pari a 5 miliardi di sterline (poco meno di sei miliardi di euro), condannando la donna a 80 mesi di carcere per truffa e riciclaggio di denaro sporco nel Regno. Soldi che farebbero molto comodo alle dissanguate casse del Tesoro britannico, soprattutto alla vigilia della legge di bilancio del prossimo novembre del governo laburista di Keir Starmer che si preannuncia lacrime e sangue. Il problema è che anche la Cina rivendica quei miliardi, sostenendo che la grandissima parte dei clienti truffati da Qian è di nazionalità cinese.
Per questo, come rivela il Times, sono in corso negoziati di alto livello tra Londra e Pechino per risolvere la contesa intorno a “Bit…
LONDRA - Follow the money. O meglio, segui “Qian”, che in cinese significa proprio denaro. Perché questo è il cognome della truffatrice cinese in criptovalute e altri strumenti finanziari, ora al centro di una disputa tra Londra e Pechino. Perché le autorità britanniche hanno sequestrato il bottino della 47enne Zhimin Qian, pari a 5 miliardi di sterline (poco meno di sei miliardi di euro), condannando la donna a 80 mesi di carcere per truffa e riciclaggio di denaro sporco nel Regno. Soldi che farebbero molto comodo alle dissanguate casse del Tesoro britannico, soprattutto alla vigilia della legge di bilancio del prossimo novembre del governo laburista di Keir Starmer che si preannuncia lacrime e sangue. Il problema è che anche la Cina rivendica quei miliardi, sostenendo che la grandissima parte dei clienti truffati da Qian è di nazionalità cinese.
Per questo, come rivela il Times, sono in corso negoziati di alto livello tra Londra e Pechino per risolvere la contesa intorno a “BitQueen”, come si faceva chiamare la donna. In un contesto già complicato dal caso della controversa e futura ambasciata cinese nella capitale UK, nella vecchia sede della zecca dello Stato britannico, che secondo i servizi segreti di Sua Maestà potrebbe diventare una base di spionaggio di Pechino perché nel sottosuolo passano molti cavi di dati sensibili. Inoltre, il governo Starmer sta anche cercando di normalizzare i rapporti con la Cina, soprattutto dal punto di vista commerciale.
128 mila investitori truffati in Cina
Di certo, “BitQueen” ha gabbato circa 128mila investitori in Cina, convincendoli a investire in supposte criptovalute e altri strumenti finanziari, promettendo guadagni del 300%. Invece, le vittime della sua truffa hanno visto i loro patrimoni ridursi anche oltre il 90%, prima che Qian fuggisse dalla Cina ed entrasse nel territorio britannico sotto falso nome, Yadi Zhang, (uno dei tanti suoi pseudonimi utilizzati) con un passaporto caraibico di St Kitts and Nevis nel settembre 2017 e successivamente reclutasse una complice, la connazionale Jian Wen.
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Gli acquisti sospetti
Ma Qian di certo non è passata inosservata oltremanica e alla fine il suo enorme e ingiustificato giro di denaro ha attratto l’attenzione delle autorità britanniche. Prima il trasferimento in una casa di Hampstead, nel nord posh londinese, per un affitto di 17.300 sterline al mese. Poi vari investimenti, anche all’estero, per centinaia di milioni.
Infine, il tentato acquisto di una magione, sempre nel quartiere di Hampstead, per 23,5 milioni che ha allertato gli investigatori britannici.A questo punto, nel settembre 2020, la polizia chiama Qian a testimoniare, ma la donna sparisce. Si pensa che sia fuggita in Vietnam. Invece viene arrestata nell’aprile 2024 a York, nel nord dell’Inghilterra. Ora, dopo la condanna, tocca a Regno Unito e Cina spartirsi la sua fortuna. In che modo, è ancora poco chiaro.